Galleria Rossonera
lunedì, 19 maggio 2025, 19:59
di gianluca andreuccetti
Abbiamo finito le parole per definire l'impresa della Lucchese. Aggettivi che potrebbero essere superflui e sminuire il capolavoro fatto da questi ragazzi. Erano anni che non vedevamo così tanti tifosi al Porta Elisa. Il merito è di questa squadra. Di uomini. La paura di poter retrocedere all'ultima curva ha lasciato spazio alla gioia, quando quasi allo scadere Ismaila Badje ha segnato il gol salvezza. Claudio Ferrarese non crede ancora al capolavoro e alla soddisfazione che gli hanno regalato i suoi calciatori: "Era scritto che ci dovessimo salvare" Il direttore sportivo rossonero è intervenuto ai nostri microfoni. Con lui abbiamo parlato della vittoria al cardiopalma contro il Sestri Levante e non solo
Sabato sera avete compiuto un vero e proprio miracolo sportivo. Quali sono le sue emozioni?
"Non provavo queste sensazioni dai tempi in cui giocavo. Indescrivibile. Una salvezza che ha dell'incredibile, se consideriamo che non percepiamo lo stipendio da ottobre. Certe volte tenere la barca dritta non è semplice".
Un obiettivo raggiunto in una cornice di pubblico fantastica...
"Sabato sera è stato indescrivibile. I tifosi ci hanno sostenuto dall'inizio alla fine. Se nel finale avevo smesso di crederci? Era tutto scritto che raggiungessimo la salvezza. Badje era tra i calciatori che stavano meglio, come dimostrato nei giorni precedenti alla gara. Mi auguro che qualcuno acquisti la Lucchese, sennò questa impresa verrebbe vanificata. Non ce lo meritiamo".
Quanto è stato difficile da parte sua, di mister Gorgone e il suo staff tenere i giocatori concentrati sul campo?
"Abbiamo lavorato molto sulla loro testa. Non dimentichiamo che il nostro è un gruppo formato da ragazzi giovani, con molte spese giornaliere da sostenere: dagli affitti, al sostentamento e via dicendo. Per aiutarli è stata spesso una corsa contro il tempo. Una squadra prima di uomini e poi di calciatori. Unici. Sono stati tutti straordinari. Voglio ringraziare mister Gorgone e il suo staff. Giorgio l'ho sempre difeso, perché ero consapevole delle sue qualità, in campo e umane. É riuscito ad essere credibile con i giocatori".
C'è stato un momento in cui avete pensato di gettare la spugna? Cosa vi ha spinto ad andare avanti?
"I giorni antecedenti alla sfida contro il Pontedera sono stati surreali. Si parlava di tutto, al di fuori che del calcio giocato. Non eravamo presenti con la testa. Voglio ringraziare i tifosi e le aziende per averci dato una mano: sono sincero, senza di loro non saremmo andati avanti. Un plauso va anche a Gabriele Minchella, Debora Catastini, i magazzinieri e fisioterapisti. Tutte persone che come noi non percepiscono gli stipendio da diversi mesi e che, nonostante la stagione sia finita, stanno ancora lavorando".
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