Galleria Rossonera
mercoledì, 8 aprile 2020, 08:05
di diego checchi
Il legame tra Guido Pagliuca e la piazza di Lucca resta lo stesso anche a distanza di anni. Quando al tecnico di Cecina gli parli della Lucchese e dei suoi tifosi è come se gli si aprisse un cassetto di ricordi. Di quei bei ricordi che lui non cancellerà mai. In un anno e mezzo il trainer ha conquistato una promozione dalla Serie D alla Lega Pro e l’anno successivo fu esonerato quando era in lotta per conquistare la salvezza.
Prima che ci fosse l’emergenza del covid-19 e dopo aver lasciato la Cremonese, è andato a vedere qualche partita di Serie D?
“Si, ho visto una buona Serie D con giocatori esperti importanti che sono presenti in ogni squadra almeno uno per reparto. E poi giovani molto bravi. È la solita serie D che presenta ogni difficoltà come i terreni di gioco non all’altezza della situazione. Anche la Lucchese quest’anno ha fatto fatica contro squadre che militano in fondo alla classifica. Ogni partita è una battaglia”.
È d’accordo sulla regola presente in Serie D sui giovani?
“Penso che se un giovane è bravo, lo spazio lo trovi lo stesso. Per come è utilizzato adesso, gli under che sono all’ultimo anno di quota e non riescono a passare in Serie C, hanno difficoltà a trovare un’altra squadra. Quindi andrebbe rivista la regola e migliorata”.
Com’è cambiato il calcio rispetto a quando ha iniziato ad allenare?
“Il calcio è cambiato tantissimo. Prima una squadra organizzata faceva la differenza, adesso sono tutte organizzate. Negli ultimi 4/5 anni è cambiato tantissimo. Anche per noi allenatori è un continuo aggiornamento. Il calcio è in continua evoluzione e anche adesso che siamo a casa sono sempre davanti al computer per studiare dei giocatori nuovi e metodi nuovi di allenamento”.
Quali differenze ci sono tra fare il primo allenatore o essere un collaboratore?
“Con mister Baroni sono stato bene perché dà molto spazio ai collaboratori. L’allenatore in prima ha molto più stress, ma fare il collaboratore è una cosa diversa. Ti concentri di più sul lavoro che sul risultato. Mentre da primo allenatore il risultato incide molto di più sulle emozioni e sul lavoro settimanale”.
Affacciarsi su campi di Serie B è stato importante per lei.
“È stato formativo perché avevo bisogno di capire certe dinamiche, certe situazioni. È stata una bella esperienza che mi ha arricchito. Però mi sono accorto che tanti calciatori giovani in Serie D hanno tutte le possibilità anche per spiccare il volo verso il grande calcio sella Serie B. Quindi è giusto che un giocatore ci creda sempre”.
Che ricordi ha dell’esperienza con la Lucchese?
“A Lucca ho trovato una piazza splendida, dai tifosi, ai ragazzi con i quali ho condiviso quell’anno e mezzo magnifico. Anche con la società, con Russo e con tutte le componenti”.
Faceva anche un bel calcio.
“Penso di sì. Ogni allenatore ha la sua tipologia di calcio. Grazie all’aspetto umano dei giocatori esprimemmo un calcio offensivo e anche bello da vedere. L’obiettivo delle mie squadre è sempre stato quello di essere propositivi nel gioco”.
C’è stata una giornata indimenticabile per tutta Lucca sportiva quando lei era l’allenatore, cioè quella di Correggio: che emozioni prova ancora a parlarne?
“Ci sono tanti aneddoti da raccontare: dai tifosi che vennero il giorno prima all’hotel ad incitarci, alla preparazione della partita, alla partita in sé per sé fino al gol di Pecchioli che sancì la nostra promozione. Ma anche alla festa che avvenne nelle ore successive. Una sensazione che non dimenticherò mai. Ma non dimenticherò nemmeno l’anno dopo in Lega Pro”.
Qual è stata la gara che ricorda con maggior piacere in Lega Pro?
“Quando vincemmo con il Grosseto e il Pontedera in casa. Due partite con grande valore tecnico e tattico della squadra”.
Lei è etichettato come un allenatore grintoso.
“La mia etichetta non è quella, diciamo che è quella di far giocare bene le mie squadre. Io do tutto me stesso alle società per cui lavoro. Il carattere è una componente fondamentale, ma è anche per questo che ho deciso di collaborare con Baroni per cercare di migliorare sotto questo aspetto”.
E' stato giusto fermare tutto il calcio visto il periodo che stiamo vivendo?
“Adesso bisogna pensare soltanto alla salute delle persone e piano piano spero si riesca a ripartire dalle piccole cose, pensando che anche vedere una partita di calcio può dare soddisfazione. Quindi speriamo si possa ripartire anche se l’aspetto principale rimane la salute delle persone. Sarebbe bello poter giocare anche qualche partita di Serie D, in estate. Non molte altrimenti ci sarebbero problemi a ripartire per l’anno successivo”.
Vuol mandare un saluto ai tifosi rossoneri?
“A loro dico che sono il dodicesimo uomo in campo. Lo hanno dimostrato anche nei momenti di difficoltà in questa stagione. Sono contento che alla Lucchese sia tornato Bruno Russo e ci sia una società nuova che sta facendo molto bene. Spero che questa squadra possa andare in Serie C. A tutta Lucca sportiva auguro il meglio”.
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