Galleria Rossonera

Cartolina da Cosenza: "Un saluto a tutti i tifosi rossoneri"

lunedì, 17 dicembre 2012, 17:05

di diego checchi

La metamorfosi di Tiberio Parenti , un giocatore nato terzino sinistro e abile a spingere sulla fascia e a crossare per fare gli assist ai compagni, a difensore centrale in grado di andare nell’area avversaria e di fare anche gol, come è successo nella partita tra Cosenza e Cavese. Ormai è un giocatore dei “silani” e si sta ritagliando uno spazio importante. Ma che cosa c’entra Tiberio con la Lucchese? Il giocatore di Pescia a fatto tutto il settore giovanile in rossonero fino al maledetto 2008 che ha portato il primo fallimento. Abbiamo voluto intervistarlo per capire com’è proseguita la sua carriera e se ha dei rimpianti:

Come sta andando la sua esperienza a Cosenza?

“Bene grazie. Mi sono trovato bene fin da subito”.

Per quale motivo ha deciso di accettare la proposta dei rossoblù?

“Il Cosenza ha una storia alle spalle molto importante”.

Ma era svincolato dalla Giacomense? E quando è stato chiamato dal Cosenza?

“Con la Giacomense avevo finito il contratto e per quanto riguarda la chiamata del Cosenza è arrivata intorno ai primi di agosto”.

Ed ha accettato subito, oppure voleva cercare qualche squadra nei professionisti?

“Ho accettato con molto piacere perchè come dicevo prima il Cosenza ha una storia molto importante alle spalle”.

Quali obiettivi avete e quali giocatori di spessore ci sono nella rosa?

“Sicuramente ce la metteremo tutta per fare bene in questo campionato molto competitivo e nella rosa ci sono giocatori del calibro di capitan Parisi, Mosciaro, Guadalupi, Benincasa etc, etc”.

E lei in che posizione gioca?

“Difensore Centrale”.

Non gioca più terzino sinistro?

“Da quando ho iniziato a giocare in prima squadra, mi hanno spostato come difensore centrale”.

Ha dei rimpianti nel mondo del calcio oppure no?

“No, l'unico dispiacere, visto che ho fatto le giovanili nella Lucchese, è che la squadra rossonera militi in categorie non appropriate al suo nome. Spero che torni ad essere protagonista in categoria superiori”.

A proposito, dell'esperienza di Lucca che cosa porta ancora dentro?

“Sicuramente dei bei ricordi positivi e anni che mi hanno fatto crescere”.

.Qual è l'allenatore che le ha insegnato di più?

“A Lucca?”

Sì, a Lucca.

“Paolo Rossi. Ma ho avuto la fortuna di avere tutti allenatori competenti e che sapevano lavorare con i giovani”.

Qual è stata la sua partita più bella di quest'anno?

“Forse quella contro la Cavese ma solo per il semplice fatto che ho segnato al 96’ e abbiamo vinto 2 a 1”.

Della Berretti rossonera di quegli anni solo lei e Donati avete spiccato il volo. Lo sente ancora Giulio?

“Ogni tanto ci sentiamo per un saluto”.

Se l'aspettava che Donati facesse una carriera del genere?

“Si, è un bel giocatore e ha delle caratteristiche importanti”.

Se nel corso della sua carriera la chiamasse la Lucchese, cosa risponderebbe?

“Sicuramente mi farebbe piacere ma adesso preferisco pensare al presente e dare il massimo per questa maglia che ho la fortuna di poter indossare”.

Grazie e a presto.

“Grazie a lei. Un abbraccio a tutti i tifosi lucchesi e un grande in bocca al lupo”.



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