Porta Elisa News
martedì, 1 marzo 2016, 16:57
di diego checchi
Giovanni Galli parla a tutto tondo del momento difficile della Lucchese. Dopo una settimana a dir poco difficlie, non si sottrae alle domande più scomode e risponde con massima trasparenza e onestà, assumendosi in pieno la responsabilità delle scelte che sono state fatte.
Dopo 24 giornate che idea si è fatto di questa squadra?
“Bisogna fare una premessa che riguarda il progetto per cui abbiamo costruito questa squadra. Questo doveva essere l'anno zero, rispetto all'anno prima abbiamo cambiato tanti giocatori anche perchè non ce n'erano di proprietà e noi abbiamo voluto creare una base per il futuro. Per questo motivo, a giugno, abbiamo confermato alcuni dei giocatori più esperti e poi abbiamo voluto creare un patrimonio di giocatori giovani di prospettiva. Il progetto comprendeva Baldini, allenatore che avevo seguito personalmente l'anno prima e che secondo me era il professionista giusto. L'obiettivo principale di questa stagione era di costruire una squadra per il futuro e magari toglierci qualche soddisfazione."
Quale obiettivi si possono raggiungere realisticamente?
"L'idea era di stare nella parte sinistra classifica e magari puntare ai play off nel caso in cui qualche squadra avesse fatto uno scivolone. Purtroppo devo riconoscere che l'inizio è stato negativo e allora abbiamo deciso di cambiare allenatore. Lopez, con la sua grande professionalità ha dato ordine alla squadra e fino a dicembre abbiamo avuto buoni risultati. In seguito d'accordo con il mister e la società, abbiamo deciso di inserire alcuni giocatori che potessero alzare il livello tecnico della squadra e farci fare un salto in avanti ma i mesi di gennaio e febbraio non sono stati soddisfacenti quindi ho ritenuto di tornare al progetto iniziale richiamando Baldini. Ci tengo a sottolineare che non abbiamo fatto questa scelta per risparmiare, visto Baldini aveva rescisso, ma perchè, come ho già detto, crediamo in lui. Ho parlato con lui per tre giorni e ho capito che era pronto per rimettersi in discussione, in questo periodo ha dimostrato di essere cresciuto ed di aver riflettuto sugli errori che aveva fatto. Ci tengo anche a precisare che non è vero che l'avessi contattato da settimane, la prima telefonata l'ho fatto sabato sera dopo la partita contro la Pistoiese. Io sono convinto che sia un grande uomo e un grande allenatore. Ora vediamo se queste ultime partite ci possono ridare quell'idea di calcio che avevamo in mente”.
Cosa si aspetta dalla squadra adesso?
“Mi aspetto una reazione importante, qualcosa in più rispetto a quanto visto nei primi 20 minuti di Ancona. Anche se è comprensibile che quando vieni da una settimana difficile come quella appena passata ci siano della paure che ci si deve scrollare di dosso”.
Pensa che questa squadra abbia dei limiti strutturali?
“No, non credo”.
A questo punto però bisogna essere chiari, l'unico obiettivo possibile è la salvezza...
“I numeri sono numeri, ma quello che è importante sono i concetti che vogliamo portare avanti. Ad oggi non possiamo fare a meno di constatare che gli obiettivi che ci eravamo prefissati li abbiamo falliti e in questo finale di campionato tutti ci dobbiamo mettere in discussione e dovremo cercare di recuperare la credibilità nei confronti della piazza”.
C'è una scelta che non rifarebbe?
“No e comunque non sarebbe giusto parlarne per rispetto delle professionalità di tutti. Se abbiamo fatto degli errori sono stati fatti in buona fede e se pensate che l'errore sia stato prendere i giocatori dalla serie D dovete dirmi una cosa: ma dove li avremmo dovuti prendere? Dalla Serie A? Siamo in Lega Pro e i nostri mezzi sono quelli che sono. Avevamo agito così perchè era l'unico modo per portare avanti un progetto serio, a meno che di non fare investimenti molto importanti come hanno fatto squadre come la Spal o il Pisa”.
Però è evidente che manca un attaccante di spessore...
“Se guardiamo la classifica dei cannonieri vediamo che ci sono Scappini con 16 gol e che ne ha segnati 5 in una sola partita e poi c'è Tremolada con 10 ma poi? Non è che le altre abbiano grandissimi attaccanti e questo perchè il mercato di Lega Pro è un mercato difficile”.
