Detto tra noi
lunedì, 16 maggio 2016, 15:06
di fabrizio vincenti
Ha preso il via, con circa 500 persone presenti, nello scorso fine settimana. Si chiama Casa Pavia ed è qualcosa di più, molto di più, di un negozio del club calcistico lombardo. si tratta di uno spazio che la società ha inteso offrire prima di tutto ai tifosi ma anche alla cittadinanza in generale. Una sorta di locale dove si possono trovare non solo i biglietti delle gare e i prodotti del merchandising ma anche quelli del territorio: dalle marmellate al riso, passando per l’olio e le conserve. Uno spazio aperto tutto il giorno dove poter fare colazione, prendere un aperitivo, pranzare ma soprattutto un luogo tranquillo dove poter leggere un libro, sfogliare un catalogo, collegarsi al wi fi e fare due chiacchiere con gli amici, come si legge sul sito della società pavese. E, dulcis in fundo, dentro la struttura saranno impiegati solo ragazzi di Pavia.
L'idea ci piace e non poco, e la rilanciamo a una proprietà, quella rossonera, che sul piano dell'immagine e del legame con la città, in questi anni, l'ultimo in particolare, ha fatto poco. L'ipotesi di un locale aperto a tutti, che serva da punto di riferimento, ci pare davvero possa essere una strada da imitare, unita all'idea di stringere rapporti di valorizzazione con i prodotti del territorio e con qualunque altra specificità.
Il marchio Lucchese può crescere anche così, di certo, venendo alle questioni di merchandising, peggio di così non potrebbe andare. La società rossonera è probabilmente l'unica tra i professionisti che non ha in vendita le proprie maglie. Chi la vuole può giusto sperare in una raccomandazione. Incredibile ma vero. Per carità, nessun incasso mostruoso sarebbe arrivato da questa voce di ricavo, ma il segnale è il solito. Ovvero pessimo. Come pure per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria: a L'Aquila abbiamo contato oltre settanta cartelloni solo sul campo da gioco. A Lucca sarebbero bastate probabilmente due mani.
E il dato dei mancati introiti non è per niente da sottovalutare: il buco da 200mila euro mensili è frutto anche, a nostro avviso soprattutto, da mancati incassi. Fatevi due conti e ve ne renderete conto. Zero da diritti televisivi. Zero dal merchandising. Una mancia dal botteghino, poco di più dalle sponsorizzazioni: il gioco, ovvero lo sbilancio, è fatto.
Anche perché i costi, se sono davvero nell'arco dei circa 200mila euro mensili, non sono certo molto comprimibili. I conti sono più o meno questi: una rosa da oltre 20 calciatori, costa, anche a uno stipendio netto medio di 2000 euro mensili, quasi 100mila euro ogni mese. Aggiungete i costi dello staff, del direttore generale, della segreteria, dagli altri professionisti che prestano la loro opera, del responsabile del settore giovanile e di coloro che in quella struttura sono retribuiti e concludete con i costi delle trasferte e degli steward. Vi renderete conto che è piuttosto facile arrivare a quelle cifre, anzi c'è chi spende sicuramente molto di più. Il problema è che il risultato di esercizio è frutto di una sottrazione tra ricavi e costi. E se i primi sono zero o quasi, restano solo i secondi. Che poi vanno ripianati. Oltretutto senza il conforto di risultati soddisfacenti.
sabato, 2 maggio 2026, 09:21
C'è un'immagine che conserviamo con emozione della serata di Agliana dove la Lucchese ha centrato la vittoria in Supercoppa di Eccellenza, un trofeo, si dirà, dal sapore platonico. Eppure, ci pare, che a nessuno piaccia perdere, e comunque resta una coppa che arricchisce la bacheca del club.
martedì, 14 aprile 2026, 11:01
E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider.
sabato, 4 aprile 2026, 17:26
Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.
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Il campionato è ormai al suo epilogo, ci sarà modo di analizzarne l'andamento a bocce ferme, quando la matematica decreterà il suo verdetto, ed ormai sembra davvero questione di poco, di pochissimo. Ma sin da ora crediamo ci sia invece di parlare del futuro rossonero.