Galleria Rossonera
giovedì, 10 settembre 2026, 13:03
di fabrizio vincenti
Classe 2007, una personalità che si è già palesata nelle prime uscite stagionali. Gamba. Grinta. Tecnica. Alessandro Olivieri, dopo un giro lungo 15 anni, è tornato ad indossare il rossonero. Lo aveva fatto da piccolino nell'Atletico Lucca, ora è finalmente approdato nella squadra della sua città.
Alessandro Olivieri, difensore di fascia: pregi e difetti.
“Sono bravo nel dribbling e in velocità, ogni tanto ho ritmi troppo frenetici e devo migliorare sotto questo punto di vista”.
Quali sono stati i suoi passaggi in carriera?
“Ho iniziato a giocare a calcio a 5 anni nell'Atletico Lucca, poi a 8 sono stato preso dell'Empoli dove sono rimasto per 10 anni sino alla Primavera: Empoli mi ha cresciuto, mi ha insegnato a giocare a calcio”.
Napoli Primavera è stata la sua ultima tappa: cosa le ha lasciato?
“L'inizio non è stato facile, oltretutto era la prima volta che ero lontano da casa, allenarsi con dei campioni è una esperienza che ti cresce”.
Come è maturato il suo arrivo a Lucca questa estate?
“Ero in ritiro con la prima squadra dell'Empoli, mi ha chiamato il mio procuratore dicendomi che si era aperta questa possibilità: ho detto immediatamente di sì”.
Che effetto le fa giocare nella Lucchese da lucchese?
“Giocare nella squadra della tua città è una sensazione troppo bella, oltretutto ho amici che vanno in curva e finalmente la mia famiglia che mi può venire a vedere sempre”.
Cosa la sta colpendo del metodo di gioco e di allenamento di mister Bernardini?
“Mi piace moltissimo e mi vengono chieste cose in cui mi trovo a mio agio, anche gli allenamenti variano e sono una occasione per crescere”.
Quanto è diverso il calcio dei giovani da quello dei grandi?
“Il mondo dei grandi è completamente diverso, si deve rimanere sempre attenti e concentrati: è più bello e più difficile”.
L'obiettivo stagionale?
“Su piano personale, voglio crescere il più possibile e fare esperienza con questo gruppo di giocatori. Come squadra vogliamo fare meglio che si può per noi stessi e per rendere orgogliosi i nostri tifosi”.
A proposito di tifosi: che impatto ha avuto?
“Sono incredibili, già nella partita a Grassina hanno fatto vedere chi sono, così come domenica scorsa quando ci hanno dato quella spinta in più per recuperare la partita”.
Il calcio è la sua professione ormai o c'è anche un piano B?
“Ho finito le superiori quest'anno e al momento voglio dedicarmi al 100% al calcio, poi nella vita non si sa mai e non nascondo che mi piacerebbe iscrivermi all'università. Ma per ora mi sono pres un anno di riposo”.
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