Detto tra noi
giovedì, 31 dicembre 2015, 16:50
di fabrizio vincenti
Carrarese, fuori; Spal, in casa; Lupa Roma, fuori; Maceratese, in casa; Siena e Prato fuori: sei gare, le prossime, che ci diranno cosa vale la Lucchese. A metà febbraio, calendario alla mano, si capirà che tipo di campionato attende i rossoneri, che sinora ne hanno disputati almeno tre. il primo estivo, tra qualche attesa di troppo, il secondo, sino all'autunno inoltrato, semplicemente da incubo, il terzo da treno a alta velocità. Targato non Trenitalia o Italo, ma Giovanni Lopez.
Ora, a conti fatti, questo 2015 si chiude, a nostro avviso, con un 6,5 di voto. Frutto appunto di una media tra le tre fasi della stagione. Altro discorso, naturalmente, la prima parte dell'anno coincisa con lo scorso campionato, dove i rimpianti per quello che poteva essere e non è stato sono evidenti. A partire dalla mancata conferma di mister Galderisi, entrato non a caso nel cuore di tutti o quasi. Una scelta palesemente errata.
Tutto è però ormai alle spalle, inutile tornarvici sopra, semmai c'è da guardare con attenzione a questo mese e mezzo, perché, come ha sottolineato Galli nell'ultima conferenza stampa, per ora siamo a un sogno da "idioti", ma che potrebbe non esserlo del tutto in prospettiva. Parliamoci chiaro: il campionato è di una evidente mediocrità, squadre con il turbo non se ne vedono, per quanto, alla lunga, la Spal dovrebbe farcela. Per tutto il resto, però, c'è grande incertezza. Basti pensare che la Lucchese, senza quello scellerato finale di gara a Pisa, sarebbe a tre soli punti da i nerazzurri che covano giustamente sogni di gloria dall'alto del loro terzo posto. Il quarto, addirittura, è a sette punti dai ragazzi di Lopez.
Morale: se la Lucchese dovesse continuare a un ritmo elevato, e queste sei gare ci diranno quanto, gli obiettivi potrebbe essere ambiziosi. Altrimenti, ci sarà solo da rientrare nei ranghi, sperando naturalmente che si eviti il peggio, ovvero che i punti nel carniere tornino a essere talmente pochi da risospingere i rossoneri verso il baratro. Sei gare per capire cosa vale la Lucchese. Sapendo che, intanto, un primo rinforzo di qualità è arrivato: per Stefano Botta parla il curriculum, sicuramente non da Lega Pro. Dovessero arrivare altri due-tre innesti giusti perché precludersi, sia pure senza illusioni-delusioni, dentro le quali i tifosi rossoneri affogano da troppo, lo sfizio di qualche piccolo sogno da coltivare?
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Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.
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