Detto tra noi
domenica, 29 gennaio 2017, 10:39
di fabrizio vincenti
Il bello arriva ora. E comunque vada, sarà un successo, perché alternative non ve ne erano. L'era Bacci, chiamiamola così, è finita e non aveva, visto i gravi problemi che avvolgono l'imprenditore fiorentino e il suo mondo, nessuna possibilità di proseguire. Dunque quel capitolo è all'epilogo, chi è stato un po' più attento lo aveva capito da mesi e mesi, altri, in buonafede o per interesse, se ne sono accorti solo ora. Noi, ora, non parteciperemo al massacro mediatico di Bacci. Gli abbiamo fatto una guerra dura, a tratti durissima. Ma guardandolo in faccia e lealmente. L'uomo ha tantissime colpe e anche qualche merito, ma comunque sia è il passato. E su chi è a terra non ci accaniremo mai. E' uno sport troppo diffuso in Italia.
Come del resto sorvoliamo su chi, sino a poco tempo fa, come un qualsiasi cortigiano o un qualsiasi marchettaro, pensava fosse la salvezza, l'uomo del destino, l'unico futuro possibile, proprio come in passato era successo a altri personaggi che hanno fatto sanguinare la Pantera. E sorvoliamo anche sui peana riservati, sino a pochi mesi fa, a personaggi dello spessore di Fabio Bettucci, come se fossero illuminati amministratori. E, scusateci, passiamo anche sopra i fischi che una parte dello stadio ha più volte riservato alla curva che provava a contestare la gestione Bacci e i suoi diktat. Sono episodi di pochi mesi fa, non di anni. Ma qualcuno, evidentemente, pensa di girare pagina resettando. All'italiana. Chiudiamola qui. E chiudiamo con Bacci: è il passato. Lo abbiano scritto, lo ripetiamo.
Ora c'è da concentrarsi su quella che è una traversata nel deserto. Perché il coraggio, che rasente l'incoscienza, mostrato dai soci lucchesi è solo l'innesco di una possibile rivoluzione. La Lucchese ai lucchesi, per ora, è solo uno slogan. Ci sarà da capire chi e come sarà in grado di affiancare questi piccoli imprenditori che hanno mostrato una grinta che molti nomi famosi se la sognano. Anzi, hanno mostrato una cosa: amore. Amore per un sogno e per una squadra che rappresenta la città. Ecco cosa manca a tanti illuminati e celebrati numeri uno della zona. Avvolti nel cinismo.
E fateci dire che quanto stanno facendo i soci lucchesi e Lucca United è la riprova che una presenza cittadina dentro la società era fondamentale. Senza di loro, ora, saremmo in liquidazione. Ci potete scommettere. Perché chi si è avventurato un questa pazzia ha un'anima rossonera. E sta mettendosi in gioco. Tocca ora alla città rispondere. Si sa: Lucca non ama esporsi, ma staccare un assegno o predisporre un bonifico a mo di sponsorizzazione non può certo essere considerato difficile. Quanto alle istituzioni, alcune impegnate in una campagna elettorale, si muovano, come pare stiano facendo. Le soluzioni, gli sgravi, la vicinanza concreta sono possibili.
Tre questioni per la traversata nel deserto, naturalmente dando per scontato che i soci lucchesi, in primis Lucchese Partecipazioni, riesca a ottemperare nell'immediato. Primo: serve qualcuno che si occupi a pieno titolo della Lucchese, possibilmente una figura di garanzia e ancora meglio se conosciuta. Un uomo simbolo che gestisca la società, l'ammucchiata di figure e soci non è strada praticabile se si cercano buoni risultati.
Secondo: a chi predica lacrime e sangue, un futuro a pane e salame, a chi crede che l'Eldorado sia Lumezzane ricordiamo che Lucca non è Lumezzane. Ovvero va modulato il progetto, perché se a Lucca non si offre la speranza di un futuro migliore, in un arco di tempo contenuto, il rischio è di trovarsi allo stadio il numero di spettatori di Lumezzane. Non è un caso che quest'anno i numeri siano cresciuti: è stato possibile perché, oltre ai prezzi contenuti, si era creata la convinzione, che il campionato ha confermato, che la Lucchese potesse regalare soddisfazioni. Fuori di metafora, non si può dire: accontentatevi che se si salva la categoria è il massimo della vita per sempre. Non a Lucca, non a oltranza.
Terzo: serve un progetto industriale serio, dettagliato, grintoso sul settore giovanile e sulla struttura di Capannori. Lì può giocarsi davvero la possibilità di dare un futuro duraturo alla Lucchese. Ci siamo rotti i coglioni di sentire parlare, a vuoto, di modello Empoli. Immaginarsi un club che ha una foresteria per i suoi ragazzi, un ristorante e vari campi per le giovanili tutti insieme ci fa venire la pelle d'oca. Lasciateci sognare. Per un attimo. Mentre la traversata nel deserto è cominciata e non vi erano alternative. Proviamoci tutti insieme.
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