Detto tra noi

Coperta troppo corta, tasche molto vuote

martedì, 30 ottobre 2012, 23:17

di aldo grandi

Perdonatemi la confidenza, ma il sottoscritto, per questa compagine societaria, prova una simpatia che rasenta l'affetto. Non potrebbe, del resto, essere altrimenti davanti a questo gruppo di ragazzi - non conta l'età anagrafica, ma lo spirito con cui la si vive - che hanno, dalla loro, un entusiasmo straorinario e una passione coinvolgente. Mai, nemmeno ai tempi rosei di Maestrelli e della serie B, i colori rossoneri sono stati nelle mani dei lucchesi come lo sono oggi. Mai come adesso, infatti, dietro le quinte della Fc Lucchese ci sono, oltre a un calabrese coriaceo e crostaceo come Bruno Russo, una sfilza di imprenditori lucchesi che hanno lanciato una sfida impari al calcio che conta. La loro è, diciamocela tutta, una sfida impossibile che tutti, noi compresi, ci auguriamo diventi, prima o poi, possibile e probabile. Domenica la squadra avrebbe meritato la vittoria se non altro perché, fino a nove minuti dalla fine del secondo tempo, era in vantaggio su un terreno micidiale. La panchina, però, era troppo risicata e mister Innocenti, evidentemente, ha preferito tenere in campo gli undici titolari piuttosto che rischiare una riserva. Non contestiamo la scelta che, a nostro avviso, si è rivelata rischiosa quanto, piuttosto, il fatto che la coperta è, effettivamente, troppo corta e se la tiri da una parte ecco che ti si scopre dall'altra. Non si può avere, inoltre, sempre la stessa fortuna di trovarsi, complice un infortunio - a Brega - un bomber come Canalini che sta superando anche le più rosse aspettative. Qualche innesto, senza spendere molto, sarebbe auspicabile visto che il campionato è lungo e che, già a questo punto, i rossoneri sono in debito di ossigeno. 

Qui subentra l'altro aspetto, inevitabilmente importante se non, addirittura, prioritario. I nostri imprenditori-soci rossoneri hanno aziende che lavorano sodo, ma non sono i gasdotti di Abramovich o i pozzi petroliferi dei paesi arabi. Sono imprese che si reggono in piedi in un momento economico tra i più difficili della nostra recente storia. Hanno personale da pagare, fornitori da saldare, imposte e tasse da onorare in un paese dove le tasse e le imposte sono le più alte e massacranti del pianeta. I tifosi, questo, lo hanno capito e se anche il Porta Elisa tarderà a tornare quello di un tempo, quelli che ancora lo frequentano dopo due fallimenti sanno che il terzo non avrebbe uno sbocco e che questa società, con questa squadra, valgono tanto oro quanto pesano. Non c'è niente di male ad ammettere che la coperta è troppo corta e che le tasche sono molto, forse troppo vuote. E' la realtà, ma è solo restandovi fedeli e saldamente ancorati che si possono evitare pericolose cadute all'indietro.



Altri articoli in Detto tra noi


domenica, 26 luglio 2026, 15:32

Porta Elisa, la verità è forse più semplice

Si fa un gran parlare del progetto che il presidenti Brunori ha in mente per riammodernare in modo sostanziale lo stadio Porta Elisa e soprattutto delle polemiche che sono sorte intorno ad esso. E' stato lo stesso Brunori a raccontare di una "interlocuzione infinita" che ormai va avanti da mesi.


giovedì, 25 giugno 2026, 12:31

Tutto cambia, nulla cambia

Dopo quasi cinquanta giorni di silenzio, se si escludono alcune dichiarazioni del patron Brunori durante incontri pubblici, la Lucchese è tornata a parlare. Parlare con i fatti, in mezzo a una città troppo spesso amante delle chiacchiere e sempre troppo spesso delle maldicenze.



giovedì, 4 giugno 2026, 14:32

Il futuro è adesso

In tanti tifosi ci chiedono sviluppi, novità, acquisti: a tutti rispondiamo nella solita maniera, ovvero che non abbiamo elementi, se non la certezza che questa società si adopererà per il meglio per allestire una formazione in grado di giocarsi le sue carte nel prossimo campionato di Serie D.


sabato, 2 maggio 2026, 09:21

Hanno vinto tutti

C'è un'immagine che conserviamo con emozione della serata di Agliana dove la Lucchese ha centrato la vittoria in Supercoppa di Eccellenza, un trofeo, si dirà, dal sapore platonico. Eppure, ci pare, che a nessuno piaccia perdere, e comunque resta una coppa che arricchisce la bacheca del club.