Rubriche : l'osservatore romano

La Pantera, la sindrome di Calimero e i… tifosi

lunedì, 2 novembre 2015, 16:20

di andrea pasqualitti

Per chi come me, ha passato gli anta, e andava a letto dopo Carosello da bravo bambino, andava in onda una pubblicità (ancora non si chiamavano spot) ed erano veri e propri episodi a puntate, con registi di primo piano e attori di grosso calibro ad interpretarli, ma l'attuale situazione della Pantera, mi ha fatto venire alla mente, di uno con personaggi animati, di un sapone in polvere, molto famoso all'epoca, dove un anatroccolo nero di nome Calimero, aveva nella sua frase preferita, il vero succo della pubblicità "io sono piccolo e nero".

Seguo la Lucchese da ormai 10 anni, pensavo ogni anno che passava ahimè di aver visto il peggio, come quando nel brindisi di Capodanno, quasi tutti dicono ... l'anno prossimo sarà migliore e sarà meglio... personalmente sto ancora aspettando. Nelle ultime settimane, causa lavoro e problemi familiari ho seguito parzialmente gli accadimenti e le partite, ma mi ero ripromesso di vederla di nuovo dal vivo, prima di scrivere di nuovo. Sabato ero a Santarcangelo, sinceramente per 15/20 minuti ho visto in campo la Pantera, forse un poco sbiadita, ma abbastanza in sée da pensare che non le avremmo prese, per i rimanenti 70/75 minuti è stata straordinaria la trasformazione nel brutto anatroccolo Calimero dove tutto e tutti come nella famosa pubblicità, i giocatori si assuefacevano al noi siamo piccoli e neri. 

La squadra malgrado una bella giornata di sole, si è squagliata/sfaldata come neve al sole, non si è mai tirato in porta. I senatori (ormai diventa anche difficile chiamarli tali) sono la delusione più grande di questo inizio di stagione, non hanno mai inciso e anzi hanno regredito alle prime difficoltà, i nuovi baldanzosi giovanotti ingaggiati da Giovanni Galli erano in campo con la loro bella magliettina color bronzo: color oro mi sembrava esagerato, che data la bellezza hanno pensato bene di non sporcarla e di non sudarci, tranne qualche rarissima eccezione.

Il secondo tempo è stato "aberrante" per chi era in tribuna dalla parte dei rossoneri, sopratutto per chi come quella trentina di solitari tifosi al seguito, continuava bandiere al vento a seguirla, ecco oggi, non voglio entrare in polemica, su chi ha sbagliato, presidente, direttore generale, allenatore precedente, giocatori: oggi sarebbe da buttare quasi tutto e sperare che il famoso capodanno sia domani e quindi si apra il mercato di riparazione, vedendo ancora un po' di luce in classifica per l'ennesima rimonta.

Oggi voglio parlare dei tifosi, l'unica cosa bella e duratura della Pantera, tutto passa, giocatori, allenatori, presidenti, il vero valore aggiunto sono loro i veri tifosi della Lucchese, quelli che con la pioggia, il vento, il sole, i fallimenti, le delusioni in serie sono sempre vicini alla Pantera. Oggi più che mai bisogna farsi sentire con il tifo e la prossima partita con il Pontedera, dico un assurdo, è più importante in questo momento che il derby con gli odiati pisani, il Porta Elisa dovrà ribollire, ai giocatori dovranno tremare le gambe nel senso positivo e dovranno finalmente sentire che cosa vuol dire essere rossoneri in campo.

Ora basta: le mura, la bella città, i comics, i social newtork, voi siete giocatori della Lucchese, se avete gli attributi tirateli fuori almeno se non per il rispetto che dovreste avere per voi stessi, almeno per chi vi segue e ama questi colori da una vita con passione e abnegazione. La mia preghiera, farò di tutto per esserci, ma unite le forze tifosi lucchesi e dimostrate a questa squadra che in difetto sono loro, non diamo l'alibi di dire: "c'è poca gente allo stadio, la città è fredda nei nostri confronti" e varie amenità del genere. In condizioni normali la Pantera sbranerebbe Calimero!!!!! facciamo che diventi realtà. Forza Pantera Sempre.



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