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Guido Casotti (Noitv): "Nelle categorie minori non credo che il calcio ripartirà"

sabato, 11 aprile 2020, 13:27

di diego checchi

Quella con Guido Casotti, conduttore di NOITV e della trasmissione “Curva Ovest” è un’intervista diversa dalle altre che non parla solo di calcio, che cerca di vedere da un altro orizzonte ciò che sta succedendo nel mondo e mette il calcio e lo sport in secondo piano. Con lui parliamo di storia, politica e dell’emergenza COvid-19. E di quello che potrà accadere non appena terminato questo momento drammatico. 

Come sta vivendo questo momento?

“Nonostante sia un appassionato di certi argomenti fanta-politici non avrei mai pensato di trovarmi in una specie di film di fantascienza. Mi è sorto un grosso dubbio: su tutto questo ci sarà la mano dell’uomo? Credo che abbiamo delle grossi responsabilità, non penso sia una cosa casuale. La sto vivendo male perché sono morte troppe persone. Ho dei momenti di sconforto perché mi manca la quotidianità, ma nella mia situazione ci sono milioni di persone. Penso che la cosa più drammatica sarà il dopo, quando ci saranno maggiori danni”.

A cosa si riferisce?

“Questa emergenza farà danni a livello economico. Anche se la chiusura verrà prorogata fino a maggio, dopo ci saranno delle grosse ripercussioni. Dovremo essere bravi a rialzarci da soli, soprattutto noi italiani, perché l’Europa non credo sia una cosa affidabile, i “famosi” Stati Uniti d’Europa non sono mai esistiti. Ci vorrà del tempo e non so quando e come si tornerà alla vita di prima”.

E sul calcio che opinione si è fatto?

“Ho visto diverse trasmissioni, ma noi di Curva Ovest abbiamo fatto bene a terminare circa un mese fa. Quando sento parlare di calcio, penso si stia parlando di aria fritta. Lo sport e il calcio sono cose bellissime e importanti ma hanno una componente: la gente. Quindi, a parer mio, non ci potrà essere nessuna competizione. Capisco gli interessi che ci stanno dietro, ma sono state annullate le Olimpiadi, il campionato di Moto GP, non vedo perché il calcio debba arrampicarsi sugli specchi. Io direi che la stagione è terminata l’8 marzo. Poi decidere cosa fare con le classifiche. In più mi viene da ridere quando sento parlare degli stipendi dei giocatori di Serie A. Ma dovrebbero pensare soprattutto alle categorie minori, le società piccole che rischieranno seriamente di scomparire. Come fare a riprendere i campionati in questa situazione? A luglio, ad agosto? Non si possono fare previsioni, è il virus che detta la legge. Poi, sinceramente, mi mancano lo sport e il calcio, ma penso davvero che adesso si stia parlando del niente”.

Quindi secondo lei non deve ricominciare il campionato. Però è altrettanto vero che sono state giocate 25 partite.

“In riferimento alla Lucchese, nel campionato di Serie D, sono stati giocati più di 2/3 quindi si potrebbe cristallizzare il tutto anche se non c’è una normativa che dice questo. Ma ci sono le persone competenti per poterla fare”.

Infatti andrà fatta una normativa ad hoc.

“Non so cosa si inventeranno in Serie A, ma nelle categorie minori prenderanno sicuramente in considerazione l’ipotesi di cristallizzare e poi decidere il da farsi. Bisognerà riprendere in qualche modo, ma è chiaro che tutto è legato allo sviluppo del virus. Se tra un paio di mesi potremo ripartire con una vita normale, là dove sarà possibile con le dovute sicurezze, una Serie A ripartirà certamente a porte chiuse. Ma nelle categorie minori non penso proprio si possa ripartire, sarà bene fare una bella riflessione sul da farsi. Là dove c’è un minimo rischio, non è possibile correrlo”.

Un auspicio per il futuro?

“Che tutti capiscano la fortuna che hanno rispetto ad altre generazioni e facciano tesoro delle piccole cose che oggi mancano, come la libertà di uscire fuori all’aria aperta”.

Tornando Lucchese, pensa che sia stato fatto un buon lavoro?

“Ne avevamo parlato anche prima dell’emergenza. Anche al di fuori del campo la società ha dimostrato che ha a cuore la Lucchese, ha fatto un grandissimo lavoro partendo in ritardo rispetto alle altre compagini e trovandosi prima a marzo. Purtroppo tutto quello che è successo sarà un grosso problema anche per i rossoneri, nonostante sia una società solida e con degli splendidi dirigenti motivati. Mi auguro il meglio per la società e per la Lucchese”.

A proposito di problemi che potrebbero sorgere, il tema della ristrutturazione dello stadio. 

“Anche sullo stadio bisogna fare un riflessione mettendoci nei panni delle aziende che volevano contribuire e dell’amministrazione comunale. Spero che il virus non ritardi le cose programmate e che la ristrutturazione venga portata avanti nei tempi previsti. Voglio essere ottimista e spero che il futuro sia roseo, nella storia ci siamo sempre rialzati da situazioni drammatiche. Ne approfitto per salutare tutti i tifosi rossoneri”.



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