Porta Elisa News
martedì, 6 ottobre 2015, 15:13
di diego checchi
Giovanni Galli, dopo un periodo nel quale ha preferito non presentarsi in sala stampa, è arrivato questo pomeriggio di fronte ai giornalisti per spiegare la sua visione su quello che sta accadendo ai rossoneri. Il direttori tiene, in primis, a ribadire: “Sono in simbiosi con il mister, quindi posso rispondere su tutto”.
È qualche settimana che aveva deciso di non parlare: perchè è venuto proprio oggi?
“Credo ci sia il momento in cui bisogna parlare e il momento in cui bisogna lasciare la scena ad altri. Oggi sono qua perchè è un momento particolare, avendo molte cose e sono pronto a rispondere a qualsiasi vostra domanda”.
Sappiamo che è in grado di rispondere su tutto, ma sulla formazione troppo sfrontata di domenica scorsa, cosa ci può dire?
“Le occasioni che hanno avuto sono state sugli errori di Di Masi. Il primo gol su una nostra dormita della difesa su una punizione e il secondo all'ultimo minuto quando eravamo in inferiorità numerica. Per il resto non ho visto grandi parate del nostro portiere. Non giocando bene, giocando sotto ritmo, ma credo che le occasioni più ghiotte le abbiamo avute noi. Almeno quattro palle gol clamorose. Non siamo stati bravi, dovremo stare più attenti, più applicati perchè siamo consapevoli delle nostre qualità. Oggi serve la scintilla. Per fare un esempio, basta prendere il Napoli: un mese fa Sarri non avrebbe mangiato nemmeno il panettone, dopo la prima vittoria che ha dato convinzione in ciò che la squadra stava facendo, ha preso grande fiducia in se stessa”.
Allora, secondo lei, il centrocampo non è stato in difficoltà?
“Diciamo che c'è stato un giocatore come Capello che è un giocatore molto forte, sul quale non scalavamo molto bene con la marcatura. Ma più che altro è la difesa che doveva stare più alta”.
Se lei fosse l'allenatore giocherebbe con tre attaccanti e un trequartista?
“Sì. Anche se i nostri attaccanti devono dimostrare qualcosa non essendo ancora grandi giocatori affermati, cosa dovrei fare? Penso sia giusto farli giocare per farli crescere. Se non si passa per un percorso dove ci sono delle buche dove inciampare, non si cresce. L'importante è avere una mentalità e una filosofia. Non discuto la qualità dei ragazzi”.
Un ragazzo che non abbiamo ancora visto molto bene è Pozzebon. Come se lo spiega?
“Lui ha sempre visto il calcio come una sfida personale. E non deve essere così. Credo debba capire che, nonostante le sue potenzialità, dobbiamo giocare con un'idea di calcio”.
Come mai Sartore ha giocato dall'inizio? Non era meglio sfruttarlo nella mezzora finale che iniziale?
“Il mister lo ha visto bene in settimana e per di più ha fatto un sacco di cose egregie. Ha creato cinque situazioni per sbloccare la gara. La famosa “scintilla” doveva scattare su una situazione del genere”.
Da portiere come valuta gli errori di Di Masi?
“Non ha mai sbagliato grandi cose ed è anche molto bravo con i piedi. Domenica scorsa ha sbagliato qualche scelta, al di là del passaggio”.
Dopo la partita il mister ha detto che qualche giocatore ha paura.
“Sono tutti ragazzi che hanno capito che questa “piazza” è una grande opportunità. Devono capire che a noi non importa se uno sbaglia una partita, un passaggio o un gol. Il valore del giocatore non è dimostrabile in queste cose. Il punto è se qualcuno entra in campo e pensa di risolvere i problemi da solo. Questo non deve accadere”.
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