Galleria Rossonera
martedì, 25 febbraio 2014, 07:26
di diego checchi
Gianluca Nocentini è uno di quei giocatori che si è costruito da se: tanto sacrificio e sudore per arrivare in Serie B e ritagliarsi uno spazio importante nel mondo del calcio. Chi lo conosce sa che è un giocatore alla vecchia maniera, di quelli che mettono prima i sentimenti, il rispetto per i comapgni e per l’allenatore e non seguono altre vie che non siano quelle del campo di gioco e di un pallone che rotola. Ci racconta la sua esperienza con grande umiltà e tranquillità e spiega che alla Pistoiese sta vivendo una stagione da incorniciare: “Non vedo l’ora di poter tornare in campo – ha affermato il giocatore – purtroppo nel derby con l’Arezzo mi sono preso 5 giornate di squalifica e francamente ad oggi non so ancora perché. L’arbitro ha scritte cose sul mio conto che non corrispondono alla verità e la società ha fatto ricorso ma in Serie D non c’è prova tv quindi mi sono tenuto le giornate senza batter ciclio. Per fortuna domenica prossima potrò rientrare e non vedo l’ora di poterlo fare”.
Qual è l’obiettivo della Pistoiese in questa stagione?
“Siamo partiti un po’ in sordina con la voglia di far bene e poi le cose sono andate nel migliore dei modi e adesso non possiamo più nasconderci. L’obiettivo è quello di puntare alla vittoria del campionato ma ci sono dieci partite e la strada èancora lunga”.
Qual è il livello tecnico del vostro girone?
“Francamente era tanto che non giocavo nel campionato di Serie D e quindi non posso fare confronti con gli ultimi anni. Comunque sono dell’avviso che nel nostro girone ci siano quattro squadre piuttosto organizzate e parlo della Pistoiese, dell’Arezzo, Foligno e della Pianese. Per il resto il campionato è livellato verso il basso”.
Quando si deciderà la vostra stagione?
“Mi auguro si decida prima dell’ultima giornata contro il Foligno. Adesso abbiamo partite difficili ma la nostra forza è il collettivo perché società e mister sono stati bravi a scegliere prima gli uomini e poi i calciatori. Anche coloro che hanno giocato poco, si sono sempre fatti trovare pronti quando chiamati in causa. Questo è il nostro valore aggiunto”.
Lei è arrivato in Serie B grazie a Piero Braglia.
“È vero, devo tutto a Piero e glielo dico sempre quando ci sentiamo. È stato lui a volermi portare al Frosinone in Serie B dopo la stagione di Lucca”.
Ecco, che cosa ricorda di quella stagione?
”Per me è stata un’esperienza piuttosto bella ma, purtroppo, a metà stagione sapevamo già come sarebbe andata a finire. La società aveva mollato e facevamo fatica ad andare anche in trasferta. Comunque siamo stati nelle prime cinque in classifica sino alla fine. Non mi stupisco che ci sia stato il fallimento”.
Secondo lei Piero Braglia potrà arrivare in Serie A?
“Ha tutte le carte in regola per poter guidare una squadra importante di Serie B o anche andare a lavorare in Serie A. Credo abbia ancora tanta voglia di dimostrare il suo valore.”
Secondo lei questa Lucchese potrà andare in Lega Pro?
“Credo che abbia già tutte le carte in regola per andare in questa stagione e me lo auguro per i tifosi e tutta la città perché lo meritano”.
Qual è il consiglio che dà ai suoi compagni più giovani?
“Di non seguire quegli esempi che si vedono in tv come certi atteggiamenti di giocatori famosi e altri che fanno tutt’altro al di fuori di mantenere un comportamento serio e corretto. Credo che con il lavoro tutti possono ritagliarsi il loro spazio. Io sono arrivato in Serie B a trentanni e ci sono stato per qualche anno”.
Cosa vorrebbe fare nel dopo carriera?
“Mi piacerebbe rimanere nel calcio e iniziare facendo l’allentore di un settore giovanile magari vicino a casa e se ci sarà l’opportunità, provare ad allenare una prima squadra. Adesso come adesso non mi vedo in nessun altro ruolo al di fuori dell’allenatore. È chiaro che dovrò valutare ciò che mi si prospetterà e magari pensare anche a prendere in considerazione l’idea di fare un altro lavoro rimboccandomi le maniche”.
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