Rubriche : l'osservatore romano
lunedì, 21 settembre 2015, 19:15
di andrea pasqualitti
Siamo qua ha commentare la trasferta di Macerata, non prima però di fare un accenno alla situazione aberrante in cui ci siamo trovati; lo stadio si trova praticamente in centro città, non ci sono vie di accesso e parcheggi, gli spettatori locali e quella decina di eroi partiti da Lucca, costretti a parcheggiare vicini, divisi solo da un nastro giallo ed un cartello con scritto "tifosi locali, tifosi ospiti" alla faccia della sicurezza e delle norme della tessera del tifoso, per non parlare di quello che abbiamo dovuto sopportare per arrivare in "tribuna stampa" se così si può chiamare.
Praticamente una cabina del telefono matrimoniale, ed altri disservizi che non sto ad elencare ahimè per me che sono di origini marchigiane, nemmeno a nocera e gela avevamo assistito ad un'organizzazione da terzo mondo, questo tanto per la precisione e per far capire che se poi gli stadi sono vuoti qualche motivo c'è.
Veniamo ora alla partita, riallacciandomi al discorso trasferte, questo punto lo dobbiamo considerare come il bicchiere mezzo pieno, perchè tornando al nostro recente passato, queste partite per come si mettevano, le abbiamo sempre perse, sopratutto da Roma in giù. Sicuramente avendola vista dal vivo, su un trespolo di panca di legno in tribuna, dopo i primi venti minuti in cui la Maceratese non aveva passato la metà campo e sopratutto dopo il lampo di Fanucchi, pensavo ad un esito diverso.
Probabilmente i ragazzi ancora non si sono calati al 100% in questa realtà, dovendosi amalgamare come gruppo, è mancata una buona dose di cattiveria, il cinismo mostrato con la Lupa Roma, mano a mano che passavano i minuti è andato a spegnersi e a mio modesto parere la squadra è ancora troppo Mingazzini dipendente, se si ferma o non gioca a mille ne risentono tutti dalla difesa al centrocampo all'attacco, dimostrazione è che nel primo tempo Pozzebon non ha toccato un pallone, ci sono ragazzi che hanno qualità, a partire da Fanucchi, ma è ancora troppo al di fuori del meccanismo, spesso e volentieri si estranea dalla partita.
Calcagni e Nolè corromo e sgobbano senza soluzione di continuità, ma spesso non basta, Il gioco senz'altro si vede e la mano di Mister Baldini è sempre più presente, si gioca palla a terra, si pressa, si velocizzano le azioni, sopratutto per questo e vedendo che la Maceratese in casa non perde da quasi 50 partite, il risultato era gioco forza quello. Avanti così comunque, visto che nel girone a parte tre o quattro formazioni attrezzate per salire di categoria e almeno un paio che saranno condannate alla retrocessione, le altre tra cui i rossoneri, formano un gruppone, da cui potrà scaturire di tutto, nel bene e nel male. Forza Pantera Sempre
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