Detto tra noi
mercoledì, 3 aprile 2019, 19:20
di fabrizio vincenti
Storditi. Quasi esausti dalle emozioni. Chi ha fatto parte di quel manipolo di pazzi che si sono recati a Olbia può capire. Tre punti importanti in Sardegna, in una terra, quella olbiese, che commuove per la disponibilità e l'affetto con cui accoglie ogni volta chi viene da Lucca . E poi, ancora una volta, la conferma di stare vivendo, nella drammaticità del momento, un'avventura incredibile. Questi ragazzi in rossonero non finiscono mai di lasciare senza fiato, e non solo per le prestazioni sportive. Per la grinta, ad esempio.
Quella mostrata per tutta la gara, con un avversario che non ha regalato nulla, che voleva a tutti costi il risultato, che ha premuto sino all'ultimo istante. Con i rossoneri che soffrivano, ma non mollavano. Che con tutte le loro forze spazzavano palloni lontano dalla loro area. Con Falcone reattivo come un gatto su un colpo di testa che tutti avevano visto in rete. No, non lo volevano il pari. No, quella vittoria era loro, doveva essere loro. Loro e dei tifosi.
Ma i rossoneri cotinuano a stupire anche per l'orgoglio. Quello che ha mostrato un giocatore in campo, quando un avversario gli si è avvicinato dicendogli provocatoriamente: "Siete morti, lo sai?". E il Nostro di tutta risposta: "Io sarò anche morto, ma è la fine che fai tu se dopo ti becco nel sottopassaggio". Straordinario. Un numero che ricorda le avventure di altri gruppi di "pazzi" che hanno reso il calcio lo sport più bello al mondo.
Per non parlare del cuore. Quello dimostrato, sempre a proposito di una banda di pazzi, dimostrato nell'andare, tutti insieme all'ospedale, quasi a dire a Greselin che con quel gesso, su quella sedia a rotelle erano tutti loro. Ancora una volta insieme. Fino alla fine. Qualunque avversità, e non si contano più, accada. E sempre con il sorriso, che aveva persino lo sfortunato centrocampista a bordo della nave, la mattina dopo.
Insieme ai tifosi, ancora una volta, è stato passato il momento della gioia. Quella vissuta sulla nave. Brindisi. Cori. Sorrisi. Il volto bello del calcio, quello che in tanti, prima di tutto i padroni delle ferriere, provano a uccidere dentro la plastica dei loro spot che fanno del calcio non più calcio ma solo business e spettacolo. E pruderie politicamente corrette. Questa annata incredibile ci sta lasciando emozioni, appunto, incredibili. Aveva ragione, ancora una volta Fabrizio De Andrè: "Dal letame nascono i fior, dai diamanti non nasce niente". E a Lucca, quest'anno, i fiori sbocciano come da tempo non si vedeva.
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