Detto tra noi

La commedia degli equivoci

lunedì, 1 luglio 2013, 18:59

di fabrizio vincenti

Tre indizi sono una prova. Bastava pensare al fatto che il Comune avesse indetto la conferenza stampa soli 45 minuti dopo l'inizio dell'incontro con il duo Giannecchini e Bacci, che nei giorni scorsi erano filtrate da palazzo Orsetti veline che dipingevano come molto complicata la situazione, e, infine, vedere la faccia funerea del sindaco in palazzo Orsetti per capire che di accordo non se ne parlava nemmeno. La molla non è mai scattata. E non poteva scattare. Per tante ragioni. A partire da quella politica, bene dirlo, visto che l'attuale sindaco vive la presenza dei renziani come una minaccia alla stabilità della sua giunta. Renzi belzebù. Un'ossessione. Ci sarebbe giusto mancato il presidente della Lucchese, intimo del sindaco fiorentino. E poi è una questione di pelle. I due sono agli antipodi. Con in comune una certa permalosità. Sarebbero serviti mediatori professionisti, ma la corda dei rapporti, evidentemente, era già lacerata.

Probabilmente anche grazie a chi ha colpevolmente sparso, contando magari sui buoni uffici in Comune, sale sulle ferite, prefigurando scenari catastrofici, arrivi dei nuovi unni a Lucca, sotto forma di folli speculatori. O quanto meno di personaggi la cui presenza in città non era chiara. Come se avessero fatto a botte i lucchesi per accapararrarsi la società rossonera. La realtà era che di pretendenti, tre in tutto, residenti a Lucca, nemmeno l'ombra. E'  arrivato Bacci e nemmeno ha fatto in tempo a spiegare i programmi che subito è stata una caccia ai difetti. Non sappiamo quanti ne abbia, per il momento non abbiamo fatto in tempo a contarli, tanto è stato forte il fuoco di sbarramento. Forse non faremo nemmeno in tempo a farci un'idea, se confermerà la volontà di disimpegno. 

L'equivoco di fondo più grande, però, sta nel fatto che la Lucchese aveva la pretesa, talvolta mal veicolata, di essere un valore aggiunto per la città; in Comune, ma non solo lì, la Lucchese è tollerata a malapena. A volte letteralmente schifata. Di sicuro non ha amici nella giunta, al limite occasionali compagni. Altra cosa magari in consiglio, ma non basta. Lo diciamo dopo un anno di permanenza di Tambellini e company, non sulla base degli ultimi eventi. Il saldo è totalmente negativo. Elencateci, se siete in grado di dire, una sola occasione - non elargizioni di denaro si badi bene, quello semmai serve per risistemare il campo nomadi o pagare le bollette o ancora gli psicologi del teatro del Giglio -nella quale è stata spesa una parola o un gesto a favore della Lucchese. Se non credete a noi, fatevi una rassegna stampa, in modo da evitare di farvi prendere per i fondelli da chi, impunemente, difende l'operato di questa giunta sul tema della Lucchese. Ripetiamo: riavvolgete il nastro di questi dodici mesi. Osserverete una pellicola mai impressa. 

In realtà un impegno è stato mantenuto, o meglio ribadito oggi, lo sconto delle stratosferiche bollette. Probabilmente se Bacci non avesse alzato la voce, nemmeno quello sarebbe stato fatto. La realtà dice che ben prima di oggi i rapporti sono stati tesi e l'unico canale aperto dell'amministrazione comunale è stato tenuto verso i tifosi, in particolare verso Lucca United. A cui talvolta è stato chiesto un ruolo di mediazione che ha rischiato di metterla in mezzo ai contendenti. A nostro avviso l'attenzione verso la cooperativa dei tifosi, da parte del Comune, ha avuto un aspetto strumentale, proprio per tenersi buona una delle realtà migliori degli ultimi anni di travagliate gestioni rossonere. Oggi ne abbiamo avuto una conferma, proprio mentre arrivavano le bastonate unite alle lacrime di coccodrillo del sindaco e del suo delegato allo Sport. E' stato tutto un equivoco. Rimane da capire come se si uscirà da questa commedia degli equivoci. La gente è stanca. E anche noi. Il fallimento del sindaco non diventi, ancora una volta, quello della Lucchese.

 

 



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