Detto tra noi
mercoledì, 11 settembre 2013, 15:33
di fabrizio vincenti
Buoni e cattivi. Buoni naturalmente tutti da una parte. Cattivi dall'altra, quella che governa la Lucchese. E serve un cambiamento drastico. Tutti in montagna. come i partigiani. Perché con questi non c'è margine: si deve arrivare a prendere la società. Tutta. Ci siamo trovati all'ultima riunione di Lucca United, e ce ne siamo venuti via sconfortati. Al punto di non aver avuto la forza nemmeno di intervenire nel dibattito sviluppatosi nell'incontro.
Al quale erano presenti tifosi storici, gente che la Lucchese la porta nel cuore, siano essi impiegati, operai, pensionati, giornalisti o attuali dirigenti della Lucchese. Lo sappiamo bene. Il cliché è presto detto: il clima di totale scoramento è stato creato da questa società, che ha fatto peggio di chi l'ha fatta fallire. E di fronte all'apatia generalizzata, alle presenze in netto calo allo stadio, che peraltro contrastano con il dato fornito domenica scorsa, dunque è per definizione taroccato, non resta che la montagna in attesa della grande rivincita. Quando questa banda di incapaci per non dire di peggio sarà stata sommersa dal loro fallimento.
A quel punto Lucca United sarà pronta a fare la sua parte e prendere anche oltre la metà della società. I buoni sono anche nella società, ma non contano, sono stati marginalizzati dai cattivi, alcuni dei quali vantano anche beneremenze rossonere, delle quali forse si vantano un po' troppo, ma gli altri? Gente nemmeno del posto. Tra i vecchi come tra i nuovi. Gente che sino a due anni fa non andava nemmeno allo stadio. Per non parlare di Andrea Bacci, fiorentino e che tifa la viola e che nemmeno l'esordio contro il Coreglia si è andato a vedere. Che fosse viola anche Maestrelli è un dettaglio. Meglio Mario son sodo che è lucchese doc. Non conta se farà bene o male.
La destinazione futura è l'azionariato popolare, con il consenso del Comune, che è buono e capisce chi fa tifo disinteressatamente. E dà la sua benedizione. Ci mancherebbe. Il futuro è di una società di tifosi che racconta in giro i dialoghi tra i calciatori, che fanno a gara sul numero di trasferte effettuate, che dirige il settore giovanile. il futuro è di questo azionariato popolare. E noi non riusciamo a trovarci in questo schema. Con grande rammarico e con la convinzione che lo spazio per i tifosi che controllano la società dall'interno debba essere una condizione da mettere sul tavolo di qualunque compagine sociale. Lo continuiamo a credere.
Dunque anche, naturalmente, con quella di Andrea Bacci e compagnia, a cui, lo ripetiamo per gli eventuali lettori animati da cattivi pensieri, non faremo sconti. Continuiamo a credere che debbano essere incentivate le condizioni per dare spazio ai tifosi e ascoltare le loro esigenze. Mai creduto al tifoso-cliente. Mai, forse a differenza di chi auspicava anche centri commerciali a servizio dei supporter rossoneri appena usciti dallo stadio. I consumatori e i clienti, nel calcio, sono termini che non ci piacciono. Ma alla favola dei buoni tutti da un parte e dei cattivi dall'altra non abbiamo mai creduto. Né oggi, né ieri, né domani. Qualcuno ha il coraggio di uscire dalla logica buoni contro cattivi (e vale naturalmente in tutte le direzioni)? Qualcuno ha la forza di pensare che il muro contro muro fa solo danni? Se ci sono, dovunque essi siano, ne saremo lieti. Di veleni, sospetti, miserie; come di buoni e di cattivi ne siamo pieni.
sabato, 2 maggio 2026, 09:21
C'è un'immagine che conserviamo con emozione della serata di Agliana dove la Lucchese ha centrato la vittoria in Supercoppa di Eccellenza, un trofeo, si dirà, dal sapore platonico. Eppure, ci pare, che a nessuno piaccia perdere, e comunque resta una coppa che arricchisce la bacheca del club.
martedì, 14 aprile 2026, 11:01
E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider.
sabato, 4 aprile 2026, 17:26
Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.
martedì, 24 marzo 2026, 07:55
Il campionato è ormai al suo epilogo, ci sarà modo di analizzarne l'andamento a bocce ferme, quando la matematica decreterà il suo verdetto, ed ormai sembra davvero questione di poco, di pochissimo. Ma sin da ora crediamo ci sia invece di parlare del futuro rossonero.