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Ferracuti, lucchese d'adozione: "Io e mia moglie abbiamo scelto di far vivere qui i nostri figli"

mercoledì, 23 ottobre 2013, 08:36

di diego checchi

Ormai, Corrado Ferracuti è un lucchese d'adozione. Lo abbiamo incontrato all'Acquedotto mentre faceva una passeggiata con i suoi due figli e intanto dava un'occhiata agli allenamenti della Lucchese guidati da mister Pagliuca. Ne abbiamo approfittato per parlare del passato, del presente ma anche del futuro. Un futuro che a lui prospetterà sicuramente cose importanti, visto che la sua competenza e la sua passione per il calcio non hanno eguali. “Adesso sto lavorando per l'Udinese Academy – ha affermato Ferracuti – la squadra friulana ha iniziato questo progetto proprio in questa stagione e sono stato chiamato dal mio ex compagno ai tempi del Como Mattia Collauto, che è il responsabile del progetto. Ci sono circa 90 scuola calcio a livello nazionale affiliate all'Udinese ed io mi occupo della macro-area che comprende Toscan, Umbria e Liguria. Per di più, faccio anche l'osservatore per la categoria 'Giovanissimi' a livello toscano”.

aQuali sono le sue mansioni specifiche?

“Vado a spiegare il modello Udinese alle scuole calcio affiliate e una volta al mese scendo in campo con gli allenatori di queste scuole per fare un allenamento che specifico”.

Per quale motivo è nata Udinese Academy?

“Come tutti sapete, l'Udinese è la migliore società Italiana per scovare talenti all'estero, ma è un po' indietro sul territorio nazionale e per questo motivo hanno deciso di migliorare questo aspetto”.

Quante scuole calcio segue e quanto la impegna questo lavoro?

“Seguo 10 scuole calcio e diciamo che sono impegnato 2 o 3 giorni alla settimana, compreso ovviamente la domenica mattina quando vado a vedere le partite che mi segnalano”.

Spera che questo impegno con l'Udinese possa proseguire negli anni?

“L'auspicio è certamente quello, anche perchè l'Udinese Academy vuole crescere e potenziarsi”.

Se dovesse dire cosa le piacerebbe fare nel mondo del calcio, cosa risponderebbe?

“Sono aperto a ogni possibilità, intanto voglio fare bene questo lavoro poi si vedrà. Non escludo nemmeno di fare l'allenatore o il direttore sportivo, che sono ruoli che mi piacciono. Il mio sogno, comunque, sarebbe quello di diventare il responsabile di un settore giovanile importante”.

Com'è andata l'esperienza da diesse a Ghivizzano?

“Mi sono trovato molto bene. Ho avuto l'opportunità di lavorare con persone fantastiche che stimo molto e sento tutt'ora. A livello di Eccellenza, il Ghivizzano è una delle società più importanti del panorama toscano ma ho deciso di non continuare quest'avventura perchè mi piacerebbe far diventare il calcio un lavoro un po' più ad ampio respiro”.

Che giudizio da sul campionato della Lucchese di questa stagione?

“L'ho vista già tre volte e mi sembra proprio che il mister faccia giocare molto bene la sua squadra. Sono convinto che ci siano tutte le potenzialità perchè i rossoneri vincano il campionato, anche se manca qualcosa davanti. Non so che squadre siano la Correggese ed il Thermal Ceccato, ma credo comunque che i rossoneri abbiano qualcosa in più e voglio fare i complimenti a Bruno Russo per l'ottimo lavoro”.

Ormai lei è lucchese d'adozione, cosa le piace di questa città?

“Un po' tutto, qui ci si vive bene e ci si rapporta altrettanto bene con le persone. È per questo che mia moglie ed io abbiamo deciso di far crescere quii nostri figli”.

Cosa le piace del calcio e cosa no?

“Del calcio mi piace quello che c'è nel rettangolo di gioco ma fuori ci sono troppe cose sbagliate”.

Per quale motivo, secondo lei, a Lucca non si riempie più lo stadio?

“È un problema generalizzato, dovuta anche al fatto che ci sono troppe televisioni. Credo che poi, al tifoso lucchese, non vada giù di essere in un campionato di Serie D, loro sono abituati alla Lega Pro o alla Serie B. Purtroppo a Lucca il calcio, per adesso, offre questo e i tifosi si devono accontentare fino a quando non arriveranno tempi migliori”.

Qual è stata la sua miglior partita con la Lucchese?

“Quella di play-off a Treviso con D'Arrigo in panchina, dopo quella gara tutti eravamo convinti di raggiungere un sogno ma poi, è andato come andata”.

E il suo miglior anno?

“Quello con Viscidi in panchina, considerando che in quell'anno sono cresciuto molto come giocatore”.

Chi sono stati gli allenatori che più hanno creduto in lei?

“Giampiero Marini e Bruno Tedino”.



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