Detto tra noi

Non ci siamo proprio

domenica, 26 marzo 2017, 11:31

di fabrizio vincenti

A memoria francamente non ricordavamo un caso simile. Di silenzi stampa e poca voglia di parlare,  la mente è piena di ricordi. Come pure di decisioni repentine di non far parlare nessuno, anche in epoca Bacci, sull'onda della stizza di una partita persa, magari malamente. Ma quanto visto a Viterbo supera di gran lunga i precedenti. La scelta della società, a quanto appreso dopo consultazione tra i numerosi soci, di non permettere di parlare in sala stampa a mister Galderisi è una novità assoluta. Una vicenda spiacevole, che non depone a favore di nessuno. Tantomeno della nuova compagine. 

Ricostriamo l'ennesima settimana difficile in casa rossonera, dove ormai si va a vista e dove la squadra pare aver mollato. Venerdì scorso il tecnico, nella consueta conferenza stampa pre gara, si era lasciato andare a uno sfogo dettato dall'amarezza. "Mi piacerebbe andare in Serie B, sono venuto qui per questo e per tre volte mi hanno smantellato tutto. Ma cerchiamo di essere concreti e guardare al nostro obiettivo che è la salvezza": ecco un passaggio chiave delle sue parole. Parole difficilmente contestabili, ma che hanno evidentemente irritato i diriigenti. Motivi di opportunità avrebbero consigliato di non pronunciarle se non altro per non demotivare una squadra che pare ormai aver staccato la spina. Ma, ripetiamo, corrispondono al vero. 

I dati parlano comunque chiaro: da gennaio a ora la Lucchese ha vinto due partite, preso un sacco di gol (era una delle migliori difese), ha avuto un calo di concentrazione mai verificatosi con questa frequenza nei mesi precedenti dove si ricordava solo il passaggio a vuoto in casa del Tuttocuoio. La squadra, bene ricordarlo, è stata smantellata per necessità: ma è stata smantellata. Non solo nei due pezzi da novanta Forte e Terrani, ma anche in tutta una serie di rincalzi che ora avrebbero fatto comodo. Il passaggio era inevitabile: meglio perdere un braccio che morire. Ma è chiaro che la Lucchese non era più la stessa anche se ha continuato per qualche gara, come chi smette di pedalare e va per forza di inerzia, a tirare fuori il meglio.  Basti ricordare le gare con Alessandria, Livorno e Arezzo.

Dunque non capiamo sino in fondo certe critiche a Galderisi, alcune che arrivano anche da dentro la società dove forse sono in troppi a leggere da un punto di vista tecnico le partite. Galderisi era l'allenatore anche nei mesi scorsi, quando la Lucchese ha fatto punti e fatto divertire, giocando a tratti un ottimo calcio. Non sarà il miglior tecnico del mondo, ma per la squadra a disposizione ci pare abbia fatto il suo dovere, peraltro non dimenticando le due salvezze precedenti. Dunque qualcosa deve essere successo e la squadra ha anche le sue colpe. Evidenti. Anche a Viterbo abbiamo visto una formazione lontana parente, come spirito, di quella ammirata, al netto delle assenze pesanti di cui non si deve dimenticare. Detto del calo del tasso tecnico, a cui Obbedio ha provato a rimediare come ha potuto, ovvero senza un soldo, le ultime settimane non ci sono piaciute. Nè sul campo né fuori. E tralasciando la patetica operazione simpatia con l'arcivescovo. Galderisi è ormai evidentemente fuori dal progetto, riteniamo anche per esigenze di bilancio: resta da capire quale sia il progetto stesso. Di certo, situazioni come quella accaduta in settimana quando la società ha revocato, salvo poi tornare sui suoi passi, la partenza al venerdì della squadra, evidentemente per risparmiare sull'albergo di una trasferta non certo vicinissima, proponendo di far partire il gruppo la mattina del sabato, sono segnali che non ci tranquillizzano. E alimentano un clima di incertezza.

Ci auguriamo che, prima possibile, questa società, che ha il merito enorme, che resta negli annali, di non aver fatto collassare la Lucchese una volta ancora, chiarisca dove voglia andare. Con chi. E in che modo. L'uscita di Bacci risale ormai a un po' di tempo fa. Ci auguriamo che gli ingressi anche di modeste proporzioni, a proposito l'azione del Comune a che punto è?, arrivino prima possibile. Lo dicemmo a tempo debito: una prospettiva a pane a salame vita natural durante sarà difficile da ingollare per un pubblico che da una vita attende di poter se non sognare almeno tentare di farlo. A proposito: in pochi ricordano che il pubblico quest'anno ha risposto come da tempo non faceva, numeri alla mano. Forse proprio perché c'era stata la speranza di potersi almeno divertire. Ma se pane e salame deve essere, che sia detto chiaramente. E, come detto da un esponente societario in una recente trasmissione televisiva, sia fatta chiarezza sui pagamenti con fornitori e collaboratori. L'immagine della Lucchese deve ripartire dalla serietà. Poveri ma belli. Nella chiarezza.  

 



Altri articoli in Detto tra noi


sabato, 2 maggio 2026, 09:21

Hanno vinto tutti

C'è un'immagine che conserviamo con emozione della serata di Agliana dove la Lucchese ha centrato la vittoria in Supercoppa di Eccellenza, un trofeo, si dirà, dal sapore platonico. Eppure, ci pare, che a nessuno piaccia perdere, e comunque resta una coppa che arricchisce la bacheca del club.


martedì, 14 aprile 2026, 11:01

Il secondo mattone

E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider.



sabato, 4 aprile 2026, 17:26

In memoria di un gentiluomo in rossonero

Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.


martedì, 24 marzo 2026, 07:55

E' il momento di scrivere il futuro

Il campionato è ormai al suo epilogo, ci sarà modo di analizzarne l'andamento a bocce ferme, quando la matematica decreterà il suo verdetto, ed ormai sembra davvero questione di poco, di pochissimo. Ma sin da ora crediamo ci sia invece di parlare del futuro rossonero.