Galleria Rossonera

"Se sono in Nazionale è anche grazie ai consigli di mister Nicoletti"

martedì, 15 gennaio 2013, 12:32

di diego checchi

Dal calcio al beach soccer il passo è breve. È la storia di Dario Ramacciotti che con la Lucchese si è tolto grandi soddisfazioni riuscendo ad esordire anche in C1. Poi ha chiuso con il calcio professionistico e si è buttato sul beach soccer, uno sport completamente diverso dal calcio ma che ha dato risalto ancora di più a questo ragazzo permettendogli di arrivare in Nazionale. Ramacciotti è uno sportivo con la esse maiuscola visto che sta facendo tanti sacrifici per portare avanti tutte le sue attività.

Innanzi tutto quando è arrivato a Lucca e da chi è stato portato?

“Io sono arrivato a Lucca nella stagione 1999-2000 dalla Ninfea Torrellaghese dopo aver fatto un provino con la società rossonera qualche mese prima”.

E quanto ha militato nella Lucchese?

“Nella Lucchese ho militato per 5 anni e mezzo fino ad esordire in C1”.

Ci può raccontare l'emozione dell'esordio?

“L'esordio fu contro il Lumezzane a circa 5 minuti dalla fine . Entrai al posto del grande Tony Carruezzo sul 2 a 0 per noi e fu una grande emozione. Anche se prima avevo esordito in Coppa Italia al Picco di La Spezia”.

Che cosa ricorda di quei tempi?

“Ricordo una grande squadra composta da grandi giocatori. Sono stai anni bellissimi, ringrazio tutti i giocatori, dirigenti e allenatori. Mi sono sentito sempre a casa”.

Quale è stato il consiglio più bello che le ha dato un signor allenatore come Walter Nicoletti?

“Lo ringrazierò per sempre perchè mi ha permesso di vivere certe esperienze. Purtroppo l'anno dopo cambiarono le idee societarie e quindi l’allenatore non venne confermato. Poteva essere un anno importante invece mi ritrovai in Primavera dopo il ritiro a Fiumalbo con la prima squadra”.

Che cosa porta con se di quell'anno con la Primavera di Bertolucci e delle sfide contro la Juventus?

“Ricordo una grande squadra che andò a Vinovo contro la Juventus di Marchisio, Giovinco, De Ceglie, etc, etc, e ne uscì a testa alta. Il momentaneo pareggio lo segnai proprio io”.

Ha qualche rammarico per non aver continuato a giocare a calcio ad alti livelli? E per quale motivo ha deciso di non continuare la carriera a livello professionistico?

“Dopo aver giocato nella Lucchese andai a Varese e venni impiegato pochissimo. L'anno successivo giocai con la squadra che tifo, il Viareggio, nel quale vinsi il campionato di Serie D. Nell'estate la Lucchese mi fece tre anni di contratto e mi mandò in prestito a Castelnuovo Garfagnana in C2. Ero considerato molto finchè, purtroppo, a fine anno fallirono entrambe le società. Quindi andai in Eccellenza per poi tornare in Serie C2 con la Colligiana. L'ultimo giorno di mercato mi mandarono alla Sangiovannese, e lì, dopo soli quattro giorni, andai in sede e chiesi di fare la rescissione del contratto. All’epoca era un mondo che non mi piaceva, troppa gente esaurita che vive solo di calcio”.

Allora decise di praticare un altro sport...

“Giocavo nel Cascina quando a gennaio arrivò Stefano Santini, che dava una mano ad allenare gli attaccanti al mister Luciano Bizzarri. Sportivamente parlando Stefano mi ha cambiato la vita oltre a fare 11 gol da gennaio alla fine del campionato, mi disse che avrebbe fatto una squadra di beach soccer e che voleva che andassi con lui. Questo sport non lo conoscevo e le prime settimane facevo molta fatica, ero uno dei peggiori, ma lui aveva fiducia in me e piano piano credo di poter dire che ha avuto ragione”.

Che differenze ci sono tra il calcio e il beach soccer (a parte la sabbia)? E come è arrivata la chiamata della Nazionale?

“Sono due sport completamente diversi in tutto. Nelle prime partite non ci pensavo minimamente alla Nazionale, ma un giorno ero al mare e mi arrivò la chiamata dal mister Massimiliano Esposito che mi avrebbe convocato per un’amichevole a Zurigo. Pensavo fosse uno scherzo… Dall'anno dopo non ho più saltato una partita con la Nazionale giocando un Mondiale e due Europei e per questo ringrazierò per sempre anche Esposito. Ho disputato anche un Mondialito per Club a San Paolo con il Milan. L’allenatore era Del Duca Emiliano e con me giocavano Dida e Serginho”.

Che tipo di ruolo occupa?

“Calcisticamente parlando faccio il centrocampista. Nel Viareggio a volte faccio anche il difensore. I ruoli comunque sono molto relativi in quanto c'è un continuo movimento e rotazione”.

Quanto la impegna questo sport?

“L'estate completamente. Per riuscire a far bene, giocare con la Nazionale e con il Viareggio, significa allenarsi tutti i giorni, molto spesso alle 15.00. Per fortuna, grazie a Stefano Santini, abbiamo una struttura, il “Matteo Valenti Beach Stadium” che permette di allenarsi e stare insieme dalla mattina alla sera. Questa è la nostra forza”.

Sappiamo che non ha ancora chiuso con il calcio.

“Assolutamente no, gioco nello Sporting BM in Prima Categoria ed è una squadra a cui tengo molto, sia per i compagni che per l'allenatore e i dirigenti. Vorrei restare a lungo in questa società e magari riuscire a toglierci tutti insieme delle soddisfazioni”.

Quali sono i suoi obiettivi a livello sportivo?

“A livello sportivo sono: vincere lo scudetto con il Viareggio di beach soccer (l'anno scorso abbiamo perso la finale), continuare a giocare con la Nazionale e magari vincere qualcosa di importante, e infine riuscire a vincere i Play -Off con lo Sporting BM. So che sono molti, ma uno sportivo deve vivere di obiettivi”.

Ma durante l’inverno a beach soccer non si gioca?

“Sì, si gioca. L'anno scorso abbiamo fatto l'Eurocup a Mosca ma quest'anno ancora niente. Sotto questo aspetto spero che si riesca a crescere insieme e si cominci a giocare più spesso anche d'inverno”.

Segue ancora, anche se da fuori, le vicende della Lucchese?

“Certamente, tra l'altro ci giocano amici come Brega e Aliboni”.

 



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