Mondo Pantera
giovedì, 8 marzo 2018, 12:13
di mario santini
Cosa possiamo scrivere o pensare, noi amanti del calcio, quando un giocatore di soli 31 anni, dopo avere scherzato e giocato con i colleghi della sua squadra alla vigilia di una partita, va in camera da letto per dormire e invece non ridiscende mai più? Non è facile farsene una ragione perché non esiste una benché minima spiegazione logica a un evento così inaspettato; allora non rimane altro che pregare per Davide Astori, per la sua compagna Francesca e soprattutto per la sua bambina Vittoria che perde il padre ad appena due anni. Una vita che si prospettava "tutta rose e fiori" improvvisamente si trasforma in una tragedia immane e senza possibilità di appello per la famiglia Astori, la quale dovrà imparare a convivere di punto in bianco con un vuoto angosciante e incolmabile intorno a se. Davide non soltanto era il capitano con la C maiuscola della Fiorentina: un giocatore esemplare, serio e onesto, oltre che bravo sul campo di gioco, non è un caso che la famiglia Della Valle avesse pronto un contratto che avrebbe legato Astori alla Fiorentina " a vita", ma era anche un uomo con molta umiltà che si spendeva per gli altri e che ovunque è passato ha lasciato una scia di amici e di affetti.
Quindi se guardiamo Davide sotto il profilo umano dobbiamo riconoscere che la perdita è ancora maggiore rispetto a quella sportiva. Non solo sul campo Davide Astori era un bellissimo esempio, lo era altresì nella vita di tutti i giorni. Era una persona molto impegnata nel sociale e il suo interesse era indirizzato soprattutto a sostenere le iniziative a favore dei bambini bisognosi portate avanti dall'organizzazione Save the Children in tutto il mondo: "Dal suo ingresso nel club viola è stato sempre partecipe e ha sostenuto le iniziative a supporto della nostra organizzazione, con entusiasmo e grande sensibilità" ha detto Claudio Tesauro, presidente di Save the Children. Quindi ancora una volta la morte "pesca nel mucchio" e come succede sovente le persone migliori sono le prime ad essere carpite.
Del Davide calciatore (Milan, Cagliari, Nazionale Italiana, Fiorentina) parleranno a lungo le testate giornalistiche e le televisioni. Io mi limito a dire che l'onestà, la serietà e la bontà non hanno i colori calcistici, ne tantomeno sono sminuite dai campanilismi: oggi abbiamo perso tutti qualcosa e a mio modo ho voluto rendere omaggio a un grande uomo e a grande calciatore: nonostante la mia squadra del cuore sia la Lucchese. Quindi ho avvertito l'esigenza di unirmi alle migliaia di persone che hanno stazionato per giorni fuori dai cancelli dello Stadio Artemio Franchi e appeso una sciarpa, uno striscione, una bandiera, oppure hanno portato semplicemente un mazzo di fiori. Ho visto molte persone di ogni età addolorate e con le lacrime agli occhi e giustamente anch'io ero tra quelle.
Davide dovrà restare a lungo nella memoria collettiva. In una società senza valori, dove neppure il calcio è esente da questa brutta piaga, c'è proprio la necessità di un personaggio positivo di cui parlare nelle scuole di calcio e da additare ai ragazzi come esempio da imitare sia sul piano sportivo, sia su quello umano...Cominciando magari dai "nostri" piccoli pulcini.
Oggi il funerale di Davide Astori verrà celebrato dal Cardinale Betori nella Basilica di Santa Croce. Altri grandi saranno li ad accoglierlo: Michelangelo Buonarroti, Galileo Galilei e Ugo Foscolo per citarne solo alcuni. La Curva Fiesole sarà tutta lì con Davide, ma questa volta lo abbraccerà senza sorrisi e in silenzio. R.I.P. Davide.
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