Rubriche
martedì, 6 agosto 2013, 16:45
Da Ferrara riceviamo e volentieri pubblichiamo uno scritto di un tifose estense per replicare al nostro articolo in cui si commentava la scelta di far ripartire la Spal sotto le vesti della ormai fu Giacomense, squadra della periferia della città emiliana, con un'operazione che ha fatto ritrovare le categorie professionistiche. Un solo commento alla garbata lettera: non ci ricordino che siamo in Toscana. E' un incidente della storia. Purtroppo.
Ho letto con interesse l’opinione espressa dal direttore Fabrizio Vincenti nell’articolo apparso sul sito giovedì 18 luglio scorso sul “caso Spal” come creatura emersa dalla improbabile trasformazione degna del dottor Jekyll; opinione rispettabile ma non condivisibile. Non trovando spazio dedicato ai commenti nella pagina utilizzo – spero non impropriamente – questo indirizzo e se così fosse, mi scuso.
Vorrei precisare che il “caso Spal” cosiddetto non può definirsi un delitto sportivo alla gloria e blasone della società come la conoscete perché la Società Polisportiva Ars et Labor degli anni ruggenti non esiste più da tempo, in preda a scorribande di personaggi che andrebbero citati in giudizio piuttosto che ricordati negli organigrammi sociali – tra cui si annoverano anche esponenti della bella Toscana.
Si tratta della rinascita del “marchio” storico attraverso la piena espressione di un’eccellenza sportiva del territorio ferrarese – da sempre avaro di imprenditori locali animati da cultura sportiva e dall’amore per il patrimonio della città di Ferrara – che dall’alto del titolo sportivo professionistico conquistato e difeso con pieno merito dalla Giacomense, nonostante tutte le difficoltà economiche citate giustamente nell’articolo, rafforza il proprio impegno ridando finalmente dignità alla gestione societaria naufragata in così malo modo dopo una sola stagione dilettantistica.
Noi a Ferrara possiamo solo augurare alla nuova S.P.A.L. di ritrovare la collocazione sportiva che merita attraverso il bel gioco, la sana gestione sportiva e i principi di “fair play” così rari nel calcio di oggi e ritrovare la Lucchese in appassionate sfide sui palcoscenici calcistici più importanti! Proprio perché il calcio, non solo a Ferrara, potrà vivere solo con la passione dei propri tifosi e non con le alchimie o i maquillage come citati irrispettosamente nell’articolo.
Non è questione di essere “snob”, ma di cultura sportiva. Sono certo che il Lammari – citato nell’articolo e che non conosco personalmente ma immagino seria società di Provincia – sarebbe orgoglioso di dare il proprio contributo con l’obiettivo di restituire alla Lucchese ciò che merita, qualora se ne presentassero le circostanze e i tifosi rossoneri andrebbero di corsa al Porta Elisa a sostenere il progetto sportivo. Forza S.P.A.L. e in bocca al lupo alla Lucchese.
Andrea Simcic
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