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Un tuffo nel passato con Simonetta: "Ecco com'era la mia indimenticabile Lucchese"

sabato, 28 giugno 2014, 12:15

di diego checchi

Le sue prestazioni e i suoi gol facevano infiammare i tifosi. Roberto Simonetta ha sicuramente lasciato un segno indelebile in tutta Lucca sportiva perché era un giocatore fantasioso che sapeva saltare l’uomo e dare  una scossa di adrenalina a tutto lo stadio. L’abbiamo intervistato ed abbiamo capito che il calcio di oggi non gli va a genio, secondo lui non ci sono più quei valori etici che contraddistinguevano la vita di un  calciatore ai suoi tempi. La parola sacrificio, secondo Simonetta, è stata messa da parte così come la voglia di lottare per un obiettivo. I ricordi di Lucca sono bene impressi nella sua memoria e soprattutto ricorda bene gli insegnamenti di Orrico.   

Cosa sta facendo ora? È ancora nel mondo del calcio?

“Ho una scuola calcio insieme ad un altro ex giocatore a Latina, abbiamo 250 bambini. Con loro mi diverto molto ad insegnargli la tecnica e le furbizie calcistiche”.

Ha provato a fare anche l'allenatore?

“No non mi si addice, anche perché vedo che non ci sono più valori ed il rispetto come quelli dei buoni insegnamenti di Orrico. Spesso i giocatori di oggi sono troppo viziati, li attaccherei tutti al muro…” 

 A proposito, cosa le piace del calcio di adesso?

“Niente. Non c'è più attaccamento alla maglia, guardano solo agli ingaggi, tanto un giorno sei alla Lucchese e il giorno dopo sei alla Pistoiese. Insomma sono finiti i valori. Il discorso dovrebbe partire sempre dai settori giovanili perché è  li dove devi dargli l'insegnamento giusto, perchè sono come le spugne: assorbono tutto. Da un punto di vista tecnico ci sono pochi ‘dribblomani’ fantasiosi”.

Se dovesse paragonarsi ad un giocatore di adesso, con chi lo farebbe?

“Non saprei, forse Robben”. 

Cosa pensa del ritorno della Lucchese in Lega Pro? 

“Forse gli sta un po’ stretta, credo che la piazza di Lucca ed i suoi tifosi meritino la Serie B”.

Quali ricordi ha di Lucca?

“Di Lucca ho ricordi stupendi di tutti i quattro anni vissuti lì, dalla promozione in Serie B alla Coppa Italia di C e credo anche che tutto quel gruppo sia rimasto impresso ai tifosi di quell'epoca perchè giocavamo proprio un bel calcio. Un grande tifoso era il Presidente Maestrelli, che arrivava anche a piangere dalla gioia, Grasso, Vitale, che con la sua esperienza ti dava sempre ottimi consigli e poi l’omone Orrico: un grande. E tutta la squadra, un gruppo di amici sia in campo che fuori”.

Un ultima domanda, qual è stato il suo gol più bello con la Lucchese?

“L'anno della promozione, gol all’Empoli”.

 

 

 

 



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