Galleria Rossonera
martedì, 2 luglio 2019, 12:36
A levare l'ultima volta dalle pesti la Lucchese, nel 2011, ci pensò lui, ua delle bandiere di tutti i tempi della società rossonera. Stavolta, però, almeno per ora, è al palo. Bruno Russo come un po' tutti attende che qualcosa si muova, che il calcio a Lucca non muoia. I segnali non sono confortanti, la palla è nelle mani del sindaco.
"Il sindaco deve riuscire a far iscrivere la Lucchese a un qualche campionato, qualsiasi sia, coinvolgendo imprenditori del posto. E da lì partire per dare vita a un progetto calcistico, sempre ci siano le condizioni. La mia preoccupazione è che nessuno pare voler mettere insieme quelle due-tre-quattro persone per far iscrivere la nuovs società a un campionato".
Il sindaco ha assicurato che arriverà a dare vita a una manifestazione di interesse.
"La palla ce l'ha il sindaco, ma prima della gara il percorso fatto anche in altre realtà è quello di coinvolgere imprenditori che guidati da qualcuno possano dare una prima disponibilità. La manifestazione di interesse arriva dopo, basta vedere quanto fatto, tanto per dire, a Bari".
Come andò nell'ormai lontano 2011 quando fece ripartire la Lucchese dopo il secondo fallimento?
"Prima di tutto mi misi al lavoro per cercare un gruppo di imprenditori e poi, sulla base delle potenzialità, si decise dove poteva essere iscrtta la nuova Lucchese. Se non c'è un gruppo disponibile, è solo una perdita di tempo. L'altra volta mi mossi io, ora tocca all'amministrazione comunale".
Questa volta l'ha contatta qualcuno o si è comunque mosso?
"Assolutamente niente, zero".
C'è chi sostiene che la ripartenza debba partire da un progetto sullo stadio.
"E' un aspetto che per me va affrontato in un secondo momento: l'esigenza primaria è arrivare a una iscrizione, poi se ne può parlare".
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