Detto tra noi
martedì, 14 aprile 2026, 11:01
di fabrizio vincenti
E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider. Relegata a comprimaria dotata solo di un polveroso blasone e destinata a un campionato anonimo. Del resto, c'erano corazzate, così veniva assicurato, lontane anni luce dal gruppo messo su in fretta e furia dalla nuova proprietà.
Com'è finita è sotto gli occhi di tutti, e la figuraccia rimediata dai sedicenti esperti si aggiunge alle tante che abbiamo avuto modo di ascoltare negli anni. Poco importa, quello che contava è che la Lucchese riuscisse a togliersi prima possibile da un campionato che per mille motivi era davvero un inferno. A cominciare dai problemi logistici, basti pensare al numero delle trasferte vietate su cui pesano le scelte totalmente sbagliate politiche e repressive volute da un ministro dell'Interno che ci auguriamo possa prima possibile essere sostituito: i politici facciano i politici, i tecnici. Chiusa parentesi.
La Lucchese ha costruito il suo successo con l'anima, con la forza di volontà, con l'umiltà dei suoi protagonisti. Mai è stata spocchiosa, ha quasi sempre cercato di calarsi nella realtà di un campionato fatto per altre piazze e dimensioni. Merito dalla dirigenza, merito dell'allenatore, che sta lasciando un segno importante confermato dai cori regalati dalla Curva Ovest, poco incline alla personalizzazione del sostegno. Merito ovviamente dei giocatori che ci hanno creduto, che hanno messo l'elmetto in testa quando era necessario, che hanno saputo regalare anche scampoli di bel gioco nonostante la categoria.
E' un successo che ha ulteriormente riavvicinato il pubblico rossonero, che del resto almeno in parte non si era mai staccato dalla Lucchese dopo lo spareggio di un anno fa con il Sestri Levante, come hanno confermato i 1000 abbonamenti estivi. La Lucchese, da apprezzare anche la presenza di membri della maggioranza e dell'opposizione alla festa contro il Perignano, sta iniziando a ritornare davvero la squadra della città. Il numero di persone sugli spalti è stato superiore a ogni previsione. C'è bisogno di tutti, purché in buona fede, s'intende. C'è ancora tanto da fare, ma qualcosa inizia a muoversi.
Due parole, senza enfasi, ma con il dovere di riconoscere i meriti, alla società. "Sono persone serie": ecco cosa abbiamo sentito dire più volte in questi giorni. Brunori e company hanno un peso enorme sulle spalle, quello di non deludere una piazza che cerca, prima di tutto, serietà, rispetto, progettualità e naturalmente la voglia di poter tornare a sognare.
Quello posto con il Perignano non è il primo mattone, lo è solo se si guarda alla scala dei campionati, in realtà è il secondo: il primo è stato posto nell'estate scorsa quando il Comune di Lucca ha dato vita a quella commissione in grado di selezionare i progetti e scelto la compagine guidata da Brunori che sinora ha fatto innegabilmente bene. Tutto è migliorabile, e alcune cose non mancheremo di farle notare, ma la direzione di marcia è quella giusta. Tocca alla società (e al Comune per la parte di competenza, forse a due se il centro sportivo dovesse finire a Capannori) dare seguito. La città, sempre chiusa a riccio, ha fornito la sua apertura di credito. Non può, non deve essere persa. Avanti con i prossimi mattoni.
sabato, 4 aprile 2026, 17:26
Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.
martedì, 24 marzo 2026, 07:55
Il campionato è ormai al suo epilogo, ci sarà modo di analizzarne l'andamento a bocce ferme, quando la matematica decreterà il suo verdetto, ed ormai sembra davvero questione di poco, di pochissimo. Ma sin da ora crediamo ci sia invece di parlare del futuro rossonero.
sabato, 28 febbraio 2026, 08:27
Si scrive Vellutini, si potrebbe leggere Perini o Lazzareschi, perché il destino comune di alcuni dei più brillanti e capaci imprenditori della zona è stato quello di essere accostati coram populo alla Lucchese. Un accostamento che, nel corso dei decenni, è sembrato più un sogno proibito che una reale possibilità.
lunedì, 26 gennaio 2026, 14:23
Il successo della Lucchese contro il Viareggio – in una gara più sentita in riva al mare che nella città capoluogo ma che comunque mantiene un suo fascino e che è stato un peccato non si sia potuta giocare al cospetto anche dei tifosi bianconeri – è di quelli pesanti.