Galleria Rossonera
lunedì, 21 aprile 2014, 08:29
di diego checchi
Ricordate Osvaldo Mannucci, il terzino che Gigi Simoni volle prendere a tutti i costi dalla San Giovannese dopo averlo visto all’opera proprio contro la Lucchese? Lui è stato a Lucca un anno e mezzo anche se la sua esperienza è stata limitata da due infortuni che ne hanno frenato l’ascesa. Con Mannucci parliamo di ciò che sta facendo adesso e scopriamo che il calcio è sempre il suo primo obiettivo di vita. Ha smesso di giocare ma si è reinventato una seconda professione come talent scout per qualche amico che lavora per l’Arezzo.
“Di Lucca ho un bellissimo ricordo, soprattutto della città e dei suoi tifosi. Sono dispiaciuto per non aver potuto dare il meglio di me, nella vostra città non si è visto il vero Mannucci ma prima uno strappo e poi l’operazione alla caviglia mi hanno tenuto fuori per troppo tempo e non sono stato in grado di sfruttare la chance che mi era stata concessa. La Lucchese è una delle squadre più importanti in cui ho giocato, mi ricordo che il secondo anno con Pea dovevamo lottare per la Serie B e per un certo periodo eravamo nei quartieri alti della classifica poi, la mancanza di risultati ed il cambio di allenatore non ci permisero di arrivare nemmeno ai play off”.
Segue ancora la Lucchese?
“Certo che sì e spero proprio che quest’anno possa tornare tra i professionisti. So che è in lotta con la Correggese e l’ho vista giovedì scorso a Massa, mi è parsa una squadra tosta capace di vincere il campionato. La Correggese non l’ho mai vista ma sono rimasto stupito dalle cifre del suo goleador Luppi; pensare che mi avevano parlato di lui come un esterno di centrocampo… Sono curioso di vedere questa squadra e penso proprio che sarò a Correggio il 4 maggio per scontro diretto, in fondo sono sempre rimasto un tifoso della Lucchese e spero proprio che ce la faccia a vincere”.
Cosa le ha dato il calcio?
“Tanto, mi ha fatto crescere come uomo ed ho avuto la possibilità di conoscere molte brave persone che mi hanno dato tanto a livello umano. Purtroppo, negli ultimi anni il calcio si sta rovinando soprattutto per via del calcio-scommesse o per persone che sono disposte a pagare per giocare o allenare. Comunque, per me, rimane lo sport più bello del mondo”.
Cosa ha intenzione di fare ora che ha smesso di giocare?
“Voglio sicuramente rimanere nel calcio che ormai è la mia vita. Nel corso della mia carriera mi sono sempre chiesto se sarei stato più portato per fare l’allenatore o il direttore sportivo ed ora ho le idee più chiare visto che mi piace molto seguire i giovani e poterli scoprire”.
Per quale motivo ha appeso le scarpette al chiodo?
“Perché non avevo più stimoli per giocare, sono arrivato fino a 38 anni giocando anche a buoni livelli e togliendomi molte soddisfazioni, era arrivato il momento di dire basta”.
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