Porta Elisa News

Obbedio, andata e ritorno: "Non mi aspettavo di essere richiamato"

lunedì, 13 agosto 2018, 19:36

di diego checchi

Una conferenza stampa fiume, quella che ha visto Antonio Obbedio presentarsi di nuovo al popolo rossonero. Il direttore foggiano ha fatto capire di essere tornato a casa e ha spiegato quali sono stati i motivi della scelta e come vede adesso la squadra rossonera. Il direttore ha poi parlato degli acquisti da fare e già fatti. Obbedio torna al centro della scena e diciamo la verità: sembrava non se ne fosse mai andato. Con la scelta di Obbedio e Favarin, la società ha messo due pedine importanti nello scacchiere rossonero.

Quali sensazioni ha sedendosi di nuovo su quella sedia?

“Sono entusiasta perché non sarei andato via a giugno, poi ci sono stati degli eventi... mi fa piacere essere stato richiamato, perché vuol dire che ho fatto qualcosa di buono. Non me l’aspettavo e colgo l’occasione di ringraziare la società, tutti i soci e Arnaldo Moriconi, artefice di questo mio ritorno a casa”.

Ora il lavoro non le manca di certo.

“Non mi ha mai spaventato, anzi, mi può soltanto esaltare. Bisogna aggiungere qualche giocatore, ma sono felice della guida tecnica che ho trovato perché è perfetta per il campionato che andiamo a fare. Colgo l’occasione per fare i complimenti di ciò che è stato fatto perché non è facile amalgamare un gruppo di ragazzi così in poco tempo e ottenere questi risultati”.

Stiamo aspettando ancora la punta da 10 gol?

“Il primo anno c’era una punta (Forte), l’anno scorso Iacopo Fanucchi che in doppia cifra ci è andato. Adesso cercheremo di colmare questo gap negli ultimi giorni di mercato. Non sarà facile perché possiamo prendere giocatori da rilanciare. Sorrentino è già un buon giocatore”.

Il ritorno di Fanucchi è un’invenzione?

“Penso sia una voglia della Lucca sportiva più che una cosa veritiera. Non credo la Pistoiese si privi di un giocatore del genere”.

Quanti giocatori e che ruoli mancano?

“In difesa, sui due esterni assolutamente e poi sapremo qualcosa di più concreto su Tavanti (forse dovrà essere operato). Un paio di attaccanti, magari uno giovane e uno “vecchio”. Possiamo temporeggiare nel mezzo al campo perché ci sono diversi elementi. Direi da sei a otto giocatori”.

È spaventato per la penalizzazione?

“No, anche perché la società è già all’opera per far valere le proprie ragioni, anche perchè partire da meno 6 o da meno 10 cambia parecchio. Importante è stare nel gruppone così che quando arriverà la penalizzazione potrà essere assorbita in maniera migliore”.

Fare gironi a 20 squadre con 3 retrocessioni sarebbe meglio o peggio?

“Sarebbe meglio un girone a 18 con una retrocessione diretta e i playout. Ma sono convinto che possiamo salvarci senza passare dai playout, senza guardare all’esperienza dello scorso anno dell’Arezzo perché era una squadra da quarto posto in classifica”.

Cosa ci può dire sul portiere e sul settore giovanile?

“Sul portiere stiamo valutando con molta calma. Abbiamo due portieri che negli ultimi hanno giocato poco. Sono due profili giovani e interessanti ma per il tipo di campionato che andremo a fare bisognerà fare una scelta d’accordo con Biato la cui figura è stata fondamentale per tutti i portieri che sono arrivati. Biato è la persona ideale per farli crescere, quindi con lui valuteremo il da farsi. Poi bisogna rendersi conto che vanno fatti giocare i giovani e nel ruolo del portiere può essere utilizzato. Sul settore giovanile stiamo lavorando per riempire le caselle, ma non sarò io il responsabile anche se mi ha fatto piacere ricevere tanti messaggi di genitori del settore giovanile per congratularsi con me per il mio ritorno. Mi ha dato invece fastidio lo sciacallaggio nei confronti dei nostri giovani (circa 120 giovani di cui 60 sono andati in squadre professionistiche). Non credo sia una cosa da fare nel calcio”.

Crede che il 2 settembre si riesca a partire con il campionato?

“Non lo so. Ad oggi direi di no, però parte tutto dai piani alti. Se impongono di partire, come viene giocata la prima giornata, è fatta”.

Tornando sul mercato: Ghinassi e Papini sono due giocatori che potrebbero essere adatti per la Lucchese?

“Sono due profili che stiamo valutando, non discuto le loro qualità ma stiamo cercando di capire se riusciamo a trovare un profilo già valorizzato in quel ruolo”.

Quale girone preferirebbe? Quello centrale?

“La mia speranza è che facciano un taglio orizzontale. Dico così perché se fosse ancora verticale, sarebbe un girone competitivo. Ci sarebbero 10 squadre che puntano a fare un campionato importante e sarebbe di partenza un campionato più complicato”.

Come è riuscito ad accaparrarsi Greselin? Un giocatore che potrebbe andare tranquillamente in Serie B.

“Perché nella vita calcistica e lavorativa i rapporti contano tanto soprattutto se ti comporti bene. A volte riesco ad arrivare a giocatori perché magari ho una certa credibilità (esempio Baroni e Damiani). Ho ottimi rapporti con il direttore del Giana e ha preferito darlo a me a titolo gratuito piuttosto che a squadre vicine proprio per questo rapporto di cortesia. Sembra stupido ma ho giocato sul fatto che il ragazzo avesse voglia di misurarsi su una piazza importante come la Lucchese che ha un blasone e una certa storia”.

Meglio avere a che fare con Camilli o Moriconi?

“Moriconi tutta la vita. Spero che il presidente della Viterbese possa ottenere risultati importanti per i sacrifici che fa. Ma nella vita da direttore sportivo preferisco viaggiare in mezzo all’oceano su una scialuppa che incatenato su uno yacht. La cosa che mi inorgoglisce è l’essere richiamato da un imprenditore importante”. 

Prima di concludere, Giuseppe Bini ha fatto capire che nelle ultime ore verrà annunciato anche il team manager e che per il momento sulla società si va avanti così.

 




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