Detto tra noi
martedì, 2 febbraio 2016, 15:39
di fabrizio vincenti
Chi si accontenta gode, recita un famoso adagio. E nella vicenda di mercato che ha interessato Filip Raicevic e che indirettamente ha visto coinvolta anche la Lucchese, ci pare sia andata proprio così. A giugno, se confermato, arriveranno, via Vicenza, 400mila euro, quale venti per cento del prezzo a cui la società veneta dovrebbe cedere al Napoli l'attaccante montenegrino. Sicuramente non pochi.
O forse sì, se si pensa che questo giocatore ha uno spessore importante. Non lo diciamo noi, lo sosteneva, tanto per dire, in conferenza stampa post match casalingo con i rossoneri, l'allenatore granata Colombo nel dicembre 2014. Raicevic ha mezzi fisici notevoli e non solo e siamo convinti che gli stessi gol di Forte dello scorso campionato, a vedere anche il ruolino di marcia precedente e successivo dell'attaccante ora al Teramo, sono stati frutto anche dal fatto di avere accanto una spalla come il montenegrino. Che c'è chi dice non abbia un caratterino facile, e che abbia qualche pausa di troppo. Ma siamo sicuri che darlo via, dopo avergli appeso un cartello svendesi per tutta l'estate scorsa sia stata la scelta migliore?
Crediamo proprio di no, in qualunque trattativa che si rispetti, chi vende valorizza quello che deve piazzare: non è successo così a Lucca. Dove le disgrazie di Raicevic, gol mangiati a parte, qualcuno incredibilmente, e qualche prestazione svogliata sono iniziate o forse finite a Carrara dove il presidente Bacci lo redarguì duramente per il comportamento tenuto in tribuna in occasione della partita con gli azzurri. Una sorta di licenziamento annunciato, per un giocatore che se poteva aver sbagliato, senza dimenticarsi però della giovane età, era uno dei pochi patrimoni della società. Niente da fare: a quel punto doveva fare le valigie e la scelta è stata accompagnata anche da un progressivo svilimento del suo valore. Un modo per tirarsi la zappa sui piedi da soli. O tagliarsi gli attributi per far dispetto alla moglie.
Come in effetti è stato, visto che Galli non ha potuto fare altro che sperare che in un'altra piazza Raicevic si rigenerasse incassando in quel caso parte della futura vendita, ma di fatto regalando o quasi il giocatore nell'estate scorsa, visto che era, si dice, praticamente senza mercato. A guardar bene, si poteva proporgli un contratto pluriennale, visto che era in scadenza, se non erriamo, sperando di rilanciarlo. E magari solo dopo darlo in prestito. Del resto contratti pluriennali ne sono stati fatti parecchi, all'interno di una filosofia, condivisibile, che cerca di valorizzare i propri giocatori per poi, semmai, rivenderli.
A Raicevic, però, questa opportunità non è stata concessa. Probabilmente andava solo ceduto, al limite anche svenduto. Il tutto mentre la Lucchese, pensando alla coppia di attaccanti della scorsa stagione, è ancora alla ricerca di almeno una punta affidabile. Siamo al terzo tentativo. E non ci sono garanzie sia quello giusto. Solo auspici. Di certo l'impatto di Forte, arrivato a gennaio dello scorso anno, fu diverso. Innegabilmente. Resta solo da incoraggiare i tre attaccanti, visto che vestono la maglia rossonera e sul piano dell'impegno non ci pare si possa muovergli appunti.
Ma pensando a cosa sta facendo Raicevic, e che il suo valore tecnico ci pare indiscutibile, ci viene spontanea la domanda: bastava il fatto che una parte della piazza lo criticasse per mandarlo via a tutti i costi? Non crediamo, altrimenti Fanucchi sarebbe dovuto essere sulla luna in questo inizio stagione. E sarebbe stato un altro danno. Raicevic, purtroppo, è una carta che è stata giocata male e su cui Galli ha potuto giusto mettere una pezza. Che, se non altro, non ha allargato il buco. Ma rimane il dubbio di aver davvero gettato un potenziale patrimonio. E dal presidente Bacci a cui nell'ottobre scorso ricordammo, tornando da Vicenza, che Raicevic era già un idolo di una piazza che ha avuto, tanto per dire, Paolo Rossi, ci sentimmo rispondere in sala stampa con la consueta vena ironica: "Che non capisco nulla di calcio, si sa". Come si dice? Ah, sì: riconoscere i propri limiti è il primo passo.
sabato, 2 maggio 2026, 09:21
C'è un'immagine che conserviamo con emozione della serata di Agliana dove la Lucchese ha centrato la vittoria in Supercoppa di Eccellenza, un trofeo, si dirà, dal sapore platonico. Eppure, ci pare, che a nessuno piaccia perdere, e comunque resta una coppa che arricchisce la bacheca del club.
martedì, 14 aprile 2026, 11:01
E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider.
sabato, 4 aprile 2026, 17:26
Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.
martedì, 24 marzo 2026, 07:55
Il campionato è ormai al suo epilogo, ci sarà modo di analizzarne l'andamento a bocce ferme, quando la matematica decreterà il suo verdetto, ed ormai sembra davvero questione di poco, di pochissimo. Ma sin da ora crediamo ci sia invece di parlare del futuro rossonero.