Detto tra noi
giovedì, 13 marzo 2014, 12:42
Quanto troverete di seguito è il resoconto di una giornata speciale passata dai tifosi della Spal. Tra i più acerrimi avversari dei rossoneri, eppure, come leggerete, difficile per un sostenitore della Lucchese non risconoscersi in quelle emozioni, in quella voglia di ritornare ad essere comunità, di vivere emozioni e ricordi che devono intrecciare le generazioni e non dividerle. Ce la faremo mai a riprenderci queste emozioni? Magari la lettura di questa giornata a tinte biancocelesti può essere un'occasione per riprendere un cammino. Da parte nostra, una volta tanto, non aggiungiamo commenti. Vi lasciamo alla lettura. E alla magia del calcio.
I ragazzi della Curva Ovest si meritavano una giornata simile. Una serata così magica, emozionante, intensa. Una vittoria nel derby, con l’aggiunta di un rigore parato da Menegatti nell'unica occasione nitida concessa al Rimini. Una coreografia imponente, che nulla aveva da invidiare a quelle - comunque bellissime - degli anni d'oro. Il ritorno di "pezze" e stendardi storici, rispolverati per l'occasione (e issati a bordo campo già dal pomeriggio, prima della gara; ndr): tanti, tantissimi, da non trovare più spazio e prendersi anche una fetta della gradinata. E su uno spicchio, ridottissimo, della gradinata stessa, ecco i 100 e poco più riminesi, una macchia in confronto al muro, "The wall", biancazzurro che occupa come raramente accaduto (almeno negli ultimi 10-15 anni) la Ovest.
Sarà una serata da incubo per i tifosi romagnoli, arrivati in ritardo, accolti dai fischi, annicchiliti a livello di tifo, sconfitti in campo, arrabbiati con i loro giocatori al fischio finale e salutati dall'ennesimo "Romagna mia" al momento di lasciare lo stadio. Se la meritavano, scrivevamo, una nottata così i ragazzi della Ovest. Perchè in questi anni le hanno dovute digerire tutte, ma proprio tutte, senza mai mollare: fallimenti, rinascite, sconfitte brucianti e incomprensibili. I tanti play off mai vinti, i play out persi, le retrocessioni; giocatori poco attaccati alla maglia, altri che purtroppo la maglia l'hanno disonorata, alcuni che invece l'hanno portata con orgoglio. E poi i presidenti assenti, presidenti che se ne vanno, presidenti che non sono mai arrivati. La serie D, le trasferte su campi parrocchiali. E loro, con orgoglio, a dire "Siamo di un altra categoria".
Sì, se la sono meritata una serata così: perchè è un premio che anche se non ripaga di tante delusioni e ferite che ancora bruciano, forse rappresenta il giorno della definitiva rinascita di un movimento che non ha mai spento il proprio fuoco della passione, anche nei giorni più neri. 4591 spettatori: record di presenze stagionale, un entusiasmo straordinario, coinvolgente. Grandi, piccini, ragazzi, ragazze. La Ovest stra-stra-stra piena. L'appuntamento è di quelli storici, con la festa dei 40 anni del movimento ultras a Ferrara. Coreografia da brividi, con i ragazzi che oggi compongono il direttivo della Curva fianco a fianco con quelli non pù giovanissimi che la Ovest l'hanno fatta grande in passato. Quattro generazioni unite dal filo conduttore di una passione senza eguali: tutti a sgolarsi, in balaustra ed a cavalcioni delle ringhiere divisorie dal campo, per dare istruzioni a migliaia di mani e occhi: tutto deve funzionare alla perfezione. Lo striscione "Non sarai mai sola" viene alzato poco sopra i gradini più bassi della Curva, lasciando per una volta spazio a tutti gli stendardi storici di cui abbiamo già raccontato. Poco più sopra tante strisciate di nastro argentato a coprire la parte centrale, migliaia di palloncini attorno e le aste che sollevano enormi lenzuoli a comporre la scritta "1974-2014", gli anni della Curva. Uno spettacolo.
Della prestazione canora, maestosa, della Ovest già abbiamo detto: qualcuno racconta che l'eco delle esultanze dei gol sia arrivato sino in zona Castello. In Curva è entusiasmo puro, abbracci, salti, c'è chi sfida le vertigini e si arrampica sulle ringhiere per toccare Fantoni e Varricchio. Poi ci sono le diapositive di una serata piena di momenti intensi ed emozionanti: i cori per Luciano Garbini, quelli di e per i "gemellati" di Ancona, lo striscione in ricordo di un tifoso del Bologna scomparso in settimana, quello di "Curva Ovest per #Vialadivisa" ed un altro che ricorda a tutti il senso di amicizia e unione che accompagna i 40 anni della Curva.
Poi i volti noti di Capecchi, Marchini, Marcolini, Primizio. E quello, sorridente ed emozionato, della famiglia Colombarini, Simone ed Elisa, sommersi dall'affetto di tutta la Curva. Cantano, saltano, esultano per tutto il primo tempo, e lasciano a malincuore il settore all'intervallo per raggiungere la tribuna autorità. Non senza aver prima partecipato al "poromperoppopero": sarà il primo di tanti, l'ultimo, al fischio finale, è con i giocatori sotto la Campione. I gradoni vibrano. Tanti auguri Curva Ovest, 40 anni e non sentirli.
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