Detto tra noi
mercoledì, 1 ottobre 2014, 18:55
di fabrizio vincenti
Quello che è stato firmato oggi tra Lucchese e Comune è molto di più di un pezzo di carta. O di un banale accordo. E', prima di tutto, un passo in avanti concreto per arrivare a concepire un diverso uso degli stadi. Non sarà la perfezione, e il presidente Bacci, con una tempistica che ci lascia perplessi, lo ha voluto sottolineare, rinviando, inutilmente la firma per la convenzione del Porta Elisa,
L'idea che si sia firmata una convenzione per otto anni, arriverà infatti sino al 2022, è di per sé una importante novità. Che consente alla Lucchese di programmare l'uso dello stadio per un certo lasso di tempo, che gli consentirà, se i suoi dirigenti vorranno o potranno, di far fruttare dall'uso dello stadio stesso risorse per, se non altro limitarne i costi di affitto. Pensiamo a concerti e altre manifestazioni che possono portare denaro. Ma anche a qualche forma di ristorazione che potrebbe rendere vivo il Porta Elisa ben oltre le poche ore della gara. La sociietà sta investendo non poco nello stadio, non lo dimentichiamo. Basta fare un giro per rendersene conto.
Se l'accordo è stato raggiunto, dopo molti mesi di rapporto burrascosi tra l'amministrazione comunale e la società rossonera, crediamo vada riconosciuto il merito, oltre che ai dirigenti della Lucchese che ci si sono impegnati in prima persona, anche all'assessore Celestino Marchini. Lo sapete bene: non siamo per nulla teneri con questa giunta e questo sindaco. Sono per noi inadeguati per il difficile incarico a cui sono stati chiamati. Ma se i problemi vengono risolti, giù il cappello.
E Marchini sta unendo due aspetti importanti in questi pochi mesi in cui è stato nominato assessore. Competenza e passione. Passione per la sua attività civica ma anche per la Lucchese, che non ha mai nascosto ed è doveroso rendergliene merito in una città dove chi è tifoso della Lucchese pare parta ad handicap o perlomeno c'è chi, se ha posti di potere, fa di tutto per nascondere la fede rossonera. Una delle tante anomalie lucchesi. Marchini, no. E' tifoso e lo dice e si presenta allo stadio praticamente sempre, non come l'attuale sindaco di Capannori, per dirne uno, solo in occasione della recente campagna elettorale a mo' di vetrina, forse dovendo chiedere ai vigili urbani dov'era lo stadio, tanta poca era la familiarità con il Porta Elisa.
Pazientemente, senza proclami, preferendo stare zitto in talune circostanze che avrebbero potuto surriscaldare gli animi, Marchini sta lavorando per lo sport e per la Lucchese. L'accordo sottoscritto non sarà il migliore del mondo, forse sarà anche troppo oneroso per la Lucchese, almeno secondo alcuni, ma sta di fatto che è un accordo, dopo anni di promesse e mesi di guerre. E' un primo passo perché la Lucchese torni a essere un pezzo (importante) della città. E se d'ora innanzi, una volta terminato il patetico teatrino, ormai agli sgoccioli, per il settore dei disabili si parlerà solo di calcio e vicende affini e non più di convenzioni e altro, sarà anche per merito suo.
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