Mondo Pantera
sabato, 20 luglio 2013, 09:18
One man show. Anzi, two men show. Nella limonaia del Forte di Coreglia è andata in scena, presenti un centinaio di persone, compresa tutta la rosa rossonera e Nicola Giannecchini, un appuntamento dedicato alla Lucchese, alle sue prospettive e alla sua storia. A guidare i presenti attraverso i ricordi, e con qualche sfondone storico, probabilmente da attribuire alla sua origine livornese più volte rimarcata, il noto giornalista Gino Bacci, una delle firme più importanti di Tuttosport, che da ormai una vita vive a Milano, ma che a Coreglia si ritrova ogni estate. Alla serata, in cui è stata donata una targa e una maglia rossonera al fratello di Ivano Bertoncini, giocatore del Coreglia morto in un incidente stradale, erano presenti anche il sindaco Amadei, il vice sindaco Molinari e il consigliere regionale Remaschi.
Assente Corrado Orrico, annunciato in un primo tempo e poi trattenuto per impegni con Sky, il mattatore di serata, anzi i mattatori sono stati il duo Bacci: Gino e Andrea, il presidente in pectore rossonero che ha mostrato una grande scioltezza e una dote istrionica davanti al pubblico. Il nuovo azionista di maggioranza della Lucchese, alla sua prima uscita in quel di Coreglia ha ripercorso le tappe del suo tentativo di rilanciare la Lucchese.
"Siamo qui per continuare quanto ha fatto di buono la precedente compagine societaria - ha spiegato Bacci - con la quale, pur non essendo presenti, abbiamo condiviso le scelte precedenti e che a sua volta ha condiviso il progetto per il futuro. Stiamo provando a ripartire dalle fondamenta una società che necessita di investimenti e di costruire una ossatura. Siamo partiti dalla scuola calcio che abbiamo rivoluto fermamente all'interno della Lucchese e via su su verso il settore giovanile che è al centro dei nostri pensieri. A breve partiranno anche i lavori al Porta Elisa che è un valore aggiunto per la città e non solo per la Lucchese".
"Lucca è una città difficile - aggiunge Bacci - non perché i lucchesi siano difficili, lo sono quanto i fiorentini o i pisani, ma perché la cittò ha perso l'abitudine di parlare di calcio, di appassionarsi, dopo tante delusioni. Serve tanto lavoro. Non vogliamo promettere nulla, ma faremo il possibile per far risorgere l'entusiasmo e far tornare la passione. Quello che garantiamo è impegno massimo. Due parole sull'accoglienza che ci ha riservato Coreglia: davvero molto bella. Rimarrà, per la nuova Lucchese, un messaggio che non dimenticheremo. Vi aspettiamo al Porta Elisa".
Gino Bacci, tra un aneddoto e l'altro, ha trovato il modo di ammettere che lui, livornese doc, si sta affezionando a questa Lucchese: "Da ragazzo venivo al Porta Elisa per vedere la serie A, la Lucchese non ha mai vinto uno scudetto, anche se una volta è stata campione di inverno, ma è una società che ha un grande passato e che può tornare a certi livelli: non scordiamoci che il mio Livorno ha rivsto la serie A dopo 52 anni. Ecco perché vi dico di crederci: tornare in A si può. Anche senza tantssimi soldi, in quel caso servono però fantasia e voglia di fare. Mi è piaciuto molto lo stile di mister Pagliuca a cui auguro ogni bene, sono sicuro che può arrivare in alto, ma prima pensi a togliersi delle soddisfazioni con la Lucchese".
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