Porta Elisa News

Sibilia (LND): "La posizione definitiva arriverà l'8 maggio attraverso il Consiglio federale"

venerdì, 1 maggio 2020, 15:23

A queste condizioni, tutto sembra spingere verso la difficilmente inevitabile chiusura anticipata del torneo in Serie D. Le ultime dichiarazione del presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia lo fanno ormai abbastanza chiaramente trapelare mentre il giorno decisivo sembra essere quello dell'8 maggio, come ha dichiarato a Il Giorno il numero uno nei dilettanti: "Dato che tutto il paese è bloccato dalle restrizioni imposte dall'emergenza coronavirus, cosa cambia sapere se le attività saranno sospese fra un giorno o una settimana? cerchiamo di procedere con cautela e razionalità sperando che l'epidemia cessi quanto prima. La posizione definitiva della Lnd sarà il prossimo 8 maggio attraverso il consiglio federale. Le soluzioni? Accontentare tutti è impossibile, per questo motivo stiamo cercando delle soluzioni che facciano l'interesse di tutti i partecipanti".

Concetti espressi anche durante un incontro online con alcuni esponenti della LND, durante il quale Sibilia ha ribadito: "Il protocollo medico è difficile in serie A , da noi è veramente impossibile da attuare. Prima di tutto la salute, è sempre più difficile ripartire. In gioco c'è la vita di tante società, serve un aiuto concreto da parte del Governo. A queste condizioni non si può andare avanti. Studi da noi commissionati stimano una potenziale perdita del 30% delle società, essenzialmente per scomparsa di sponsorizzazioni. Quindi serviranno sostanziamenti dal Governo non smetterò mai di dirlo. Noi siamo la base del calcio, gran parte dei giocatori professionisti si formano nei vivai delle nostre società. A oggi dal nostro punto di vista non vediamo possibilità di ripartire, anche se è giusto il tentativo di provarci fino alla fine. La serie A è un altro mondo, il calciatore fa quello di mestiere, si allena in impianti sanificati e viene costantemente controllato. In una qualsiasi società dilettante il giocatore viene ad allenarsi dopo essere andato a lavorare e poi se nè torna a casa. Non c'è alcuna possibilità di prevedere un protocollo standard che vada bene per tutte le categorie. Ci troviamo in un mare in tempesta, per uscirne fuori ci vorranno nervi saldi e grande rispetto per le persone che non ci sono più. Al primo posto c'è la salute, poi tutto è secondario".




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