È vero però se non c'è un attaccante importante bisogna segnare con tutti i reparti e poi non bisogna prendere gol... tatticamente che senso ha riprendere Baldini in questo contesto, viste le sue statistiche?
“Infatti è questione di equilibri e l'equilibrio, in campo, dovrebbero portarlo i cosiddetti senatori, non è questione di allenatore. Ad Ancona, i primi 20 minuti eravamo terrorizzati... il primo gol l'avevamo preso ancora prima che la palla entrasse in rete”.
Ormai questa stagione è andata, cosa si può sperare per la prossima?
“Quello che abbiamo ottenuto fino ad ora, nel bene e nel male, è farina del nostro sacco: ci sono meriti e responsabilità. Capisco che da fuori sia difficile capire, ma certe decisioni sono frutto di un ragionamento preciso. Dopo l'inizio difficile con Baldini, la squadra aveva perso convinzione e con Lopez c'è stata una sterzata e questa sterzata c'è stata con la stessa squadra che veniva giudicata scarsa... a quel punto abbiamo pensato che avremmo potuto osare di più, abbiamo fatto degli investimenti condivisi per perseguire obiettivi più ambiziosi ma la partita di Carrara è stata il primo segnale negativo dell'esperienza di Lopez, segnali che si sono riconfermati in seguito e quindi, come direttore, ho il dovere di intervenire prima che sia troppo tardi e quindi ho deciso di tornare sui miei passi. Di questo mi assumo tutte le responsabilità”.
Una parola sulla questione Mingazzini?
“Motivi disciplinari e non aggiungo altro. Lui si è già scusato con il presidente, con me e con la squadra. Da oggi si allena con i compagni, adesso sta a lui riguadagnarsi il posto. Ribadisco la stima che ho del ragazzo e ricordo che l'ho portato io a Lucca nonostante una certa diffidenza generale, ma devo dire che lui ha sbagliato ed è stato necessario che pagasse, le regole sono queste”.
Si troverà il sistema di fare qualche gol da qui alla fine del campionato?
“Ci stiamo lavorando.... riconoscere gli errori non mi costa nulla, quando fai le cose con onestà bisogna anche riconoscere gli errori. Però è importante non discutere solo sui numeri, abbiamo fatto delle scelte a inizio stagione che avrebbero dovuto portare i gol non solo dagli attaccanti. Ad esempio Rosseti l'anno prima aveva fatto 11 gol e Vita 15 ma quest'anno non si sono ripetuti. Anche Sartore ha fatto un solo gol... purtroppo le cose non sono andate come avevamo programmato”.
Come si può spiegare questa situazione ai tifosi in prospettiva futura?
“Io sono convinto che questa squadra e questo allenatore abbiano grandi margini di miglioramento ed io porto avanti questo progetto con dignità e convinzione. Credo che questo progetto possa avere continuità e se non ne fossi convinto non rimarrei qui. Vi ricordo, ad esempio, che quando ero a Verona portai Sarri; quando il presidente lo esonerò rassegnai le miei dimissioni senza pensarci due volte nonostante avessi tre anni di contratto. Non è il contratto che mi lega a Lucca, se in queste ultime partite dovessi rendermi conto che questo progetto non ha più un futuro sarò pronto a farmi da parte”.
Ci si aspettava di più da Maritato...
“Maritato è un giocatore che era già nelle mire della società per il progetto che stiamo portando avanti, mister Lopez lo conosceva già per cui è stata una scelta condivisa da tutti. Purtroppo una serie di circostanze non lo sta mettendo in condizioni di far bene, d'altra parte non si può pensare che un giocatore, da solo, risolva le partite. È una questione di organizzazione di gioco e su questo dobbiamo lavorare”.
L'esclusione di Di Masi è scelta tecnica?
“Vi dico che tutti gli allenatori hanno diritti e doveri. Un dovere è quello di allenare tutti i giocatori che la società gli mette a disposizione e un diritto è quello di scegliere chi far giocare. Beppe, a cui va la mia stima e la mia riconoscenza perchè è stato protagonista nella stagione passata, è andato in difficoltà dopo Siena e in un momento come questo bisogna capire se è meglio dargli fiducia oppure lasciargli il tempo di riprendersi. Questo non incide sul giudizio del giocatore e la nostra volontà è di recuperarlo il prima possibile, poi bisogna anche dire che Mengoni ha fatto bene in queste partite”.
Riguardo alla sua squalifica, cosa ci può dire?
“Che farò sicuramente ricorso perchè la motivazione è incomprensibile. Io non avevo detto nulla al guardalinee, stavo solo parlando con i miei giocatori”.
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