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Quanto è dura la salita...

domenica, 30 giugno 2013, 08:23

di diego checchi

C’è il ritornello di una canzone di Gianni Morandi che recita: “Ma quant’è dura la salita…”. Il cantautore bolognese ha ragione ma, aggiungiamo noi, è difficile anche confermarsi. Tutto questo per raccontare la storia di Michael Carusio, giocatore classe 1985 che ha fatto tutto il settore giovanile nella Lucchese ed è anche stato per diversi anni in prima squadra in Serie C1 ed ora si trova a calcare i campi dilettantistici dell’Eccellenza. Dal sogno di poter diventare qualcuno a doversi rimboccare le maniche per trovare un lavoro e guadagnarsi la pagnotta… Il difensore ha le spalle larghe e ha un sogno nel cassetto: ritornare nei professionisti, anche se sa che non sarà facile.

Com'è andata la stagione appena conclusa?

“Bene, l'unico rammarico è la semifinale play-off persa ai rigori con il Montegranaro”.

Cosa farà il prossimo anno?

“Ho trovato l'accordo in settimana con il Ghivizzano”.

Per quale motivo continua a giocare in Eccellenza?

“Fino a febbraio lavoravo come ragioniere in uno studio, poi la crisi ha colpito anche me, mi sono ritrovato senza lavoro e quando scendi di categoria non è facile risalire”.

Ha dei rimpianti, visto che ha giocato anche in Serie C a buoni livelli?

“Mi dispiace non giocare più tra professionisti, magari un giorno riuscirò a tornarci, anche se è veramento difficile.

Secondo lei, per quale motivo è così difficile?

“Ormai nei professionisti si tende a voler valorizzare i giovani dei grandi club, quindi l'unico modo per tornarci è riuscire a vincere i campionati dilettantistici, cosa non sempre facile visto che c'è molta concorrenza”.

C'è stato un punto di svolta in negativo nella sua carriera?

“Sicuramente il fallimento della Lucchese di Fouzi”.

Come cambia il ritmo del calcio in Eccellenza?

“Non possiamo sicuramente paragonarlo a quello dei professionisti, ma ultimamente il livello di queste categorie si sta alzando, anche perchè ci sono sempre meno squadre tra i professionisti e tanti giocatori sono costretti a scendere tra i dilettanti”.

Che ricordi ha della sua avventura a Lucca, e qual è la partita che porta sempre nel cuore?

“Sono stato benissimo a Lucca, ma il ricordo più bello credo sia la vittoria all'esordio nella stagione 2004 contro il Frosinone per 3 a 1”.

Cosa pensi degli ultimi anni della Lucchese?

“È stata rovinata dai continui scossoni societari, gli auguro di trovare una società forte e persone competenti che gli permettano di tornare nelle categorie che gli competono”.

Qual è stato l'attaccante più forte che ha dovuto marcare nell'esperienza di Lucca?

“In quei tempi il più forte era in squadra con me, ed era Carruezzo, l'avversario più forte penso sia stato Paolo Poggi”.

 

 

 



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