Detto tra noi

Qualcosa ci sfugge. Prima di tutto la logica di quanto sta succedendo

sabato, 20 febbraio 2016, 21:34

di fabrizio vincenti

4-3-3: non è il modulo di gioco della Lucchese. Ma i numeri delle persone in posti di responsabilità che, in due anni, sono ruotati sotto la presidenza Bacci. Quattro allenatori (Pagliuca, Galderisi, Baldini e Lopez), tre direttori (Rosadini, Russo e Galli, sia pure con compiti in parte diversi), tre responsabili del settore giovanile (Rosadini, Paolini e Bertacchini, con tre linee decisamente diverse di azione).

Volendola prendere a ridere, ci sarebbe da commentare che non ci si annoia. Che si conoscono tante persone sicuramente interessanti. Che il cambiamento arricchisce. Al netto dell'ironia, però, il quadro è disarmante. E somiglia molto da vicino a una pittura astratta. In cui nessuno, se non qualche iniziato a non si sa bene quale filosofia o altro, è in grado di decifrare.

L'esonero di Giovanni Lopez, in questo contesto, non può sorprendere. Siamo al cambiamento continuo, in cui quello che è stato deciso ieri viene abbandonato. Magari per riabilitare situazioni e soggetti del passato. A suo tempo allontanati in malomodo. Bene non scordarsi, tanto per dire, i tre mesi abbondanti di ferie di Rosadini nella scorsa stagione, a un passo da essere rimesso in pista prima dell'arrivo di Giovanni Galli. Ora potrebbe essere la volta di Francesco Baldini, letteralmente gettato a mare, anche in malo modo, solo pochi mesi fa. 

Di certo le giustificazioni addotte dal presidente Bacci nell'esonerare Lopez non convincono. Che il gruppo si sia sgretolato sul nome dell'allenatore, che gli allenamenti fossero troppo blandi, che la china fosse tracciata non ci sembra stia in piedi. Delle due, l'una: o siamo di fronte a un gruppo di giocatori che scaricano allenatori alle prime incomprensioni, e sarebbe il secondo in pochi mesi, gravissimo; oppure non regge. Gli stessi giocatori solo poche settimane fa parlavano di tranquillità ritrovata con Lopez, Bacci si sperticava in complimenti a tutti dopo la gara con la Spal, un mese fa, con i rossoneri che hanno offerto belle prestazioni almeno sino a dicembre. Senza considerare che Bacci si è più volte, anche di recente, vantato di aver portato Lopez. Scaricato anche lui. buttato, come si butta una carta di una caramella appena assaggiata. Addirittura imputandogli allenamenti blandi. Assurdo visto che Lopez è e rimane un serio professionista. Una bella persona. Forse anche troppo per il Porta Elisa di questo momento. 

Senza dimenticare che la società ha avallato l'acquisto di un centravanti voluto dal tecnico. Cosa è successo? Proprio gli acquisti hanno provocato una rottura? Non è dato sapere. Qualcosa ci sfugge. Prima di tutto la logica di quanto sta succedendo. Visto che la Lucchese si sarebbe salvata anche con Lopez. E allora che senso ha cambiare ora? Qualcuno pensa seriamente che questa squadra possa ambire nella sua mediocrità ai play off? E ancora: significa trovare un allenatore per la prossima stagione o un nuovo traghettatore per poi ripartire, ancora una volta da zero, in estate? Sarebbe una sconfortante tela di Penolope che tradisce una gestione non comprensibile. Almeno per i non iniziati quali siamo noi. Per non parlare del settore giovanile, più volte presentato come il vero futuro rossonero: quanto è stato investito, ripetiamo: investito, e dunque non messo in spese correnti, per le giovanili? 

La sensazione amara, amarissima è che non ci sia capo né cosa in tutto questo. Al netto dalla volontà, e gli va riconosciuta in totale onestà a Andrea Bacci di tenere in piedi la baracca. Non è poco, per carità. Ma non può bastare. E se ne stanno sempre più accorgendo i tifosi rossoneri, distanti dalla Lucchese ogni giorno di più. Scoraggiati. Amareggiati. Con la convinzione che qui non ci sia un progetto. Uno straccio di progetto. Che si vada per tentativi. Per inversioni a U. Per fascinazioni. E nulla più. Uscendo dallo stadio c'era chi ironizzava nel paragone tra Bacci e Zamparini, come mangiallenatori. L'imprenditore di Rignano ne deve fare di strada: sia come numero di allenatori esonerati,  ma prima di tutto come progettualità e risultati raggiunti. Ma davvero tanta strada. Troppa. 



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