Porta Elisa News
lunedì, 5 settembre 2016, 18:14
di diego checchi
Dopo la partita pareggiata per 2 a 2 con l’Olbia, seconda gara del torneo, vediamo che cosa va e cosa no nella Lucchese che da domani preparerà la sfida interna contro l’Alessandria dell’ex Braglia attualmente capolista in campionato.
Cosa va
Quello che più balza agli occhi è il fatto che questa squadra, anche quando è sotto di un gol non si perde mai d’animo e rispecchia totalmente il carattere battagliero e sanguigno del suo allenatore Galderisi che non ci sta a perdere e che riesce sempre a tirare fuori tutto fino all’ultimo dai suoi. Un altro aspetto che ci piace della Lucchese è il fatto che un giocatore come Terrani riesca sempre ad essere decisivo con i suoi dribbling e i suoi assist per i compagni. L’altra nota positiva è che Francesco Forte ha già timbrato tre reti: è vero, una è stata su calcio di rigore, ma le altre due lo hanno visto protagonista su azione. Di lui si può dire tutto ma non che non veda la porta. Evidentemente con Galderisi ha un feeling particolare che gli permette di sfoderare prestazioni sempre all’altezza della situazione. L’inserimento dei due nuovi arrivi è stato positivo. Longobardi si è calato sin da subito nel match facendo a sportellate con i difensori avversari e ha permesso a Forte di beneficiare della sua fisicità, un po’ come quando il centravanti romano faceva coppia con Raicevic nella prima Lucchese targata Galderisi. Un’ultima annotazione la vogliamo fare su Marcos Espeche, un vero e proprio guerriero. Ieri dalle sue parti non è passato nessuno e ha giocato come un vero leader formando una buona coppia con Ciro Capuano.
Cosa non va
Qui bisogna fare una disamina più complessa della situazione che non va a toccare solo il singolo giocatore ma anche il modulo di gioco. Nel 4-2-3-1 il trequartista centrale dovrebbe stare più lontano dalla porta come avveniva lo scorso anno, andandosi a cercare spazi per lanciare le punte. Adesso, invece, Galderisi vuole che il trequartista lucchese giochi più a ridosso delle punte e questo, a nostro avviso, è il primo handicap perché Fanucchi non è una vera e propria seconda punta e non è mai riuscito a trovare la posizione giusta. Un’altra situazione da annotare è la fase difensiva di questo 4-2-3-1 un po’ atipico, perché in talune circostanze si trasforma in un 4-2-4. Quando la palla è in possesso degli avversari basta che il portiere la dia al playmaker basso e vengono saltati automaticamente i quattro giocatori d’attacco rossoneri. I due attaccanti e gli esterni hanno fatto poca fase difensiva, il gioco dell’Olbia era molto semplice e due erano le uscite: o (come già detto) il portiere dava la palla al play basso che innescava i terzini, oppure erano i terzini stessi a trovare i rispettivi centrocampisti senza che nessuno potesse scalare su di loro. Ecco che allora la squadra scalava a vuoto e la coppia centrale Bruccini- Mingazzini si trovavano a dover fronteggiare una porzione di campo assai vasta. Da lì sono nate tutte le azioni pericolose dell’Olbia. Insomma, il 4-2-4 è un bel modulo quando la squadra è in possesso di palla ma in fase difensiva ci vorrebbe un po’ più di accortezza e magari, in trasferta, anche giocatori con caratteristiche diverse rispetto a quelli visti ieri. Vi facciamo un esempio: Merlonghi, rispetto a Martinez che a nostro avviso non è ancora al massimo della condizione, è un giocatore che in certi frangenti sa dare più equilibrio soprattutto in fase difensiva. Galderisi dovrà quindi lavorare tanto sui meccanismi della fase di non possesso palla e soprattutto dovrà chiedere agli esterni di attacco di tornare a seguire il terzino, altrimenti il due contro uno è servito. È vero, noi abbiamo visto questa partita da fuori, ma queste cose che abbiamo specificato ci sono saltate agli occhi. In certi frangenti, soprattutto quando la Lucchese nel primo ha subito l’uno a zero, si è vista una squadra spaccata in due. A nostro avviso ci vuole più compattezza tra i reparti e distanze inferiori, altrimenti con questo modulo si fa una fatica tremenda nella fase di non possesso soprattutto se poi c’è un giocatore come Cossu che sa posizionarsi nella maniera giusta per dare fastidio agli avversari.
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