L'evento
domenica, 7 dicembre 2014, 10:08
di fabrizio vincenti
Un calcio che ha mutato pelle. E che ha completamente dimenticato il suo habitat naturale, l'humus in cui è cresciuto e ha raccolto consensi finendo per diventare anche ragione di vita per milioni di appassionati. Una vera e propria mutazione genetica che, proprio come gli ogm, ha iniziato a affacciarsi dagli anni '90 in poi. Quando il mondo del pallone ha finito per diventare quasi esclusivamene un business a cui piegare ogni valore, ogni suo tratto distintivo. Sponsor che comandano, tv che definiscono i calendari, fondi di investimento che possiedono club storici, le ragioni del denaro che piegano tutto. Come nel caso, recente, del Real Madrid che per compiacere un suo ricco sponsor degli Emirati Arabi, ha deciso, solo per quella operazione, una carta di credito finanziata da una banca araba, di togliere la croce dal suo stemma. Per non indispettire i potenti sponsor musulmani. Una resa totale. E penosa. Un segno dei tempi. E per chi vuole capire sino in fondo le dinamiche che sottintendono alla resa del calcio che tutti noi conosciamo e con cui siamo cresciuti, non s può non fare i conti con "Gol di rapina. Il lato oscuro del calcio globale", l'ultima fatica editoriale di Pippo Russo, giornalista e sociologo presso l'Università di Firenze edita da Edizioni Clichy, 15 euro. Il suo ritratto del calcio di oggi è disarmante, come conferma prima della presentazione del suo libro avvenuta nella sede di Lucca United, la cooperativa dei soci rossoneri, insieme a Stefano Galligani, Piero Pacini e Luca Tronchetti.
"il calcio globale? una fregatura globale. La finanza ha rapinato la passione, ha occupato ogni spazio per produrre denaro che poi viene drenato al di fuori del mondo del calcio stesso: è questa la deriva sotto gli occhi di tutti".
Molti continuano a identificare il modello giusto nel calcio inglese.
"Abbiamo preso il peggio dal modello inglese, che nella sua versione originale, almeno, ha patrimonializzato le società con la costruzione degli stadi. Da noi invece c'è solo malaffare e patrimonializzazione delle socuetà. oltremanica hanno creato almeno un modello di calcio vendibile, da noi nemmeno quello".
Il caso recente del Real Madrid che ha modificato il suo stemma per compiacere un potente sponsor arabo è emblematico della trasformazione del calcio.
"Stanno distruggendo l'identità del calcio e ci si piega alla logica della commercializzazione ormai su tutto. Del resto il Real Madrid è il club al mondo con il maggior fatturato ma anche con l'indebitamento più elevato: non è certo un esempio virtuoso".
Il fair play finanziario della Uefa può contenere certe dinamiche?
"C'è qualcosa di buono in esso, ma c'è da capire se la Uefa avrà la forza di applicarlo e di resistere, oppure se si dovrà piegarsi alle pressioni dei club, che già in passato avevano minacciato la fondazione di una superlega autonoma".
Ai tifosi che resta da fare?
"Dovrebbero cercare di opporsi a questa deriva, ma molto spesso i risultati delle squadre vengono prima di qualunque considerazione e finiscono per condizionarne il comportamento. E invece dovrebbero mobilitardi a difesa dell'identità del calcio. In realtà sono molto pessimista, ma spero in uno scatto di orgoglio".
Esempi come quelli dell'azionariato popolare che qui a Lucca conosce la realtà di Lucca United possono aiutare a difendere il calcio identitario?
"Sono un esempio, a Lucca dopo due fallimenti si sono mobilitati per non lasciare tutto nelle mani di pochi e per difendere la propria comunità. Questa speranze sono le sole potenzialità che abbiamo, ma non basta l'azionariato: serve partecipazione e assunzione di responsabilità. In Spagna, tanto per fare un riferimento, c'è l'azionariato ma non si può certo dire che club come il Barcellona o il Real Madrid vedano la reale partecipazione dei tifosi".
Il calcio è oscuro, come scrive nel suo libro, o anche illegale?
"Si può presupporre che ci siano anche aspetti illegali. Basta pensare che quando un procuratore controlla giocatori e allenatori in gran numero potrebbe, dico potrebbe, avere la tentazione di condizionare gare attentando all'integrità del gioco".
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