Galleria Rossonera
lunedì, 21 settembre 2015, 11:55
di diego checchi
Nel calcio ci sono momenti dove bisogna aspettare, dove bisogna mordere il freno anche se non si capisce perché. È la storia di Davide Quironi che nel corso di questi anni ha fatto crescere portieri mandandoli in categorie importanti. Gli esempi sono Alberto Brignoli, di cui il cartellino è di proprietà della Juventus ed ora è alla Sampdoria e Marricchi, ragazzo nato nel 1999 che proprio da quest'anno è andato nel settore giovanile della Juventus ed è nazionale italiano di categoria. È stato lui a scegliere Andrea Sala, colui che finora ha difeso la porta della Ternana in Serie B. Ma l'ex portiere e allenatore dei portieri rossonero è a casa, qualche chiamata ma nulla di importante in attesa di quella giusta che potrebbe arrivare da un momento all'altro.
Quironi che cosa sta facendo?
“Sto guardando partite e aggiornandomi sulle nuove tecniche di allenamento dei portieri. Mi voglio far trovare pronto quando ci sarà l'opportunità di rientrare. Ho aperto anche tre scuole calcio per portieri insieme al mio amico Emanuele Maggiani, attuale preparatore dei portieri della Lupa Roma: due nella capitale e una vicino Napoli. In queste scuole calcio c'è già una buona organizzazione anche se per quanto riguarda i portieri siamo noi a dare le linee guida. Sono impegnato tre giorni alla settimana e in particolare dal lunedì al giovedì. Come sapete a me piace allenare i ragazzi”.
Ma perché non allena in una prima squadra?
“È una bella domanda. Dopo l'esperienza dello scorso anno alla Primavera della Ternana, la società rossoverde ha cambiato tutto ed è andato via il direttore sportivo Cozzella e non sono rientrato nello staff tecnico della prima squadra. Non ho avuto l'occasione giusta per rientrare, mi hanno chiamato diverse squadre ma i programmi non erano quelli che volevo io. In fondo devo vivere con il calcio e quindi voglio una situazione che mi permetta di fare ciò. So che nel calcio dall'oggi al domani può succedere di tutto, quindi aspetto che mi capiti un'opportunità stimolante. Aspetto senza farmi prendere dalla fretta”.
Parliamo per un attimo della Lucchese. Che cosa ne pensa di come sono partiti i rossoneri?
“Credo che mister Baldini abbia tutte le carte in regola per far bene. Ho visto i rossoneri nella partita in casa contro la Lupa Roma e mi ha fatto un'ottima impressione anche se deve migliorare ancora in tutti i reparti. So che contro la Maceratese ha fatto una gran partita”.
Lei conosce molto bene Giuseppe Di Masi. Che cosa può dare a questa squadra il numero uno foggiano?
“Guardate, ha una grande esperienza e dà sicuramente parecchia tranquillità alla difesa. Di Masi è un portiere che para il parabile, non è tanto spettacolare tra i pali ma è efficace”.
Che giudizio ha sulle regole che ci sono in Serie D e in Lega Pro che non permettono a tanti giovani portieri di non trovare squadra?
“È una limitazione. Un giocatore che stava bene in Lega Pro come Mirko Pennesi è ancora a casa dopo l'esperienza dello scorso anno a Savona. Credo che se un giocatore è bravo debba giocare in tutte le categorie”.
Da lucchese di adozione si spiega perché a Lucca c'è sempre così poco pubblico?
“Il tifoso rossonero viene a vedere la squadra quando ci sono risultati positivi e non c'è una mobilitazione di massa come in altre città. Devono essere bravi la squadra e lo staff tecnico a portarli dalla loro parte e vedrete che lo stadio prima o poi sarà pieno”.
Ha dei rimpianti per la sua carriera di allenatore?
“Il calcio ti dà e ti leva. Quello che ho fatto l'ho fatto sempre decidendo autonomamente e quindi non ho rammarichi sui treni che non ho preso. Ora più che mai il calcio si basa sulle conoscenze e sugli agganci giusti, verrà anche il mio momento. Non è dubbi, è una vita che faccio questo mestiere”.
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