Detto tra noi
martedì, 13 agosto 2013, 16:50
di fabrizio vincenti
Gironi fatti, calendari pure. Si parte. Anche se mancano ancora venti giorni o poco meno, è sempre più aria di campionato per la Lucchese. E all'appuntamento con il Montichiari, prima trasferta stagionale in quel di Brescia, i rossoneri stanno iniziando ad arrivarci nel migliore dei modi. La squadra, dopo qualche penare e qualche incertezza, sta prendendo forma. L'arrivo di Tarantino in attacco non è la ciliegina per il solo fatto che probabilmente non sarà l'ultima mossa in entrata nel reparto offensivo, ma è un ritorno che dà sostanza e anche forma. Tarantino non è giocatore da queste categorie, lo scorso anno in altri palcoscenici, fu protagonista e mise a segno dieci gol. Può divenire davvero l'elemento in più di questa Lucchese. Nella sua prima uscita all'Acquedotto, ci hanno colpito i calci da fermo: tre corner micidiali, tre potenziali assist per gol. Davvero il bentornato a un giocatore che ricordavamo tra quelli più sotto choc dopo la gara che ha segnato le sorti rossonere per almeno un decennio, quella con la Triestina e del famoso quanto maledetto palo su rigore di capitan Carruezzo. Vorremmo riprendesse da lì e ci riconducesse, per quei sentieri a volte insondabili che ci riserva il destino, in altre categorie.
Mister Pagliuca, nel frattempo, sta plasmando la sua squadra. La stressa. La incita. La costringe a migliorarsi. E' un martello, basta vederlo in allenamento. Non giureremmo che riuscirà a fare tutte le gare in panchina, a esser sinceri. Ma le sta dando volto e anima. E anche gioco. Contro il Tuttocuoio, l'avversario di categoria maggiore sinora incontrato, ci è piaciuta molto di più la sua Lucchese, per quanto deboluccia in avanti. Ma ancora non era arrivato Tarantino che, come detto, non dovrebbe essere l'ultimo rinforzo in attacco. Pronostici? Nemmeno per sogno. Siamo scaramantici, ma una cosa la diciamo, anche alla luce della composizione del girone: la Lucchese deve provarci sino all'impossibile. La squadra, a nostro avviso, è più forte di quella dello scorso anno. Crediamoci.
Due note a margine, anzi tre, sulla società. Partiamo dalla carezza: i prezzi scelti per gli abbonamenti sono a nostro avviso ottimi. Si è dato un chiaro segnale di apertura in un momento di difficoltà economica che tocca tutti. E' un segnale che non può che essere letto positivamente. E che speriamo sia colto dai tifosi. Bravi. Meno bravi, invece, sulla scelta di mettere a pagamento la gara contro i ragazzi dello Spezia all'Acquedotto. Anzi, bravi per niente. Un vero e proprio autogol per molti motivi. A partire dal fatto che quello è uno spazio pubblico, per continuare con il fatto che mai le amichevoli della prima squadra all'Acquedotto sono state messe a pagamento e ci è sembrata inopportuna la scelta in un momento comunque non semplice nei rapporti con parte dei tifosi. Una gaffe. Serva di lezione anche a chi ha mal valutato il tutto per poche centinaia di euro in cassa. Senza dimenticare le responsabilità del Comune che ha dato un impianto non a norma, Saltocchio, per le amichevoli. Per fortuna è il fiore all'occhiello degli impianti comunali. Una risata li seppellirà.
Terza e ultima nota. La Lucchese e Lucca United sono tornati ad annusarsi. Ci sono stati momenti molto difficili e alcune posizioni a nostro avviso inspiegabili, quanto a durezza, da parte della cooperativa dei tifosi. C'è ancora tensione, ma qualche lieve segnale, in mezzo a rimbrotti reciproci, c'è. Ci auguriamo che tornino a parlarsi. Senza spirito da crociate davvero fuori luogo e degne di miglior causa, ma anche senza prevenzioni. Ci vorrà tempo. Lucca United senza la Lucchese è altra cosa rispetto a quella per cui è nata; e la Lucchese, senza Lucca United, perde una bella occasione per rinsaldare il legame con una parte della tifoseria migliore. Niente avvoltoi, ma nemmeno falchi. In questa situazione servono colombe. Sarà un vantaggio per tutti.
sabato, 2 maggio 2026, 09:21
C'è un'immagine che conserviamo con emozione della serata di Agliana dove la Lucchese ha centrato la vittoria in Supercoppa di Eccellenza, un trofeo, si dirà, dal sapore platonico. Eppure, ci pare, che a nessuno piaccia perdere, e comunque resta una coppa che arricchisce la bacheca del club.
martedì, 14 aprile 2026, 11:01
E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider.
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Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.
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Il campionato è ormai al suo epilogo, ci sarà modo di analizzarne l'andamento a bocce ferme, quando la matematica decreterà il suo verdetto, ed ormai sembra davvero questione di poco, di pochissimo. Ma sin da ora crediamo ci sia invece di parlare del futuro rossonero.