Galleria Rossonera

Fedato: "Quella della Lucchese è la mia prima maglia"

venerdì, 17 aprile 2026, 08:43

di fabrizio vincenti

Da Eccellenza a Eccellenza. Da promozione a promozione. La storia di Francesco Fedato sembra scritta da un romanziere dalla penna scorrevole, in grado di far emozionare e far sognare. Fedato era poco più di un ragazzo quando approdò, e fu un assoluto protagonista, per la prima volta a Lucca, proprio nell'anno in cui i rossoneri dovettero ripartire dal gradino dell'Eccellenza dopo il secondo fallimento. Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, la Lucchese ha collezionato altri due fallimenti, l'attaccante veneto è nel frattempo tornato altre due volte a vestire i colori rossoneri dopo una carriera costellata di traguardi importanti. Ma non doveva finire con quello spareggio vinto, indimenticabile eppure dal sapore a posteriori amaro contro il Sestri Levante lo scorso anno. Fedato, dopo il quarto fallimento, ha atteso di capire se il calcio rossonero sarebbe ripartito, poi, in assenza di novità, nel luglio scorso, ha scelto Treviso, ma appena si sono creati i presupposti, ecco il suo nuovo ritorno a Lucca, ormai casa sua. E il suo contributo dall'arrivo a gennaio è sotto gli occhi di tutti, il rigore che ha sbloccato la gara promozione contro il Perignano è solo uno dei suoi tanti gesti tecnici che hanno illuminato questa sua quarta esperienza al Porta Elisa. E così, dalla vittoria di tanti anni fa, ecco, quasi a chiudere un cerchio, quella odierna. 

“Non era affatto scontato vincere, bravi il presidente e la società a costruire una squadra nonostante la difficoltà di dover ripartire da zero. E non dimentichiamo che il livello era diverso da quello di quando si vinse l'Eccellenza la prima volta. Senza contare che su molti campi è stato davvero difficile giocare”. 

Questa estate ha provato a rimanere a Lucca nonostante il fallimento e l'amarezza per la salvezza raggiunta sul campo in Serie C...

“Le cose andavano per le lunghe, ha avuto un contatto con il Treviso che è vicino a dove abito e che è una delle migliori società della D, avevo avuto anche qualche contatto con società di Lega Pro, ma ho preferito il Treviso. Poi a gennaio si è creata questa opportunità, non avevo mai smesso di seguire la Lucchese, e ho accettato”. 

Il rapporto con questa squadra, è alla sua quarta esperienza, è indubbiamente speciale.

“Sono cresciuto nel Noale e nel Venezia ma la prima vera squadra dove ho giocato è stata la Lucchese: vorrei chiudere qui, non lo nascondo. Sarebbe bello chiudere qui, tra qualche anno, e nel frattempo riportare la Lucchese nel professionismo”.

Che impressione ha ricavato a gennaio quando è tornato?

“Ottima: ho avuto subito l'impressione di esser arrivato in un ambiente top: società, presidente, direttore, mister. Mi è sembrato da subito di esser nel professionismo, non fra i dilettanti. In Lega Pro spesso non c'è tutto questo ed è un problema come stiamo vedendo, servirebbe fare qualcosa a livello nazionale. Qui non ci manca nulla”.

Domenica scorsa contro il Perignano è sembrato per certi versi rivivere l'atmosfera vista lo scorso anno con il Sestri Levante nello spareggio per evitare la retrocessione...

“Lo scorso anno c'era una atmosfera simile come calore, ma era come una ultima spiaggia: tutti noi speravamo di farcela sul campo e di salvare i nostri contratti. Poi purtroppo non è bastato. Quest'anno ho ritrovato ancora una volta tanta gente sugli spalti”. 

Una domenica speciale...

“Domenica scorsa è stata davvero speciale, al gol mi è venuto spontaneo baciare la maglia e correre verso i tifosi. Quella della Lucchese è per me la prima maglia ed è stato bellissimo in un calcio un po' malato vedere tutto questo entusiasmo e questa gente che ci è stata accanto, tutti quei bambini sui gradoni...”. 

Cosa servirà in Serie D?

“Servirà ancora maggiore energia e ci saranno difficoltà superiori, ma ci faremo trovare pronti”.

Francesco Fedato e il suo prossimo obiettivo.

“Di rimanere qui e l'obiettivo, come detto, è riportare la Lucchese nei professionisti, magari sin dall'anno prossimo. Dobbiamo farci trovare pronti”.

 



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