Mondo Pantera
venerdì, 14 ottobre 2016, 14:57
di mario capello
Domenica scorsa la Pantera ha sbranato la Lupa Roma lasciandole nel gozzo il dolore per le quattro ferite riportate sul campo. I primi 45 minuti di gioco della Lucchese sono tutti da incorniciare: non soltanto per il punteggio già sul 3 a 0 dopo appena 25 minuti, ma soprattutto per la gran mole di gioco sciorinato dalla squadra in tutti i suoi effettivi e le scorribande a stantuffo dei laterali alti e bassi, come dir si voglia, che hanno letteralmente fatto il solco sulle fasce del Porta Elisa. Le quattro ferite (leggi gol) d'autore mi hanno fatto venire in mente il Pinturicchio (quello vero!) tanto sono apparse subito degne di un artista per la loro pregevole fattura: le geometrie perfette dei gol di De Feo, Terrani, Forte e Martinez danno veramente l'idea di come si possa trasformare un calcio o una capocciata tirati ad un pallone in un vero e proprio capolavoro, che volente o nolente sei poi costretto a portarti davanti agli occhi per tutta la settimana e anche oltre.Non è mia intenzione scrivere l'ennesimo commento del dopo partita, non ce ne sarebbe alcun bisogno, però, al di là della gioia per la vittoria, vorrei soffermarmi su due aspetti che domenica scorsa mi hanno lasciato dentro una certa amarezza.Il primo aspetto riguarda la nostra Curva Ovest: i primi minuti della partita con striscioni rovesciati e nessun coro di incitamento per l'amata Pantera mi hanno dato subito l'idea di una Curva listata a lutto. Tale atteggiamento era sicuramente logico e prevedibile: infatti le conseguenze esagerate per i noti atti goliardici di Livorno hanno lasciato il segno e purtroppo lasceranno anche degli strascichi.
A Livorno dei piccoli peccati veniali di gioventù sono stati fatti pesare come macigni in ambito legale. Nel contempo, però, tutti gli anni di buona condotta di tutta la tifoseria Lucchese e tutte le buone azioni di solidarietà che quegli stessi ragazzi di Livorno hanno compiuto negli ultimi mesi e che non sto a elencare, non sono valse più di un fico secco e sulla stessa ipotetica bilancia hanno raggiunto solamente il peso di una misera piuma. L'augurio è che possa prevalere il buonsenso e che la posizione degli ultras, a breve, si alleggerisca e di parecchio.Il secondo aspetto è relativo al post partita con la Lupa Roma. Dopo una vittoria così eclatante, per giunta condita da 4 gol di pregevole fattura (che bissavano i 4 rifilati al Pontedera appena sette giorni prima) e un gioco per lunghi tratti spumeggiante, quello che uno tifoso qualsiasi aspetta è il momento in cui la squadra a fine partita viene sotto la tribuna a beccarsi i meritatissimi applausi. Di regola per un cuore che batte per la Pantera fare festa con i ragazzi vittoriosi sarebbe l'unico epilogo logico. Purtroppo, però, domenica scorsa le cose, almeno per quanto riguarda il Settore di Gradinata sono andate in maniera abbastanza diversa.Abbiamo sempre parlato di maglie bagnate di sudore indipendentemente dal risultato e, soprattutto negli anni passati, ci siamo imbestialiti soltanto quando abbiamo avuto appena il sospetto che qualche giocatore aveva corso poco, oppure aveva la maglia troppo asciutta o troppo pulita.
In queste occasioni, soprattutto dopo l'ennesima sconfitta, non ci sono stati gli applausi finali, ma, giustamente, ci sono stati fischi e invettive sonore per tutti i giocatori: questo è successo più di una volta negli ultimi anni e chi non ammette di avervi partecipato alzi la mano destra e giuri di dire tutta la verità!Questo preambolo dovrebbe solo farci riflettere: quando la squadra corre, si danna l'anima, da tutto quello che ha in corpo e dopo il fischio finale i giocatori corrono verso il pubblico con il sorriso stampato, non soltanto sui denti, ma anche negli occhi e se poi con un colpo di fortuna riesci ad agguantare una maglia qualsiasi, la strizzi, gocciola di sudore e puzza di vittoria, allora ogni tifoso dovrebbe sentirsi in dovere di restare incollato o inchiodato (scegliete voi) ai gradoni dello stadio... e fare festa! Purtroppo alla fine della partita con la Lupa Roma per i tifosi della Gradinata non è stato proprio così: molti hanno perso la parte più bella, la festa con i giocatori, appunto. Infatti dopo il 4 a 0 (al 42' del secondo tempo), più di uno spettatore, il termine mi sembra più appropriato, avrà telefonato a casa: "Moglie butta la pasta che tra sette minuti arrivo!". Chi aveva il guancialino rossonero sotto al sedere se lo è messo sotto l'ascella e assieme agli altri ha preso lesto la via di casa.
Se qualcuno non ci credete si pole vedé benissimo il piccolo gruppo che è rimasto a fare festa con i giocatori, ma si possono anche contare quelli che hanno abbandonato il Porta Elisa a passo svelto per non rischiare di trovare la pasta sciupata nel piatto e la moglie arrabbiata: qualcuno a sua discolpa può anche dire: "Quello non sono io!" . Attenzione però, le telecamere di Sportube hanno documentato tutto, ma proprio tutto e hanno anche degli occhi infallibili.
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