Detto tra noi
sabato, 20 ottobre 2018, 18:28
di fabrizio vincenti
Niente di personale, chiariamolo. Non abbiamo mai simpatizzato per la Juventus, siamo allergici a chi vince sempre o quasi, ma rispettiamo la tradizione di un club che è un vanto per tutta Italia, piaccia o meno. Ma l'idea di far partecipare al campionato di terza serie le succursali delle formazioni di serie A ci è parsa da subito una bestialità.
Che puntualmente ha preso forma grazie all'accoppiata Fabbricini e Costacurta. Una delle tante scelte discutibili della gestione commissariale della Figc che a un certo punto pare sia stata avviata solo per far capire che al peggio non c'è mai fine. Che persino l'ex presidente Tavecchio può essere rimpianto. "Le seconde squadre sono necessarie e non tolgono spazio a nessuno. Il calcio deve essere sostenibile. Si può far sparire un club come il Bari? Io a ottobre andrò via, ma spero di uscire tra gli insulti e i “vaffa” pur di difendere la scelta sacrosanta delle seconde squadre": così ha sentenziato l'ex difensore del Milan, verso il quale evidentemente son già scattati gli epiteti. La realtà dice che solo la Juventus (un caso o la consueta efficienza?) è arrivata pronta all'appuntamento. E la sua presenza è già ingombrante, finendo per falsare il torneo, oltre che a togliere posto al calcio minore e minare le sane rivalità.
Perché falsare? Intanto, perché scucire qualche milione di euro per allestire una squadra altamente competitiva in C è per la Juve o giganti simili è un scherzo. Alla faccia di chi, in provincia, investe per tenere in piedi squadre e far sognare intere città. E poi perché le seconde squadre potranno essere promossa al campionato di Serie B, ma non potranno mai partecipare al medesimo campionato della prima squadra, né ad un campionato superiore. Se si verificasse l’ipotesi di compresenza della prima e della seconda squadra nella medesima categoria, la seconda squadra dovrà partecipare al campionato professionistico della categoria inferiore. Sono i fratelli minori. E sotto tutela. L'antitesi del calcio, che è sogno di arrivare a conquistare traguardi lontani anche impensabili. Senza limiti. Chi poteva immaginare il Chievo stabilmente in serie A qualche lustro fa?
Ma non basta. In caso di retrocessione della seconda squadra in Serie D, la società di riferimento non potrà iscriversi al campionato dilettantistico e potrà accedere con la seconda squadra al Campionato di Serie C successivo. Avete letto bene: un turno fermo ai box. E poi via di nuovo a falsare i tornei successivi. In spregio alle regole sacre che chi retrocede, retrocede e non sta fermo un turno. Un pateracchio, che il très chic ex calciatore scuola Milan continua a difendere. Indifendibilmente.
Direte: ma i giovani della serie A devono fare esperienze che il campionato Primavera non può dare. Vero. E allora perché non inserire l'obbligo, per la terza divisione, di avere in rosa un certo numero di giocatori delle formazioni di A e/o B con incentivi per l'utilizzo? Perché si è voluto far precipitare la scelta, sotto periodo commissariale, e non è un dettaglio, finendo per non far iscrivere che una sola formazione? Perché, a proposito di esperienza, i club maggiori non rischiano e buttano, come fanno in molte altre parti del mondo, i propri giovani in prima squadra?
E ancora: c'è chi sostiene che aumentano l’interesse della terza serie. Bene, date un'occhiata ai tabellini delle presenze. E vi ricrederete. La Juventus B, se si toglie l'esordio, viaggia alla stratosferica media di meno di 300 spettatori per ogni partita casalinga (si fa per dire visto che non ha nemmeno il campo a Torino): il peggior dato di tutto il girone eccezion fatta per l'Albissola. Il Gozzano fa invece meglio. D'accordo, gioca a Alessandria e non a caso l'unica gara con oltre 2000 spettatori è stata quella con i grigi, che erano all'esordio, di fatto in casa loro. Poi le percentuali si sono ridotte a livelli da campetto di periferia. Non va meglio quando la Juventus va in trasferta: 1200 a Carrara (in realtà campo neutro), 762 a Arzachena, 3177 a Novara. I tre campi hanno rispettivamente la media di 1200, 514 e 3051. Come a dire che se aumento c'è stato è quasi impercettibile. La gente ha l'anello al naso meno di quanto vogliano credere i vapori del vapore. E lo hanno confermato gli stessi tifosi aretini che hanno preferito rinunciare alla trasferta con i bianconeri.
Solo qualche patetico appassionato bianconero di periferia può esaltarsi con un surrogato del genere. I tifosi delle formazioni di serie C, semmai, sognano la Juventus vera. Quella che la Spal, tanto per dire, affronta. Ecco perché diciamo abbasso la Juventus B (e tutte coloro che la imiteranno). Che la Vecchia Signora continui a mietere i successi che merita, ma lasci perdere il calcio minore. Che non vuole diventare minorato.
sabato, 2 maggio 2026, 09:21
C'è un'immagine che conserviamo con emozione della serata di Agliana dove la Lucchese ha centrato la vittoria in Supercoppa di Eccellenza, un trofeo, si dirà, dal sapore platonico. Eppure, ci pare, che a nessuno piaccia perdere, e comunque resta una coppa che arricchisce la bacheca del club.
martedì, 14 aprile 2026, 11:01
E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider.
sabato, 4 aprile 2026, 17:26
Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.
martedì, 24 marzo 2026, 07:55
Il campionato è ormai al suo epilogo, ci sarà modo di analizzarne l'andamento a bocce ferme, quando la matematica decreterà il suo verdetto, ed ormai sembra davvero questione di poco, di pochissimo. Ma sin da ora crediamo ci sia invece di parlare del futuro rossonero.