Galleria Rossonera

Quironi cuore rossonero: "Ero a Correggio, colta un'occasione grandiosa e irripetibile"

lunedì, 5 maggio 2014, 17:09

di diego checchi

La gioia irrefrenabile di Davide Quironi e quell’abbraccio a fine partita con il suo amico Bruno Russo. Sono state queste le sensazioni più belle provate dall’ex portiere e allenatore dei portieri rossonero che si racconta a Gazzetta Lucchese a un giorno dalla matematica promozione della squadra rossonera in Lega Pro. “Sono venuto a Correggio perché il mio cuore è rossonero e poi perché ci tenevo troppo che le cose andassero bene soprattutto per Bruno Russo, una persona che per la Lucchese ha dato il cuore e ha vissuto tre anni molto importanti. Si era prefissato di raggiungere questo obiettivo e ci è riuscito. Sono veramente orgoglioso di quello che ha fatto e lo devono essere anche tutti i tifosi rossoneri”.

Si aspettava una partita così rocambolesca?

“Lo avevo detto già in mattinata alla partenza: questa è una partita dove può succedere di tutto ma anche se sapevo che la Lucchese alla lunga aveva qualcosa in più degli avversari. La gara si è chiusa sul filo di lana e poi c’è stata l’apoteosi, i festeggiamenti e il ritorno da Correggio pensando che la Lucchese è entrata senza dubbio in un mondo diverso, quello della Lega Pro, dove merita di stare”.

Secondo lei chi sono i principali protagonisti di questa cavalcata?

“Senza dubbio i giocatori, ma anche mister Pagliuca che a livello tecnico è il numero uno. Sa preparare le partite come pochi altri allenatori e questo ha fatto la differenza”.

Adesso che cosa ci vorrà per vedere una Lucchese competitiva in Lega Pro?

“Voglio fare una doverosa premessa: l’ultimo anno di Lega Pro 1 ero proprio alla Lucchese, ma credo che, rispetto a quella stagione, le situazioni siano un po’ diverse, soprattutto per la riforma dei campionati. Lucca sportiva ha colto un’occasione grandiosa e irripetibile. Ma il bello viene ora”.

Perché?

“Perché cambia tutto anche a livello economico. Secondo me ci vogliono come minimo 2 milioni, 2 milioni e mezzo per costruire una squadra in grado di fare una buona figura. Sono convinto che la Lucchese non avrà problemi sotto questi aspetti, ma il salto è molto importante e va programmato nel migliore dei modi”.

Che spera per il suo futuro?

“Intanto cerco di aggiornarmi sempre di più. In questa settimana ero a Istanbul per vedere l’allenatore dei portieri del Besiktas. Voglio confrontarmi con altre realtà e capire dove posso migliorare. Questi mesi che ci sono stati dopo l’esonero mi hanno fatto arricchire molto dal punto di vista professionale. Poi è logico che aspetto una chiamata, ma non mi fascio la testa. Sono pronto anche a ripartire dal basso rimettendomi in discussione. L’importante è trovare persone che credano in me e nel mio lavoro. Il calcio è la mia vita e voglio continuare su questa strada al di là delle categorie. Ripeto, l’importante è avere l’opportunità di lavorare con serenità e con fiducia”.

Ieri quindi ha vissuto una giornata indimenticabile a livello calcistico?

“Sì, perché oltre alla Lucchese è stata promossa anche l’Entella, altra mia ex squadra. E voglio fare i complimenti anche a loro perché c’è stato dietro un lavoro fatto di programmazione e di investimenti mirati per cercare di scalare le categorie”.

 

 



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