Detto tra noi
lunedì, 12 settembre 2016, 20:35
di fabrizio vincenti
Non ci sono mai piaciuti gli opportunisti, soprattutto quelli sfacciati, lo premettiamo. Come pure, bene precisarlo, non siamo tra coloro, duri e puri, che vedono quasi come un attentato all'integrità della loro passione per il calcio la presenza di tifosi più o meno occasionali. Siamo uomini di mondo, diceva l'indimenticabile Totò, e dunque sappiamo come vanno certe cose. Comprese le immancabili passerelle dei politici allo stadio. A Lucca, essendo un bacino di voti al momento ridotto, meno che altrove. Non tutto il male viene per nuocere, anche vedendo quanto fatto dal primo cittadino di una vicina città, che è arrivato a dimenticarsi per quindici giorni dei seri problemi della sua città per riportare un allenatore e gestire un cambio di proprietà dai tratti per certi versi non del tutto chiari. Il denaro non puzza e nemmeno i voti.
Dunque, non ci scandalizziamo se allo stadio vediamo e rivediamo personaggi politici, come il simpatico, senza ironia alcuna, sindaco di Porcari che, dove c'è odore di Renzi, anche per interposta persona, ovvero attraverso le sembianze di Andrea Bacci, non si perde un appuntamento uno che uno. Ma, certo, incrociare il presidente provinciale, nonché sindaco di Capannori, e speriamo di non aver dimenticato altri incarichi, Luca Menesini in tribuna, ci ha colpito.
Perché? E' presto detto: a naso, se non erriamo, abbiamo visto il Nostro due-volte-due al Porta Elisa. Questo giovane e rampante politico è stato avvistato sulle poltroncine della tribuna d'onore in prossimità delle elezioni comunali a Capannori, in piena campagna elettorale. E lo scorso anno, la settimana successiva alla sua elezione-non elezione a presidente provinciale. Diciamo così, perché sapete senz'altro che, per le Province, l'illuminato governo che ci vessa, tedia e fa invadere da torme di di clandestini ha deciso, per ora, di abolirle solo come occasione di pronunciamento dei cittadini: i nuovi presidenti provinciali se li nominano gli eletti dei consigli comunali. Tutto in famiglia.
Sicuramente le due presenze di Menesini, uno che crediamo abbia difficoltà senza le indicazioni dei vigili urbani, a trovare lo stadio, erano casuali. Ci mancherebbe. E noi i soliti mestatori che si vive di dietrologia. La sua nuova comparsa, questa terza contro l'Alessandria, è avvenuta quando la Lucchese ha iniziato a stingere rapporti per un progetto, con business, sullo stadio di Capannori. Un caso anche questo. Ci mancherebbe. Siamo contenti di questa rinata, o forse nata, passione rossonera del presidente provinciale nonché sindaco di Capannori, e speriamo di non aver dimenticato altri incarichi. Lo attendiamo al varco. Perché non ci piace pensare che la Lucchese sia un taxi per garantirsi, o anche solo pensare di potersi garantire, visibilità. Proprio per niente. E i tifosi non sono scemi. Come qualcuno pensa.
Dunque, se il presidente provinciale nonché sindaco di Capannori, e speriamo di non aver dimenticato altri incarichi, vuole dare davvero una mano alla Lucchese, ben venga, altrimenti astenersi perditempo. E piacioni. Tutti peraltro della ditta gradita al premier con il piglio del venditore di piatti, che a scuola veniva chiamato “il bomba” per l'inesauribile capacità creativa di raccontare fregnacce. A prescindere dal colore politico, abbiamo abbondantemente già dato.
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