Mondo Pantera

Mario Capello ci ha sempre creduto: "Ero sicuro si sarebbe vinto a Arezzo"

martedì, 16 maggio 2017, 13:47

di mario capello

La scorsa settimana avevo sparso la voce in giro che: "Con l'Arezzo si vince". Poi sabato mattina, quando mi sono alzato questa sensazione era ancora più forte che mai. Del resto, è appurato, che ogni tifoso ci mette del suo per far vincere le partite alla propria squadra e spesso certi rituali scaramantici funzionano sul serio! Infatti appena il mi figliolo ha messo giù i piedi dal letto gli ho detto subito: "Non vestiamoci come quando la Lucchese perse la semifinale per la Poole scudetto col Pordenone giocata proprio ad Arezzo il 29 maggio 2014 e non portiamo neppure le stesse sciarpine di quel giorno, un si sa mai". Dopo una bella mangiata abbiamo preparato i panini per la cena e siamo partiti per Arezzo. A me piace arrivare allo stadio piuttosto presto e alle 17.30 avevamo già parcheggiato la macchina sul piazzale dietro la curva riservata agli ospiti . Non c'era ancora nessuno dei nostri tifosi. Le uniche persone presenti erano i Poliziotti già schierati e gli steward immobili ai cancelli .Comunque nel giro di pochissimi minuti sono cominciate ad arrivate altre macchine cariche di tifosi e con le bandiere rossonere fuori dai finestrini.

A quel punto una signora della Questura ha cominciato a riprenderci con la telecamera, comprese le targhe delle macchine; quando era davanti a me ho tirato su una mano con le due dita messe a V in segno di vittoria e sorridendo gli ho dato il risultato finale della partita con largo anticipo: "Oggi vince la Lucchese 2 a 0"; avevo sbagliato proprio di un nonnulla.Era un po' presto, allora per ammazzare tre ore di tempo abbiamo avuto la bella idea di fare un salto in centro a piedi senza pensare che mio figlio Francesco aveva la maglia di Lucca United e ciò poteva anche essere pericoloso.Infatti nella zona di piazza Guido Monaco mentre si tornava verso lo stadio abbiamo incontrato i soliti tre scemi (erano anche piuttosto grandicelli) che si trovano dappertutto anche se non sono mai gli stessi. Per un pezzo di strada ci sono venuti dietro cercando di attizzare e bofonchiando: "Che ci fate quì, questa non è la zona degli ospiti". Noi abbiamo continuato a camminare facendo finta di nulla anche quando ci hanno offesi riferendosi alla maglia con i simboli della lucchese. Appena hanno visto che la nostra reazione era pressoché nulla ci hanno lasciati perdere e si sono allontanati.Quando eravamo ormai a meno di un chilometro dallo stadio siamo passati dentro al giardinetto che fiancheggia la strada sulla destra proprio dove c'era il cartello bianco e rosso di divieto di accesso che delimitava il settore ospiti e casualmente ci siamo imbattuti in una piccola casa di legno che aveva una paretina interamente coperta di fotografie di Santi: saranno stati oltre un centinaio.

Ho tirato fuori il cellulare e ho scattato una foto pensando che mi avrebbe fatto comodo successivamente. Guardando tutti quei Santi e pensando anche ai nostri Santi Tifosi della Lucchese in paradiso ho anche detto: "Oggi non si può che vincere". Credo che, dal primo all'ultimo, i cinquecento temerari che abbiamo trovati assiepati in una curva festante e coloratissima di rossonero pensassero alla vittoria. Quando l'Arezzo è passato in vantaggio dopo soli otto minuti di gioco io ero ancora sicurissimo che la Lucchese avrebbe vinto e l'ho anche detto a voce alta: ho diversi testimoni. Anche altri davanti a me calcolavano il minuto migliore per pareggiare e poi vincere la partita. Alla fine del primo tempo però eravamo ancora sotto di un gol; allora ho agguantato il telefonino dalla tasca e ho fatto vedere a diversi amici sparsi in quà e in là la nella curva la foto con i Santi che avevo scattato poco prima e ad ognuno ripetevo: "Ora Lopez mette queste punte e si vince"...

