Galleria Rossonera
giovedì, 15 maggio 2014, 13:10
E' uno dei "reduci" della stagione dell'Eccellenza, quella nata con un incontro con tifosi e stampa in piazza San Quiriic, tra voglia di riscatto e speranza in un futuro meno terribile di quella terribile, calcisticamente parlando, estate del 2011. Nicola Giannecchini ha retto le sorti del club rossonero per oltre due anni prima di passare il testimone a Andrea Bacci.
Anche nella sua mente, a distanza ormai di giorni, resta impresso un gol, un'esultanza, una promozione che più incredibile non poteva essere. A Correggio è stata davvero scritta una pagina di storia rossonera, ma ora si deve iniziare a guardare avanti, come conferma lo stesso Giannecchini.
"Siamo tutti al lavoro per programmare la stagione prossima. Cambierà tutto: la Lega Pro è un altro mondo e bisgona essere attrezzati. il primo passo sara il cambio della forma societaria, poi via via tutti gli altri per arrivare alla metà di giugno, pi o meno, con tutti gli adempimenti pronti. Va messo ordine: è chiaro che ora certi errori non ce li possiamo permettere, per questo che ci stiamo organizzando".
C'è chi insinua che non sarà facile fare tutto, a partire dalla fideiusssione.
"La Lega Pro, se fatta bene, sarà più semplice dei dilettanti da un certo punto di vista: tra i dilettanti gli incassi sono praticamente zero, in Lega Pro possiamo contare su contributi di valorizzazione e su maggiori entrate. Si alza il livello dell'impegno, ma certi aspetti è più semplice. Andiamo avanti tutta".
In questi giorni si parla di contatti con il mondo imprenditoriale cittadino.
"Ci stiamo muovendo a 360 gradi per capire se c'è la risposta da parte della città: i modi per darci una mano sono tanti, non occorre per forza entrare in società. Basta volere aiutare la Lucchese e la strada si trova, in questo senso sarebbe importante che anche il Comune si adoperasse nei contatti con il mondo imprenditoriale".
Tutti i tifosi si chiedono quando scioglierete le riserve su staff tecnico e struttura societaria.
"Nei prossimi giorni inizieremo a discuterne e faremo tutte le riflessioni del caso in vista della nuova categoria. Ma ora è presto per parlarne".
Torniamo un attimo a Correggio: cosa è rimasto di quella domenica fantastica?
"Tanta felicità e la consapevolezza di essere stati protagonisti di un momento storico nei ricordi dei tifosi ma direi di tutta la città".
Ci ha creduto sino in fondo?
"Ci speravamo, francamente io ho capito solo dopo che avevamo segnato al 93', ma in cuor mio ci ho creduto sempre".
C'è qualcuno a cui si sente di dire grazie per tutto questo?
"A Bruno Russo prima di tutti, ognuno di noi ci ha messo qualcosa ma se non c'era lui tre estati fa non saremmo ripartiti: è stato un martello fondamentale. Questo successo è il suo successo".
Pentito di questa avventura nella Lucchese?
"No, per quanto sia un impegno non facile".
Il testimone è passato nella mani di Andrea Bacci: siete due tipi molto diversi.
"Abbiamo modi diversi: lui mi dice che sono un po' un prete. Diciamo che Andrea è sicuramente più esuberante di me ed è una persona che ha tutte le carte in regola per fare bene nella Lucchese, al di là che qualcuno gli imputi certi modi. Di sicuro ci mette un po' più di grinta di questa città che, bene ricordarlo, anche stavolta ha atteso che arrivasse qualcuno di fuori. Anche per questo Bacci va valorizzato e aiutato".
Ha parlato di "fare bene" nella Lucchese: ovvero?
"Sn dall'inizio si è parlato di un programma in cinque anni: cercheremo di andare più in alto possibile, naturalmente dando spazio anche alla creazione di un settore giovanile importante per quanto non sia facile in queste categorie dove conviene di più prendere un ragazzo dalla A o dalla B e valorizzzarlo".
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