Detto tra noi

Nanu, salvaci tu

sabato, 26 marzo 2016, 18:27

di fabrizio vincenti

C'è poco da stare allegri, inutile girarci intorno. La Lucchese vista con l'Arezzo ha dimostrato, ancora una volta, limiti e paure come da anni non si vedavano da queste parti. Del resto, trovare motivi di soddisfazione in questa stagione è un'operazione a dir poco velleitaria. Chiudiamo gli occhi, riavvolgiamo il nastro e ci restano le urla strozzate per la vittoria, che sembrava quella della svolta a Arezzo, il bel successo con l'Aquiia che ha illuso un po' tutti e un derby ben giocato e perso incredibilmente. Poi qualche scampolo e nulla più. Davvero una stagione deludente. Che purtroppo non è ancora finita. Perché se c'è una cosa da chiedere a questa stagione è proprio che finisca il prima possibile.

Non solo per metter fine a questa mediocrità assoluta, ma anche per evitare guai peggiori che purtroppo sono dietro l'angolo. Ha ragione il collega Guido Casotti, la cui bella intervista leggete in altra parte del giornale: difficile capire dove farà punti la Lucchese. In teoria da tutte le parti, come da nessuna. Ma il problema è che servono otto punti per evitare i play out che, con queste doti caratteriali, sarebbero peggio di un terno al lotto. Basti pensare che la Lucchese, se non erriamo, ha recuperato solo due gare in stagione una volta passata in svantaggio: ad Arezzo e con la Spal. Giusto per comprendere che questa non è proprio una formazione con la tempra dei guerrieri indomiti.

Le colpe vengono da lontano, come ha sottolineato Casotti, per inciso uno che la Lucchese l'ha imparata a amare non per origine ma per scelta. E forse in certi casi, vale pure di più, soprattutto pensando ai tanti che nati a Lucca, cresciuti a Lucca,  seguono con distacco quando non con malcelata soddisfazione le sorti della Pantera. Giorni fa, in un locale, ci è capitato di udire da una signora radical chic, con tanto di quotidiano alla moda sotto il braccio, che se chiudessero lo stadio, per lei, lucchese doc, sarebbe solo una gioia. Cosa cazzo gliene ne verrebbe non è chiaro: forse uno spazio per qualche aperitivo alla moda oppure per una manifestazione pro-immigrati, rigorosamente a piedi nudi. Très chic. Gente del cazzo, appunto. E nata a Lucca.

Ma per evitare che questa gente possa trovare motivi di soddisfazione nella loro esistenza, serve intanto mantenere la categoria. E dunque mettercela tutta per stare vicino alla squadra. Leggiamo i commenti, sappiano quanto i tifosi siano stanchi di queste facce, ma non va dimenticato che la salvezza passerà da loro e dunque il patto non può che essere, fosse anche solo per la maglia, come urla la Curva Ovest, commovente per impegno, a sostenerli sino a fine stagione. Poi, ognuno per la sua strada. C'è davvero poco da salvare di questo gruppo. Fermo restando che Bacci, autore di capriole a dir poco sconcertanti e alfiere di un progetto mai visto sinora, sia in grado di offrire qualcosa di più e di meglio di quanto visto qust'anno. Nell'immediato, come ha detto Massimo Morgia a Galderisi durante la visita allo stadio della squadra del 1978, dobbiamo contare sul tecnico e sulla sua voglia di levarci dalle pesti rigenerando, per quanto possibile, i giocatori. "Tirali fuori", ha detto Morgia; tiraci fuori e salvaci, Nanu. 



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