Detto tra noi

Niente appello, siamo lucchesi

lunedì, 1 aprile 2013, 10:34

di fabrizio vincenti

Bene hanno fatto Bruno Russo e capitan Aliboni a sottrarsi all'inevitabile domanda di fare un appello ai tifosi rossoneri in vista del match spareggio contro il Tuttocuoio. Se per il direttore, lucchese adottivo sia pure a suo modo, è una conferma, sorprende positivamente l'uscita del perno del centrocampo di mister Innocenti. Significa che in poco più di un anno di permanenza a Lucca ha capito lo spirito del tifoso rossonero.

 Il lucchese, che segue la Pantera, ma se vogliamo un po' tutta la città, è così. Bugna, talvolta sparla, storce la bocca nel ricordo di tempi che forse non torneranno più, è laureato in dietrologia, finge distacco, ma il lunedì, quando lo incontri per strada, anche se non è stato alla partita, sa già tutto su come è andata. Magari per il gusto di dirti: "Ho fatto bene a non venire, visto?". E' refrattario agli appelli e alle adunate generali, essendo sostanzialmente un inguaribile individualista e pessimista. Ma è lo stesso che, quando c'è da stringere i denti, come per miracolo, riempie lo stadio, prende la macchina e se ne va in giro per l'Italia. Senza enfasi, senza la banda musicale, verrebbe da aggiungere, come magari fanno in alcune città vicine. Ma c'è. Potremmo citare decine di casi.

A memoria, d'istinto, ci viene in mente, toccate ferro, San Giovanni Valdarno, con Gigi Simoni in panchina e sull'altra quel Piero Braglia poi finito anche su quella rossonera. Una gara persa, o meglio pareggiata ma persa per la necessità assoluta di una vittoria per accedere ai playoff, dal tecnico emiliano che si intestardì nel lasciare in panchina Toni Carruezzo e Lulù Oliveira. Due che potevano risolvere la gara in ogni istante. Sugli spalti, in una giornata assolata, una curva totalmente colorata di rossonero. Da giorni la città era in movimento e, come sempre, rispose alla grande, riservando tanto calore alla squadra. Giovani e meno giovani, tutti insieme. Perché la Lucchese aveva bisogno di tutti loro.

Contro il Tuttocuoio, siamo sicuri, il pubblico rossonero risponderà ancora una volta. Magari, accompagnando la decisione da un non mai abbastanza scaramantico, "andiamo, ma la vedo dura". Contro i neroverdi, ci vorrà tanto incitamento e tanto calore, per una finale che potrebbe non essere l'ultima. I giocatori faranno la loro parte, anche se sappiamo che non sarà per niente una passeggiata. Con il giusto spirito, vedi gara di andata, l'impresa è possibile. Noi ci crediamo. E con noi pensiamo tanti tifosi che coloreranno l'impianto dove verrà disputato il match, facendo sentire a casa i rossoneri. Ma, per favore, niente appello: siamo lucchesi. 



Altri articoli in Detto tra noi


sabato, 2 maggio 2026, 09:21

Hanno vinto tutti

C'è un'immagine che conserviamo con emozione della serata di Agliana dove la Lucchese ha centrato la vittoria in Supercoppa di Eccellenza, un trofeo, si dirà, dal sapore platonico. Eppure, ci pare, che a nessuno piaccia perdere, e comunque resta una coppa che arricchisce la bacheca del club.


martedì, 14 aprile 2026, 11:01

Il secondo mattone

E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider.



sabato, 4 aprile 2026, 17:26

In memoria di un gentiluomo in rossonero

Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.


martedì, 24 marzo 2026, 07:55

E' il momento di scrivere il futuro

Il campionato è ormai al suo epilogo, ci sarà modo di analizzarne l'andamento a bocce ferme, quando la matematica decreterà il suo verdetto, ed ormai sembra davvero questione di poco, di pochissimo. Ma sin da ora crediamo ci sia invece di parlare del futuro rossonero.