Rubriche : la lettera
domenica, 19 ottobre 2014, 18:50
di andrea palazzoni
Seguo con preoccupazione l'attuale situazione della Lucchese e provo a dire la mia non senza preliminarmente fare quella che ritengo una necessaria, ancorché amara, premessa. Lucca e la Lucchese per tradizione sportiva, per la bellezza della città, per l'importanza del suo tessuto industriale e per la passione, anche attualmente dimostrata, dei suoi sportivi e tifosi meriterebbe di stare in B e di fare qualche puntatina, ogni tanto, in serie A ed invece ci troviamo in fondo alla classifica in C con evidenti difficoltà, allo stato attuale, in una categoria dove altre realtà, espressioni calcistiche di paesi e città molto piu' piccoli e con meno tradizione sportiva di Lucca (tuttocuoio, pontedera, carrarese, renate, giana erminio tanto per citarne alcune) ben figurano ed egregiamente si difendono. Lucca meriterebbe qualcosa di piu'.
Detto questo e senza scendere in dettagli tecnici, secondo me, dalla situazione attuale, non se ne esce se non seguendo 3 linee guida che, di seguito, provo ad esporre:
1) prendere consapevolezza, tutti e subito, senza far finta che con il tempo le cose miglioreranno come per magia, della gravità della situazione, degli oggettivi limiti tecnici e del fatto che con questa squadra, senza rinforzi adeguati ed immediati, nonostante l'impegno che non si discute e del quale va dato atto e merito alla squadra ed allo staff, si rischia di retrocedere ultimi con larghissimo anticipo (a mio parere e sperando ovviamente di sbagliarmi già a gennaio);
2) remare tutti uniti mettendo da parte eventuali polemiche e divisioni all'interno ed all'esterno della società. Se è, infatti, evidente che degli errori ci sono stati nella costruzione della squadra e nella gestione del mercato (ed i risultati indiscutibilmente negativi sono lì a testimoniarlo) appare oltremodo dannoso ed improduttivo cercare, ora per allora, le colpe scaricando il barile tra i vari attori. Innanzi tutto chi non fa non sbaglia e poi non ha senso, oggi, essere pro o contro i vari protagonisti. Conta solo il bene della Lucchese. Il bene della Lucchese passa per il mantenimento della categoria e per mantenere la categoria non ci vogliono divisioni tra le varie componenti del mondo Lucchese ma unità d'intenti e di sforzi (ognuno per ciò che gli compete) per centrare l'obiettivo della salvezza;
3) mettere mano subito ad un piano di rafforzamento che porti in rosa almeno tre quattro giocatori di esperienza in grado di fare davvero la differenza nei ruoli chiave (portiere, difensore, regista, attaccante) sfoltendo al contempo l'attuale rosa nella quale ci sono molti atleti che non hanno mai messo piede in campo e dei quali non si è piu' sentito parlare da agosto ad oggi. Per far questo, ovviamente, occorre investire ma non va dimenticato che se si retrocedesse in D il danno sarebbe senz'altro enormemente maggiore del costo da sostenere oggi per salvarci. La squadra non è da buttare nè da ricostruire da zero ed ha degli indubbi valori da valorizzare e sui quali puntare per tentare l'impresa della salvezza (Nolè, Calcagni, Santini, Chianese, Lo Sicco, Calistri, Ferrante, Boilini tanto per elencarne alcuni sono una buona base); ad essi vanno imprescindibilmente e necessariamente aggiunti quei tre quattro elementi forti di categoria per cullare il sogno della salvezza e non chiudere (sportivamente parlando) i battenti prima del tempo. I giudizi sui singoli operati rimandiamoli alla fine e concentriamoci tutti ma veramente tutti sul solo obiettivo di salvarci che è la sola cosa che conta. Alla fine potremo anche retrocedere ma cerchiamo, tutti uniti, di lottare fino all'ultima giornata, di campionato o dei play-out che sia, per evitarlo. Forza Lucca
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