Detto tra noi
martedì, 29 novembre 2016, 12:03
di fabrizio vincenti
"Se la Coam non ricapitalizza? Se non ci sono novità incredibili la Coam, non ha come priorità la Lucchese. Se si muove qualcun altro? Ci stiamo lavorando. Dirvi che Coam rimane al 54 per cento sarebbe prendervi in giro. Ci sono impedimenti temporali che lo consentirebbero. Chi sottoscrive il 13 dicembre la quota di Coam? Se le acquisisco io non ci sono prelazioni, ma non abbiamo ancora minimamente affrontato la vicenda. Nessuno ha ipotizzato che tutto vada in liquidazione: sicuramente verranno fatte operazioni in qualche modo". Ecco il Bacci-pensiero a margine della conferenza stampa di domenica scorsa nel post gara contro la Pistoiese.
Il numero uno rossonero, tra le altre cose, ha fatto capire che la stella rossonera di Fabio Bettucci, causa altre evidenti priorità, è durata pochi mesi. Forse, a veder bene, le tende levate da Tito Corsi nelle scorse settimane anche così andavano interpretate. Bettucci, pare evidente, raggiunge Rosadini, Cecchi e gli altri che in questi anni hanno affollato l'universo rossonero, teletrasportati da Rignano e dintorni e ora messi a riposo. O in vacanza. Un sintomo evidente dell'incapacità di individuare persone giuste nei posti giusti, che, in qualche modo, il presidente ha onestamente ammesso. Un problema non da poco, visto che la Lucchese non ha un suo dirigente, non ha una testa a tempo pieno sugli affari societari. Provate a chiedere in giro in quante società professionistiche accade una cosa simile.
Quanto agli sviluppi societari, mentre la clessidra scandisce il passare delle giornate, siamo solo alla intenzione dichiarata di non far liquidare la Lucchese. Non è poco, ma non basta. Occorre capire cosa succederà nei prossimi giorni, per non trovarsi il 13 a qualche spiacevole sorpresa di cui nessuno sente l'esigenza. In questa situazione, ancora una volta, lascia interdetti il silenzio assoluto dei soci lucchesi. Almeno pubblicamente, non si registrano prese di posizione, quanto ormai manca poco una quindicina di giorni alla data dell'assemblea.
Nella quale i numeri ballano: serviranno circa 500mila euro per ripianare e ricostituire il capitale sociale. Detto che il 54 per cento di Coam non sarà sottoscritto e che Coam, con il suo commissario, chiederanno il pagamento delle fatture che ancora Coma vanta sulla Lucchese, c'è da capire chi e come si accollerà questa metà abbondante della società.
Gli scenari sono molti, compresi quelli che portano a nuovi ingressi in società, per ora molte chiacchiere e zero fatti. Tra gli scenari più plausibili potrebbe esserci quello che porta Bacci a ricapitalizzare una quota non più dell'87 per cento (54 di Coam più 33 come persona fisica) ma per numeri che gli consentano di rimanere comunque in sella. E magari un domani gestire l'eventuale vendita. Ovvero 50 o poco più per cento, lasciando ai soci lucchesi la scelta di sottoscrivere il resto oppure accollarsi la responsabilità di scenari da taglio di vene. A quel punto cosa faranno i soci lucchesi? Saperlo. Quello che è certo è che il tempo scorre, e quanto detto sinora non basta per capire la direzione di marcia. E Lucca ha già pagato dazio troppe volte per la mancanza di chiarezza.
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