Anche di questo ho diversi testimoni attendibili, ne cito solo uno: Moreno .Della nostra vittoria ne ero certo più che mai perché con tutta quella grazia di Dio non si poteva far altro che vincere e infatti nel secondo tempo il risultato è stato ribaltato in un amen: 1 a 2 per la Lucchese al 15° minuto: un miracolo. Da quel momento in poi nella curva rossonera è stato un delirio continuo, il cartello con scritto bar preso in prestito (?) dal bar dello stadio che faceva capolino fra le bandiere la diceva lunga sullo stato di lucidità delle persone.Finita la partita sono stati chiusi i cancelli dello stadio per circa un'ora per motivi di sicurezza. Il delirio è continuato ininterrottamente: una bolgia incessante di cori, salti e balli, roba da far accapponare la pelle...brividi per tutti.

Passata l'ora canonica siamo usciti e abbiamo formato una lunga colonna di macchine strombazzanti di gioia come ad un matrimonio e con le bandiere rossonere al vento. Quando eravamo in prossimità del casello autostradale di Arezzo ci è parso di vedere in cielo i fuochi artificiali, ma forse era l'avanguardia della nostra carovana che faceva festa: non c'è che dire, la trasferta di Arezzo è stata una bella serata finita in gloria! Una di quelle da ricordare e da raccontare: ne avevamo proprio bisogno tutti.

Ad Arezzo si è ripetuto per certi versi il miracolo di Correggio: anche lì avevamo tutto a sfavore, anche lì gli avversari erano più forti (solo sulla carta), anche lì siamo passati subito in svantaggio, anche li abbiamo goduto noi a fine partita, anche lì abbiamo pianto di gioia. Praticamente tutto è andato per filo e per segno come a Correggio: sembrava lo stesso copione già scritto in cielo da tempo. Allora mi dispiace, ma fino ad un certo punto, per quelli che sono rimasti a casa perché hanno pensato che quella di Arezzo sarebbe stata una partita senza speranza (hanno ascoltato più i bookmakers che il cuore), non mi dispiace invece per i soliti gufi che volano contro, prima o poi saranno beccati dagli avvolto e riportati di forza al loro nido naturale (leggi Porta Elisa).

Un grossissimo abbraccio lo meritano invece Lopez il condottiero e le 14 Pantere scese in campo che ci hanno messo il cuore e l'anima per mandare all'inferno i presuntuosi giocatori dell'Arezzo (il barbone super antipatico su tutti); un plauso di merito ai ragazzi (ma anche ai vecchi diventati improvvisamente ragazzi) della Curva rossonera che saranno arrivati a casa stremati e senza un filo di voce: sono certo che l'hanno fatto apposta: così per qualche giorno nessuno di loro potrà confessare i moccoli che sono volati in aria dopo il gol dell'Arezzo. Dopo una serata così bella un ringraziamento ai Soci lucchesi mi sento di farlo perché sono loro che hanno aiutato la squadra a vivere un sogno insperato fino a poco tempo fa anziché limitarsi ad accompagnare la Lucchese verso l'ennesimo fallimento voluto invece da altri. Chi ben comincia..! Però ora che la Lucchese va aspettiamo i rinforzi.
Nella foto di corredo all'articolo si vedono le punte che ho mostrato agli amici durante l'intervallo della partita: fanno parte dello squadrone dei 100 Santi della foto che avevo scattato prima della partita: l'ho salvata integralmente e la utilizzerò anche in altre occasioni in cui sarà necessario. Forza Pantera!
Mario Santini (Capello).
https://www.youtube.com/watch?v=w9nJ0RFhKiY  L'Inno degli avvoltoi (Mario Capello) VIDEO.



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