Mondo Pantera

Giordani e la Lucchese: "Il mio sogno in rossonero"

giovedì, 28 aprile 2016, 18:21

di diego checchi

Alessandro Giordani ha un rimpianto nella sua carriera da giocatore e da allenatore, non aver mai potuto giocare o allenare nella squadra della sua città. “Sono tifoso della Lucchese da quando ero bambino” ha affermato Giordani, “ma per vari motivi non sono riuscito mai a coronare il sogno di vestire la maglia rossonera. Ricordo quando i miei ex compagni Indragoli, Barsotti, Nardi e Castiglioni passarono dal San Vito alla Lucchese ed io invece andai al Margine Coperta, poi gli anni sono passati. Ho fatto la mia carriera da giocatore nei dilettanti e poi sono riuscito ad allenare fino alla Promozione, tutto sommato non mi posso lamentare. Ma non ho potuto realizzare il mio sogno nonostante negli ultimi due anni ci siano stati dei contatti con la società rossonera per allenare il settore giovanile, poi non andati in porto.”

Ma per quale motivo ha deciso di non allenare più?

Dopo l'esperienza di Bagni di Lucca ho ricevuto diverse proposte sia ad inizio stagione che in corso d'opera. Ma confrontandomi sia con la famiglia che valutando la mia situazione lavorativa ed il momento economico in cui versa il calcio, soprattutto quello dilettantistico, la decisione di non allenare più ne è diventata una diretta conseguenza.

In questo momento sta seguendo la Lucchese?

Sì: da spettatore molto interessato. Ho visto la squadra in diverse circostanze anche nell'ultima partita contro il Tuttocuoio. Sto vedendo come lavora mister Galderisi ed il suo staff e credo che la salvezza sia ormai ad un passo. Sono convinto che la partita di L'Aquila sia lo sparti acque. Se la Lucchese la vincerà avrà la salvezza matematica e spero che dopo si cominci a programmare il futuro, perchè i mesi di maggio e giugno sono quelli giusti per costruire una squadra all'altezza della situazione. So che Galderisi resterà anche il prossimo anno e questa è la prima certezza. Ci vorrà un direttore sportivo in grado di fare una squadra con i cosiddetti attributi e che possa lottare per i vertici. Su altre questioni societarie non poso e non voglio addentrarmi.

Parliamo invece della partita dell'Aquila?

Sarà uno scontro diretto in piena regola. La Lucchese dovrà avere la pazienza giusta e poi magari riuscire a colpire in contropiede.

Ma secondo lei da mister come si svolgono queste partite?

Io quando allenavo non le caricavo certamente troppo. I giocatori sono responsabili e sanno cosa devono fare. Ma attenzione poi dipende da che tipo di gruppo si ha in mano. Posso dire una cosa che la presenza di Mingazzini aiuta la Lucchese soprattutto in fase di personalità e questo è già un bel punto di partenza.

Come vede il calcio di Lega-Pro?

Rispetto a qualche anno fa è notevolmente peggiorato. Adesso c'è meno tecnica e più forza fisica. Quando giocavo io nella primavera dell'Empoli c'era i giocatori diversi più pronti anche per le categorie superiori. Adesso certe squadre fanno veramente fatica e molti giocatori che hanno in rosa ai miei tempi avrebbero giocato a mala pena in Serie D. La Lucchese comunque ha dei giocatori sul quale basare il futuro, ma fare dei nomi non mi sembra corretto nei loro confronti, anche se in questa squadra ci sono dei giovani bravi.

Vuole fare un “in bocca al lupo” in vista della trasferta di L'Aquila?

Spero proprio che chiudano la pratica salvezza e auguro ai colori della mia città di avere un futuro migliore.



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